Ecco com’erano i palazzi degli oligarchi dell’epoca zarista (FOTO)

Russia Beyond (pastvu; Legion Media)
Fjodor Shekhtel è stato uno degli architetti più gettonati tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo: il suo stile, molto richiesto, fu ribattezzato Art Nouveau russo

Passeggiando per le strade del centro di Mosca, saltano agli occhio gli edifici dell’architetto Fjodor Shekhtel: palazzi eclettici dove lo stile neogotico si fonde con l'Art Nouveau e il neorusso. Ecco i più famosi. 

La tenuta Kuznetsov

Il Teatro Paradis, 1890

Quando Shekhtel ricevette l'incarico dal proprietario di una fabbrica di porcellana, Matvej Kuznetsov, aveva già dimostrato di essere un architetto di talento: aveva partecipato al concorso per la progettazione del Museo di Storia sulla Piazza Rossa (ma fu scelto un altro progetto) e aveva disegnato la facciata del Teatro Paradis (oggi Teatro Majakovskij). 

Nel 1893, i Kuznetsov decisero di ricostruire le ali meridionali della loro tenuta: due dependance vennero fuse in un’unica dimora dall’arredamento modesto. L’anno successivo, l'architetto eseguì la seconda commessa: accanto alla casa padronale fu costruita una casa in stile gotico, sulla base di un suo progetto. La casa era dotata di finestre a bifora e torrette decorative, mentre la finestra centrale della facciata fu realizzata secondo lo spirito del gotico inglese. Oggi, pur trovandosi nello stesso luogo, la tenuta padronale viene regolarmente restaurata, a differenza della vita gotica, ormai quasi irriconoscibile. Negli anni Trenta, la casa fu ampliata di due piani e completamente coperta da una nuova facciata, che non lascia intravedere nessuno dei dettagli originali.

La tenuta Kuznetsov prima e dopo i lavori di restauro

Il palazzo di Zinaida Morozova

Questa casa fu ordinata da Savva Morozov, uno dei più ricchi mercanti dell'Impero russo, come dono alla moglie Zinaida. Tra i progetti che Shekhtel gli presentò, egli scelse una villa in stile neogotico inglese. In due mesi, Shekhtel creò circa 600 bozzetti che presentavano non solo le parti esterne dell'edificio, ma anche l'intera decorazione interna fin nei minimi dettagli, dalle maniglie delle porte, ai motivi della carta da parati.

La villa di Zinaida Morozova nel 1898 e oggi

E in effetti, il design interno della villa non merita meno attenzione di quello esterno: entrando ci si trova in un vestibolo gotico con archi a volta, soffitto a cassettoni e una delicata carta da parati blu con motivi che da lontano ricordano i gigli reali (un'allusione alla manifattura tessile di Morozov). Per le decorazioni interne utilizzò prevalentemente il rovere scuro, mentre il camino principale è abbellito da due cavalieri con scudi e armature.

Il salone del palazzo di Zinaida Morozova alla fine del XIX secolo

La costruzione di questa villa fu un punto di svolta nella carriera di Shekhtel: le tecniche innovative utilizzate nel progetto furono la chiave di volta nella definizione dello stile personale dell'architetto. La casa si trovava al centro del terreno, anche se all'inizio del XX secolo era consuetudine portare la facciata il più vicino possibile alla strada; alcuni dettagli e l'altezza dei soffitti furono ingranditi di proposito, il che permise di ottenere un effetto monumentale. Ma non è tutto: grazie a questo edificio, Shekhtel ottenne il diritto di costruire progetti in proprio (non aveva infatti il diploma di architetto), semplicemente presentando i bozzetti della villa come prova d'esame. 

La sala da pranzo della villa di Zinaida Morozova

Fu dopo la costruzione della tenuta Morozova che Shekhtel guadagnò fama e popolarità.

La villa di Rjabushinskij

La villa di Rjabushinskij nel 1902 e oggi

Questa casa, in stile Art Nouveau, fu commissionata dall'imprenditore e banchiere Stepan Rjabushinskij. Il palazzo è dominato da linee fluide, forme arrotondate e la facciata è rifinita con mosaici e mattoni smaltati. Gli interni sono altrettanto impressionanti: accedendo si incrocia uno scalone a forma di onda, soffitti dipinti ed eleganti vetrate. La sala più interessante - la cappella - è al primo piano: le finestre allungate, il soffitto a volta e le pitture murali riproducono gli elementi base della decorazione interna di un tempio ortodosso.

Lo scalone d'onore di villa Rjabushinskij

Ma la casa non piacque a tutti: “Il più brutto esempio di stile decadente - disse inclemente lo scrittore Kornej Chukovskij -. Non c'è una sola linea pulita, non c'è un solo angolo retto”.

La stazione ferroviaria di Jaroslavskij

Contemporaneamente alla costruzione della villa, Shekhtel fu coinvolto nella ricostruzione della stazione ferroviaria Jaroslavskij  di Mosca. L'edificio è tuttora considerato un magnifico esempio di stile neorusso, un mix di Art Nouveau e architettura russa antica. 

La villa di Derozhinska-Zimina 

Nel 1901 Aleksandra Derozhinskaja, figlia di Ivan Butikov, un produttore di stoffe, acquistò il terreno su cui fu costruita la villa. L'ereditiera decise di costruire una villa per sé e il suo nuovo marito e affidò il progetto all'architetto Shekhtel, all’epoca molto in voga. 

Il palazzo di Derozhinskaja-Zimina nel 1902 e oggi

L'elemento principale della facciata è la finestra panoramica, alta undici metri, con una massiccia cornice stuccata. Dietro un'enorme finestra si trova un salotto con un grande camino in marmo con bassorilievi raffiguranti Adamo ed Eva. Secondo l'idea di Shekhtel, la metà superiore delle pareti del soggiorno doveva essere ricoperta con affreschi dedicati al tema delle stagioni, ma Derozhinska volle risparmiare e rifiutò la proposta: al posto degli affreschi fu scelto un semplice intonaco bianco. 

Il palazzo di Derozhinskaja-Zimina dopo il restauro

Oltre ai suoi meriti architettonici, la casa si distingueva per la tecnologia più avanzata per l'epoca: collegamento telefonico, elettricità, fognature, ventilazione e altri comfort che ancora non esistevano nelle altre tenute di Mosca.

Villa Smirnov

Nel 1900 Pjotr Smirnov, della stessa famiglia dell’omonimo re della vodka “Smirnoff”, comprò questa villa in stile Impero: uno stile che lui non amava e per questo incaricò Shekhtel di riprogettare l’edificio. 

La tenuta Smirnoff

Nelle sue mani, lo stile Impero si trasformò in moderno, ma solo esternamente: la facciata fu modificata, le finestre furono sostituite con altre più lunghe e semicircolari e fu aggiunto un bovindo. All'interno della villa, Shekhtel creò otto stanze decorate in stili diversi: la sala romanica in quercia colorata, con un soffitto abbellito da creature mitiche e ornamenti celtici; mentre il bassorilievo sulla mensola del camino raffigura una battaglia cavalleresca. La sala classica è in stile tardo rinascimentale, con un camino in marmo verde e rappresentazioni di creature mitiche sul soffitto. 

Il camino con bassorilievo nella villa Smirnoff

Durante la costruzione di questa villa Shekhtel, su richiesta dello stesso Savva Morozov, intraprese anche la ricostruzione del Teatro d'Arte di Mosca “Chekhov” (allora noto semplicemente come Teatro d'Arte di Mosca). Il famoso mecenate spese circa 300.000 rubli per le modifiche, ma Shekhtel non ricevette nulla: accettò di fare questo lavoro gratuitamente per amore dell'arte. La facciata fu completamente ricostruita, così come l'arredamento interno: l'architetto progettò tutto, fino al sipario, che divenne il simbolo del teatro.

Il Teatro d'arte di Mosca Chekhov

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