L’ultima inutile vittoria dei tedeschi sull’Armata Rossa nella Seconda guerra mondiale

Soldati della Fallschirm-Panzer-Division 1 "Hermann Göring", l'unità militare d'élite dell'aviazione militare tedesca, vicino a Bautzen, in Sassonia

Soldati della Fallschirm-Panzer-Division 1 "Hermann Göring", l'unità militare d'élite dell'aviazione militare tedesca, vicino a Bautzen, in Sassonia

Foto d'archivio
Quando ormai il conflitto era deciso e i sovietici stavano per prendere Berlino, in Sassonia le truppe di Hitler riuscirono a dare un cruento colpo di coda, anche grazie alle mosse poco accorte di un generale dell’Esercito Popolare polacco che voleva a tutti i costi entrare per primo a Dresda

Nell’aprile del 1945, le truppe sovietiche stavano avanzando senza sosta verso il cuore della Germania hitleriana, la capitale Berlino. Il Terzo Reich perdeva rapidamente territorio e le sue forze armate si stavano sciogliendo come neve al sole.

Pochi potevano immaginare che, in tali condizioni, sull’orlo della definitiva disfatta del nazismo, la Wehrmacht sarebbe stata in grado di sconfiggere ancora in un’occasione l’Armata Rossa. Tuttavia, questo accadde.

Un’offensiva di successo

Cannone semovente ISU-122 del 1° Corpo corazzato della Seconda Armata polacca che attraversa il fiume Neisse

I tedeschi ebbero il loro ultimo trionfo nella Seconda guerra mondiale in Sassonia. Qui, in direzione di Dresda, stavano avanzando unità della 52ª armata e della 2ª armata dell’Esercito polacco (Ludowe Wojsko Polskie, ossia Esercito Popolare polacco). Formato sul territorio dell’Urss nel 1943-1944, e composto principalmente di polacchi, era equipaggiato con armi sovietiche ed era subordinato al comando militare sovietico.

Inizialmente, l’offensiva delle truppe sovietiche e polacche ebbe un discreto successo, dopo aver attraversato il fiume Neiße il 16 aprile e aver sfondato le difese nemiche. Tre giorni dopo iniziò un assalto alla città strategicamente importante di Bautzen, che i tedeschi avevano trasformato in una roccaforte. I resti della guarnigione e le unità della milizia popolare Volkssturm si erano asserragliate dell’antica fortezza di Ortenburg.

Bautzen

In questo momento, le unità del 1° corpo di carri armati della 2° armata polacca si stavano già avvicinando a Dresda. Il comandante dell’esercito, il generale Karol Świerczewski (1897-1947), era letteralmente ossessionato dall’idea di conquistare uno dei più importanti centri tedeschi. Sognava che i soldati polacchi fossero i primi ad entrare in città. Come si sarebbe scoperto, questo giocò un ruolo fatale nella sconfitta che seguì.

Un colpo inaspettato

Sull’entusiasmo della facile avanzata verso ovest, le truppe sovietiche e polacche si allungarono troppo. Carri armati e unità meccanizzate, staccandosi dalle retrovie, si precipitarono a Dresda. I tedeschi ne approfittarono subito.

La 1ª Divisione Panzer

Concentrando grandi forze, inclusa la Fallschirm-Panzer-Division 1 “Hermann Göring”, una unità corazzata d’élite, attaccarono ai fianchi le truppe in avanzamento e il 21 aprile le tagliarono in due  spezzoni, e circondarono le forze principali della 2ª armata dell’Esercito polacco e alcune unità sovietiche. Come ha scritto nelle sue memorie il comandante del 1° Fronte ucraino, il maresciallo Ivan Konev (1897-1973), “con un contrattacco ai fianchi piuttosto vigoroso, gli hitleriani speravano di creare una situazione di crisi all’intero fianco sinistro delle nostre truppe, e di influenzare il corso dell’operazione nelle sua direzione principale: Berlino”

Come risultato della controffensiva tedesca, diverse unità sovietiche e polacche furono annientate. La situazione venne aggravata dal fatto che la Luftwaffe fu in grado di raggiungere la supremazia aerea temporanea in questo settore del fronte: le principali forze dell’aviazione sovietica erano infatti ormai impegnate nella battaglia per Berlino. Konev ordinò alle unità circondate di rompere il blocco nemico, ma questo piano fallì quasi immediatamente. Si rivelò estremamente difficile per le truppe sovietiche interagire con gli alleati polacchi.

Il generale Karol Świerczewski

Świerczewski non prese sul serio la situazione, credendo che il nemico sarebbe stato facilmente respinto nel più breve tempo possibile. Il 1° Corpo polacco di carri armati continuò la sua offensiva contro Dresda. Solo a mezzogiorno del 22 aprile, il generale si rese conto della portata del disastro imminente e diede l’ordine ai carri armati di tornare indietro verso Bautzen. I mezzi, giunti sul posto la sera dello stesso giorno, entrarono subito in battaglia, ma senza risultato.

A causa degli errori di calcolo del loro comando, le truppe polacche furono travolte dal caos e dal panico. Le unità di artiglieria, trovandosi senza supporto di fanteria, cercarono disperatamente di fermare l’offensiva tedesca e subirono pesanti perdite. Alcune squadre, disorientate, persero i contatti con il quartier generale e furono d’urgenza riassegnate al comando della 52ª Armata.

Un carro armato IS-2 polacco catturato dai tedeschi

Anche in questa situazione disastrosa, la 2ª armata polacca continuò noncurante ad avanzare su Dresda con tre divisioni di fanteria. Il 24 aprile, il maresciallo Konev dovette intervenire personalmente e fermare questa avanzata verso ovest. Uno degli ufficiali polacchi in seguito commentò molto criticamente le azioni del suo comandante: “Świerczewski doveva essere ubriaco quando era al comando”. 

Una vittoria inutile

Un ISU-122 polacco distrutto vicino a Bautzen

Con difficoltà e molte perdite, le truppe sovietiche e polacche irruppero finalmente dall’accerchiamento. Ma quando le unità del 7° Corpo Meccanizzato delle Guardie cercarono di sfondare dalla città di Weissenberg, solo un terzo dei militari sopravvisse. Il generale Vladimir Maksimov, che comandava lo sfondamento, fu gravemente ferito e fatto prigioniero, e morì poco dopo.

Il 26 aprile, l’ordine di ritirarsi da Dresda fu ricevuto dall’unica unità rimasta in quella posizione: la 9ª divisione di fanteria polacca. Cadendo in un’imboscata sulla via del ritorno, subì enormi perdite. Lo stesso giorno, i soldati della divisione Hermann Göring cacciarono del tutto le truppe sovietiche da Bautzen.

Soldati della Fallschirm-Panzer-Division 1

I tedeschi cercarono di consolidare il successo e iniziarono a spostarsi verso est, ma furono fermati dalla 5ª armata della Guardia sovietica. Nonostante il successo locale, i tedeschi non furono quindi in grado di raggiungere il loro obiettivo principale: colpire ai fianchi quest’ala dell’Armata Rossa che avanzava su Berlino.

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La 2ª armata polacca perse oltre 8 mila uomini, tra morti, feriti e dispersi, pari a un quinto della sua composizione. Le perdite delle truppe sovietiche e tedesche rimangono sconosciute.

Świerczewski non prese mai Dresda, come aveva tanto sognato di fare. La città cadde nelle mani dell’Armata Rossa solo l’8 maggio, dopo la resa della Germania.


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