I più famosi traditori russi

Seconda guerra mondiale. Il generale sovietico Andrej Vlasov durante le manovre di addestramento dei volontari russi, 1943

Seconda guerra mondiale. Il generale sovietico Andrej Vlasov durante le manovre di addestramento dei volontari russi, 1943

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Fornirono al nemico documenti e informazioni preziose, il più delle volte andando incontro a un destino di rovina...

1 / Ivan Mazepa

Ritratto di Ivan Mazepa, fine XVIII secolo. Copia

Ivan Mazepa era una delle poche persone che godeva della fiducia incondizionata dello zar Pietro il Grande. Come Etmano (sovrano) della Riva sinistra ucraina (il nome storico di quella parte dell'odierna Ucraina posta sulla riva sinistra del fiume Dnepr, che a quel tempo faceva parte della Russia, ndr), Mazepa servì fedelmente il monarca russo per molti anni, e per questo ricevette dalle mani dello stesso zar il più alto riconoscimento statale: l'Ordine Imperiale di Sant'Andrea apostolo “il primo chiamato”.

Ma la guerra del Nord (1700-1721), che all'inizio non stava prendendo una buona piega per la Russia, spinse Mazepa a considerare di uscire dal potere di Mosca per creare un'Ucraina indipendente, dove lui stesso sarebbe stato il sovrano. Dopo i negoziati segreti con il re Carlo XII di Svezia, l'Etmano si schierò apertamente dalla sua parte nell'ottobre del 1708.

Carlo XII e Ivan Mazepa dopo la battaglia di Poltava

Pietro spogliò immediatamente Mazepa di tutti i titoli e le regalie, e la Chiesa ortodossa russa lo scomunicò. La maggior parte dei suoi cosacchi non sostenne Mazepa, e continuò a prestar fedele servizio allo zar russo. 

Quando l'8 luglio 1709 le truppe svedesi, insieme agli uomini di Mazepa, furono sconfitte vicino a Poltava, l’Etmano dovette fuggire nell'Impero Ottomano, dove morì il 2 ottobre dello stesso anno.

2 / Genrikh Lyushkov     

Genrikh Lyushkov

Genrikh Lyushkov fu uno dei disertori di più alto livello di tutta la storia sovietica. Commissario per la Sicurezza di Stato di 3° grado, capo della Direzione dell'Estremo Oriente dell'NKVD, all’alba del 13 agosto 1938 attraversò segretamente il confine con lo stato fantoccio del Manchukuo creato dai giapponesi.

Durante il periodo delle Grandi Purghe (le rappresaglie politiche su larga scala avviate in URSS fra il 1936 e il 1938), Lyushkov era impegnato nella lotta contro i “nemici del popolo” in Estremo Oriente. Il risultato delle sue attività fu un'ondata di arresti che travolse l'esercito, l’NKVD, l'apparato del Partito e la flotta del Pacifico.

Ma come spesso accadeva all’epoca, i ruoli si invertirono e l’accusatore passò dalla parte dell’accusato: quando Lyushkov fu richiamato a Mosca, nel maggio 1938, si rese conto che ad attenderlo c’erano il processo e l’esecuzione. E così fuggì.

Genrikh Lyushkov fornì ai giapponesi informazioni precise e dettagliate sul numero e lo schieramento delle truppe sovietiche in Estremo Oriente, la posizione e lo stato delle fortificazioni di difesa, i codici militari, le procedure interne dell’NKVD, i sentimenti di opposizione nella regione e nelle forze armate, e così via. Sulla base di questi dati, lo stato maggiore dell'esercito imperiale giapponese adattò la sua strategia per una futura guerra con l'URSS.

Ma Lyushkov non visse oltre la Seconda guerra mondiale: i giapponesi, infatti, non volevano che l'ex commissario, che aveva imparato molto sull'intelligence giapponese, cadesse nelle mani dell'URSS. E così il 19 agosto 1945 fu liquidato.

3 / Andrej Vlasov

Andrej Vlasov, 1942

Prima di diventare il traditore numero 1 dell'Unione Sovietica, Vlasov era considerato un leader militare talentuoso e promettente. Nel 1939, servì come capo consigliere militare in Cina, e il generale e politico cinese Chiang Kai-shek lo premiò addirittura con l'Ordine del Drago d'Oro.

Durante i primi mesi catastrofici della guerra contro la Germania, Vlasov agì con coraggio e prontezza: nel dicembre del 1941, la 20° Armata sotto il suo comando ebbe un ruolo significativo nella sconfitta dei tedeschi vicino a Mosca.

Nel 1942, il tenente generale Andrej Vlasov fu messo alla guida della 2° Armata d'assalto, che nell'estate dello stesso anno fu circondata dal nemico vicino a Leningrado. Il comandante stesso fu catturato e inviato in un campo di prigionia. E lì decise di collaborare con i tedeschi.

Per i nazisti, Vlasov si rivelò una risorsa preziosa: l’illustre generale sovietico passato dalla parte di Hitler ebbe un ruolo importante nella guerra di propaganda. Inoltre, fomentò i prigionieri di guerra sovietici, cercando di unirli sotto la sua ala nella lotta per “una Nuova Russia senza bolscevichi”.

Vlasov con i soldati dell'Esercito russo di Liberazione

L'obiettivo principale di Vlasov era quello di unire tutte le unità composte da collaboratori russi in un unico Esercito russo di Liberazione (Русская освободительная армия, Russkaja osvoboditelnaja armija, ROA) , di cui lui sarebbe stato il comandante. La leadership del Terzo Reich, tuttavia, per molto tempo fu sospettosa dell'idea di creare un grande esercito di prigionieri di guerra sovietici e la tirò per le lunghe. Vlasov ebbe mano libera solo alla fine del 1944, quando il destino dei nazisti era ormai scontato. Come risultato, la ROA non divenne mai una forza militare significativa.

Il generale fu catturato dalle truppe sovietiche il 12 maggio 1945 sul territorio della Cecoslovacchia mentre cercava di sfondare a ovest, verso le truppe americane. Insieme a un gruppo di suoi seguaci, Vlasov fu accusato di alto tradimento e impiccato a Mosca il 1° agosto 1946.

4 / Oleg Penkovskij

Oleg Penkovskij in aula durante l'udienza sul caso di spionaggio contro le spie anglo-americane Greville Wynne e Oleg Penkovskij

Nel 1960, un colonnello della Direzione principale di intelligence dello Stato maggiore delle forze armate dell'URSS, Oleg Penkovskij, chiese a un gruppo di turisti americani in viaggio a Mosca di passare una lettera all'ambasciata statunitense. Nella missiva, egli offriva i propri servizi nella raccolta di informazioni segrete per la CIA.

L'anno successivo, durante un viaggio d'affari a Londra, l'MI6, il servizio segreto britannico, fornì a Penkovskij l'attrezzatura da spia necessaria, tra cui una telecamera portatile e radioline speciali. Al colonnello fu dato il nome in codice “Hero”.

Quaderni di crittografia appartenuti al colonnello dell'intelligence militare sovietica Oleg Penkovskij, che lavorava per la Gran Bretagna e gli Stati Uniti

Penkovskij si rivelò uno degli agenti al servizio dell’Occidente di maggior successo in URSS: fornì ai servizi segreti degli Stati Uniti e della Gran Bretagna 11 filmati con 5.500 documenti contenenti un totale di 7.650 pagine di informazioni sulle forze armate sovietiche. Inoltre tradì quasi 600 ufficiali dei servizi segreti sovietici.

Nel 1962, Penkovskij fu smascherato e arrestato dal KGB. Fu condannato per alto tradimento e fucilato il 16 maggio dell'anno successivo.

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