La “Parata dimenticata” degli Alleati a Berlino (FOTO)

Si tenne nel settembre del 1945 su proposta dei sovietici, ma già mostrò i primi screzi tra le forze occidentali e l’Urss, che presto sarebbero culminati nella Guerra fredda

Dopo la sconfitta della Germania nazista, ciascuno dei Paesi vittoriosi celebrò questo evento significativo a modo suo. Le celebrazioni più ambiziose furono la parata della vittoria dell’Armata Rossa, che si tenne a Mosca il 24 giugno 1945, con più di 30 mila partecipanti, e la parata dell’Esercito britannico, il 21 luglio 1945 a Berlino, durante la quale 10 mila soldati di Sua Maestà, accolti da Winston Churchill, marciarono per le strade della capitale tedesca.

Il primo ministro Churchill osserva le truppe britanniche che marciano nella parata della vittoria organizzata a Berlino il 21 luglio 1945

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Quando anche l’Impero giapponese si arrese, il 2 settembre, il maresciallo Georgij Zhukov, comandante del Gruppo delle forze di occupazione sovietiche in Germania, ebbe l’idea di celebrare la fine completa della Seconda guerra mondiale con una parata congiunta delle truppe alleate di stanza a Berlino. Chiese al Cremlino, e ricevette il pieno sostegno di Stalin all’iniziativa.

La resa del Giappone, 2 settembre 1945

Anche americani, britannici e francesi reagirono favorevolmente alla proposta di Zhukov. Alla parata avrebbero dovuto assistere i capi militari di più alto rango delle forze armate alleate: il comandante in capo delle forze di occupazione britanniche in Germania, il feldmaresciallo Bernard Montgomery; il generale Dwight Eisenhower per gli Stati Uniti, e il capo di Stato maggiore della Difesa della Francia, il generale Jean de Lattre de Tassigny. Tuttavia, quando tutte le formalità erano già state stabilite, così come la data della parata (il 7 settembre), tutti improvvisamente, adducendo varie scuse, si rifiutarono di partecipare, promettendo di inviare dei loro rappresentanti.

La parata della vittoria delle truppe britanniche a Berlino, luglio 1945

Il deluso Zhukov si rivolse a Mosca, chiedendo se valesse la pena organizzare qualcosa in tali condizioni, e a stretto giro di posta ricevette la risposta di Stalin: “Vogliono sminuire il significato della parata della vittoria a Berlino. Faranno ancora scherzi del genere. Non date importanza al rifiuto degli alleati e tenete voi stesso la parata, anche perché abbiamo più diritti noi di loro di farla”.

Carri armati leggeri statunitensi M24

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George Patton e Georgij Zhukov assistono alla parata del 7 settembre

Di conseguenza, alla parata della vittoria delle forze alleate nella Seconda guerra mondiale si presentarono il generale Brian Robertson, vice comandante delle forze di occupazione britanniche, il generale statunitense George Patton, amministratore militare della Baviera, e il comandante in capo della zona di occupazione francese in Germania, generale Marie-Pierre Kœnig.

L'artiglieria semovente Sexton durante la parata del 7 settembre

I capi militari degli alleati occidentali (probabilmente su pressione dei loro governi) ignorarono la parata congiunta con l’Armata Rossa, ma vi parteciparono le loro famose unità: la 131st Infantry Brigade britannica, i “Desert Rats” di Montgomery, che avevano combattuto contro le truppe di Erwin Rommel in Nord Africa, i paracadutisti dell’82nd Airborne Division degli Stati Uniti, che avevano combattuto un po’ ovunque in Europa, dalla Sicilia alla Normandia e alle Ardenne. I francesi erano invece rappresentati dalle Troupes coloniales degli Zuavi (berberi dell’Algeria settentrionale) e dagli Chasseurs Alpins, che avevano partecipato alla liberazione della Francia.

Le truppe sovietiche alla parata del 7 settembre

Ciascuno degli alleati mandò alla parata 1.000 uomini. I sovietici, da parte loro, si presentarono con 2.000 uomini della 248ª divisione di fucilieri, sotto il comando di un partecipante all’assalto di Berlino, il tenente generale Georgij Lenjóv (Eroe dell’Unione Sovietica).

Le truppe sovietiche alla parata del 7 settembre

La sfilata venne aperta da un solenne discorso di Georgij Zhukov, che disse: “Da qui in avanti l’umanità si è sbarazzata della minaccia dell’invasione tedesca in Occidente e delle scorrerie del Giappone in Oriente”. Con l’accompagnamento delle bande alleate, di fronte a 20.000 berlinesi, i soldati marciarono oltre il Reichstag e la Porta di Brandeburgo. Il luogo non fu scelto a caso: è qui che si erano svolte le ultime feroci battaglie per la conquista completa della città nel maggio 1945.

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Carri armati sovietici IS-3 sfilano per le strade di Berlino durante la parata

Il corteo si concluse con il passaggio dei mezzi blindati. Dopo una colonna di carri armati e blindati di media grandezza britannici, americani e francesi, apparve una colonna di 52 mostri sovietici: i nuovi carri pesanti IS-3 (“IS” dalle iniziali di “Iosif Stalin”). C’è una leggenda secondo la quale un ufficiale del seguito del generale Patton rabbrividì quando vide gli IS, e il comandante americano dovette tirarlo su di morale con le parole: “Calmati, sono dalla nostra parte!”

Comandanti alleati durante la parata

La parata degli Alleati a Berlino non divenne un simbolo di una crescente amicizia tra l’Urss e i Paesi occidentali. Anzi, mostrò già i primi segni di un crescente gelo nei rapporti tra quelli che erano stati i comuni nemici di Hitler. Durante la Guerra Fredda, venne raramente ricordata, ed è passata alla storia come la “Parata dimenticata”.


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