La nave rotonda: cinque cose da sapere sull’imbarcazione russa più insolita di tutti i tempi

Foto d'archivio
Queste corazzate a scafo circolare furono inventate dopo la sconfitta nella Guerra di Crimea. Sembravano il futuro della flotta del Mar Nero e potevano essere armate con cannoni potentissimi, ma i difetti superarono i pregi

1 / Furono pensate per poter aggirare i divieti e portare armi pesantissime

Dopo la Guerra di Crimea (1853-1856), finita con la sconfitta dell’Impero russo contro la coalizione composta da Impero ottomano, Francia, Regno Unito e Regno di Sardegna, la flotta russa del Mar Nero era devastata, il Tesoro senza fondi e, secondo il Trattato di pace di Parigi, la Russia non poteva più avere una flotta nel Mar Nero, perché il bacino d’acqua venne dichiarato “zona smilitarizzata”.

Tuttavia, il Ministero della Marina non era pronto a lasciare Sebastopoli senza difesa, e a tollerare tali restrizioni. Quindi Andrej Popov (1821-1898) presentò la proposta di costruire una nave rotonda per la difesa costiera.

Lo scafo circolare permetteva si ridurre il pescaggio, e su una nave del genere era possibile mettere cannoni molto grandi (e super pesanti: da 21 tonnellate in su). Popov era convinto che il nemico, se avesse osato attaccare la base russa, l’avrebbe fatto solo con l’uso dei cannoni del calibro maggiore possibile. Ma con calibri simili a bordo, una nave di forma tradizionale al momento dello sparo iniziava a oscillare molto fortemente. Con una nave la cui larghezza e lunghezza sono uguali, cioè con una nave rotonda, questo effetto non ci sarebbe invece stato.

Le navi rotonde erano infine un modo burocratico per aggirare le restrizioni imposte dal Trattato di Parigi. “Le navi rotonde senza alcuna forzatura possono essere classificate come fortezze galleggianti e non saranno incluse nell’elenco delle navi della flotta”, scrisse Popov nella sua lettera al ministero.

2 / Vennero varate solo due corazzate rotonde

L’idea di Popov fu ritenuta ragionevole dal Ministero. Peraltro, le restrizioni del Trattato di Parigi furono revocate abbastanza celermente, già nel 1871, il che significa che non era più nemmeno necessario chiamare le navi rotonde “fortezza”. In quello stesso anno, l’imperatore Alessandro II approvò l’inizio dei lavori per la prima “popóvka” (così furono soprannominate queste navi, dal cognome del suo inventore, Popóv): la corazzata “Novgorod”, che aveva un diametro di quasi 50 metri.

Sul modello della “Novgorod”, l’imperatore ordinò poi di costruire altre 10 navi rotonde: progettava di ripristinare con esse l’intera flotta del Mar Nero. Ma in realtà solo due uscirono dai cantieri. La seconda fu battezzata “Viceammiraglio Popov”.

3 / Le navi rotonde erano molto lente

Nonostante il fatto che la “popovka” potesse essere armata senza problemi con i cannoni più potenti di quel tempo, era molto lenta.

Divenne abbastanza ovvio durante l’ennesima guerra contro la Turchia, nel 1877. Per quasi tutto il conflitto, entrambe le “popovki” rimasero sulla difensiva e quando solo una volta sorse la necessità di dar battaglia, le due navi rotonde semplicemente non riuscirono a mettersi al passo con i navigli turchi (seppure questi fossero nettamente inferiori quanto a potenza di fuoco). Questo fatto fu la ragione per la nomina di una speciale commissione, che giunse a una conclusione netta: le navi rotonde non potevano combattere lontano dalla costa.

A dire il vero, fin dall’inizio le “popovki” non erano previste per gli inseguimenti in mare aperto. Fin dalle prime fasi della progettazione, Popov aveva sostenuto che non erano adatte alla navigazione marittima a lunga distanza, mentre erano “assolutamente utili ai fini dei compiti di guardia costiera”. Ma al ministero, a quanto pare, volevano che la popovka fosse una nave da guerra a tutti gli effetti, cosa che non poteva diventare.

4 / Alessandro II ordinò per sé uno yacht rotondo

Tuttavia, anche dopo il fiasco militare, Popov non abbandonò l’idea delle navi circolari e propose ad Alessandro II la costruzione di uno yacht rotondo per lui. L’imperatore fu d’accordo, ma a una condizione: doveva essere almeno due volte più veloce delle corazzate e, naturalmente, essere adatto alla navigazione marittima.

Lo yacht imperiale, chiamato “Livadija”, fu assemblato in Inghilterra e il suo trasferimento a Sebastopoli doveva essere la prova del fuoco. Ma lo yacht finì in una tempesta e le onde ne danneggiarono lo scafo. La conclusione ufficiale sulla debolezza dello scafo fu per il nuovo tipo di nave la sentenza definitiva.

5 / Il progetto fu immediatamente abbandonato dopo la morte dell’imperatore

Con l’avvento al trono di Alessandro III, l’era delle navi circolari finì. Il dipartimento marittimo fu riorganizzato e Popov fu rimosso dall’ufficio per “l’arrotondamento dell’architettura delle navi nazionali”. Anche se in seguito, nel 1891, gli fu assegnato il grado di ammiraglio, Popov non prese più parte alle decisioni sulla flotta.

Le due navi da guerra rotonde già esistenti furono impiegate per la difesa costiera e prestarono servizio fino al 1903. Il destino dello yacht imperiale fu invece meno invidiabile. Forniture e mobili furono lentamente portati nei magazzini del porto, dopo di che lo yacht di lusso si trasformò in una sudicia chiatta per il trasporto del carbone.


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