Le dieci storiche navi che hanno fatto grande la Marina militare russa

Nikolaj Gyngazov/Global Look Press
Alcune hanno partecipato alla scoperta di isole remote e dell’Antartide, altre hanno resistito eroicamente al nemico di turno, dagli ottomani ai nazisti. Tutte, per un motivo o per l’altro, hanno scritto il loro nome nella storia

1. Fregata Orel

Costruita nel 1668, l’Orel (“Aquila”) fu la prima nave militare russa ad essere progettata in stile occidentale, quello della pinaccia. Comandata da un capitano straniero (l’olandese Dawid Butler), aveva una squadra di 23 uomini composta anche da stranieri e un’unità di Streltsy (il corpo russo dei tiratori) di 35 uomini. L’Orel aveva lo scopo di proteggere le navi mercantili nel Mar Caspio, ma fu catturata nel 1670 dalle forze ribelli del cosacco Stenka Razin, che guidò una grande rivolta nel Sud della Russia nel 1670-1671. Abbandonata sulla riva del Volga, dal momento che i ribelli non potevano più usarla, divenne presto fatiscente.

2-3. Sloop Navezhda e Neva

All’inizio del XIX secolo l’Impero russo si stava preparando per la sua prima circumnavigazione del globo. A tale scopo, il Ministero della Marina acquistò due sloop di fabbricazione inglese, il Leander e il Tamigi, che furono ribattezzati rispettivamente Nadezhda (“Speranza”) e Neva (il nome del fiume di San Pietroburgo).

Durante una spedizione (1803-1806) guidata da Ivan Kruzenshtern e Jurij Lisjanskij, vennero fatte molte osservazioni significative nel campo della botanica, della zoologia, dell’etnografia e dell’oceanologia. Nel 1805 i marinai scoprirono una nuova isola – l’isola Lisjanskij – che oggi appartiene agli Stati Uniti (Stato delle Hawaii).

Sfortunatamente, dopo la spedizione le navi ebbero un destino tragico. La Nadezhda fu perduta nel ghiaccio nel 1808, non lontano dalla costa danese. Per quanto riguarda la Neva, affondò in una tempesta vicino all’Alaska nel 1813.

4-5. Sloop-of-war Vostok e Mirnij

Tra il 1819 e il 1821, Faddej Bellingsgauzen e Mikhail Lazarev condussero un viaggio marittimo sulle sloop-of-war Vostok (“Est”) e Mirnij (“Pacifico”), che portò alla scoperta dell’Antartide, oltre alla mappatura di 29 isole fino ad allora sconosciute.

Coste, penisole, stazioni scientifiche in Antartide e persino catene montuose sul pianeta Mercurio hanno preso il loro nome in onore di queste due sloop-of-war. Inoltre, la Vostok ha dato il nome all’astronave sovietica sulla quale Jurij Gagarin ha fatto il primo volo leggendario di un uomo nello spazio.

6. Vascello Azov

Il vascello da 74 cannoni Azov divenne un eroico protagonista della battaglia navale di Navarino (1827), quando le forze alleate di Gran Bretagna, Francia e Russia sconfissero le flotte ottomane ed egiziane. La nave, guidata dallo scopritore dell’Antartide Mikhail Lazarev, distrusse cinque navi da guerra nemiche, tra cui l’ammiraglia ottomana da 80 cannoni.

L’Azov divenne la prima nave della Marina Militare Russa a ricevere la speciale Bandiera di San Giorgio, uno dei più alti riconoscimenti che una nave potesse ottenere.

7. Bricco Mercurij

La seconda (e ultima) nave russa insignita della bandiera di San Giorgio fu il bricco Mercurij (“Mercurio”). Durante la guerra russo-turca (1828-1829), questa piccola nave da guerra da 18 cannoni fu costretta a impegnarsi in una ineguale battaglia con due vascelli ottomani: la Selimiye, che aveva 110 cannoni, e la Real-bei che ne aveva 74.

Incredibilmente, la piccola imbarcazione riuscì a danneggiare i giganti nemici, che dovettero ritirarsi dalla battaglia e abbandonare l’inseguimento. Pur gravemente danneggiato, il Mercurij seminò gli Ottomani e si riunì alla flotta russa.

Sopravvisse alla guerra ed evitò l’affondamento, venendo disarmato solo nel 1857 a causa del suo stato fatiscente.

8. Incrociatore Varjag

All’inizio della guerra russo-giapponese, il 9 febbraio 1904, la flotta giapponese imperiale bloccò l’incrociatore russo Varjag e la cannoniera Korietz nella baia di Chemulpo (al largo delle coste dell’attuale Inchon, in Corea del Sud). In assoluta inferiorità numerica, le navi russe lasciarono il porto e si impegnarono in battaglia con sei incrociatori nemici e otto torpediniere.

Dopo il lungo combattimento, il Varjag e il Koreitz pesantemente danneggiati ritornarono al porto. Gli equipaggi affondarono le navi per non farle cadere in mano al nemico e si imbarcarono su navi di Paesi neutrali.

Nel 1905, i giapponesi riuscirono a riportare a galla il Varjag e dopo il restauro iniziarono a usarlo con il nome di Soya. Nel 1916, quando ormai la Russia e il Giappone erano alleati nella Prima guerra mondiale, la nave tornò in Russia e riprese il suo nome originale.

9. Incrociatore Aurora

Nonostante il fatto che l’Aurora abbia partecipato a diverse guerre, tra cui la Guerra russo-giapponese e la Prima guerra mondiale, divenne famosa per la sua partecipazione alla Rivoluzione d’Ottobre, nel 1917. Il 25 ottobre (7 novembre), una sua cannonata a salve dette il segnale d’inizio dell’assalto al Palazzo d’Inverno, guadagnando la reputazione di nave nell’Unione Sovietica, come uno dei simboli principali della Rivoluzione.

10. Pattugliatore Tuman

Il 10 agosto 1941, il pattugliatore Sovietico Tuman (“Nebbia”) affrontò tre cacciatorpedinieri tedeschi vicino all’Isola Kildin nel Mare di Barents. Dopo aver creato una cortina fumogena, il Tuman cercò di raggiungere la costa. Nonostante i gravi danni e la morte del capitano, l’equipaggio continuò a combattere per salvare la nave. Sotto il pesante fuoco nemico, i marinai sollevarono persino la bandiera della nave che era stata colpita e tirata giù dall’albero.

Alla fine il Tuman fu affondato, ma lo schermo del fumo e il fuoco dell’artiglieria costiera respinsero i tedeschi e permisero di salvare 37 dei 52 membri dell’equipaggio.

Ancora oggi, le navi russe che passano sull’isola Kildin ammainano le loro bandiere e fanno a lungo risuonare le sirene in onore del Tuman.

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