Il Palazzo Jusupov a San Pietroburgo: le foto del luogo del delitto di Rasputin

Legion Media; Getty Images
Fu in questo edificio nobiliare che alla fine del 1916 si consumò l’omicidio del mistico di origini siberiane che tanta influenza aveva sull’ultimo zar. Ammazzarlo non fu semplice: il veleno non bastò e nemmeno quattro pallottole tra cuore e testa. Allora lo annegarono

In un giorno di fine dicembre del 1916, lo stretto collaboratore dell’ultimo imperatore russo, Grigorij Rasputin, mangiò della torta al cianuro di potassio e ci bevve su del madera avvelenato. Il mistico di origini siberiane, che aveva 47 anni, non si accorse di nulla, e la forte dose di sostanze tossiche per qualche misteriosa ragione non fece effetto. Così i suoi nemici passarono a vie più drastiche, sparandogli quattro colpi di pistola, ma anche dopo quelle ferite non morì. Allora lo legarono e lo buttarono sul fondo della Neva. L’omicidio avvenne nel lussuoso palazzo Jusupov di Pietrogrado (nome, dal 1914 al 1924 di San Pietroburgo).

La storia e l’aspetto dell’edificio

Il palazzo Jusupov è un edificio giallo di tre piani in stile neoclassico sul lungofiume della Mojka, a San Pietroburgo. Cominciò a essere costruito nel 1770 per il consigliere segreto (uno dei più alti funzionari dello Stato) di Caterina la Grande, Andrej Shuvalov.

L’architetto era il francese Jean-Baptiste Michel Vallin de La Mothe (1729-1800), che, oltre a questo palazzo, costruì il Grande Gostinyj Dvor, l’Accademia delle Belle Arti, il Piccolo Ermitage e molti altri edifici di punta a San Pietroburgo.

Nel 1830, il palazzo fu acquistato da una delle persone più ricche della Russia, il Ciambellano di Corte principe Boris Nikolaevich Jusupov (1794-1849). E questo era solo uno dei 57 possedimenti della sua famiglia. Un altro splendido palazzo lo avevano, per esempio, in Crimea.

Gli Jusupov discendevano dal sovrano dell’Orda Nogai. Quanto a nobiltà, non erano praticamente inferiori alla famiglia reale dei Romanov, e addirittura li superavano in ricchezza. I primi Jusupov arrivarono a Mosca ai tempi di Ivan IV, il Terribile (1530-1584). Lo zar ricompensò i discendenti di questa famiglia nobile con ricchi possedimenti e titoli principeschi. Più tardi, la condizione degli Jusupov fu ulteriormente rafforzata dal matrimonio vantaggioso del primo Jusupov con la ricca vedova Katerina Sumarokova, che era la figlia di un ufficiale vicino alla corte reale.

Oltre al palazzo, l’ensemble architettonico comprendeva la Chiesa dell’Intercessione della Santissima Madre di Dio, il padiglione delle stalle e un giardino, così come il teatro privato barocco degli Jusupov, annesso al palazzo già negli anni Trenta dell’Ottocento. Il lussuoso teatro ricorda in qualche modo la scena del famoso Mariinskij di San Pietroburgo in miniatura. Gli Jusupov organizzavano qui serate per l’alta società, e i migliori ballerini di San Pietroburgo si sono esibiti su questo palco e qui hanno suonato le principali orchestre dell’Impero.

Gli Jusupov, dei grandi collezionisti

Dietro una facciata disadorna si trova il lusso estremo e lo splendore della decorazione degli interni. Diverse sale del palazzo sono state realizzate in stili completamente differenti. Ad esempio, il soggiorno moresco è decorato in stile orientaleggiante, in ricordo degli antenati tatari. I ricchi rappresentanti del clan Jusupov collezionarono tesori di cui furono letteralmente riempite le sale del palazzo (c’erano circa 40 mila opere d’arte; parte delle quali sono oggi all’Ermitage).

Vivere in un tale lusso ostentato era insopportabile per l’ultimo membro della dinastia, Feliks Jusupov, che preferì abitare negli appartamenti al piano terra e nelle stanze del seminterrato del palazzo, che erano state appositamente preparate per lui. Rappresentavano una specie di appartamento nelle profondità dell’enorme edificio. Il proprietario stesso chiamava questo suo appartamento “la garçonnière”.

Feliks Jusupov era una persona non ordinaria. Fin da bambino amava vestirsi con abiti femminili, indossare gioielli e truccarsi: era stata sua madre ad avergli insegnato a farlo, perché avrebbe voluto una figlia. Tutti i nobili dell’Impero russo parlavano delle stranezze di questo giovane uomo. Si diceva che fosse omosessuale, ma non ci sono prove. E Feliks, come molti Jusupov, era in rapporti diretti con la famiglia reale.

Un omicidio misterioso

Nel dicembre 1916, Feliks e un suo amico, un parente dello zar, il granduca Dmitrij Pavlovich, portarono Grigorij Rasputin a Palazzo Jusupov. Il siberiano era uno starèts (un monaco anziano) e allo stesso tempo un amico intimo dell’ultimo imperatore russo Nicola II, e in particolare di sua moglie, l’imperatrice Aleksandra (c’erano persino voci su una loro storia d’amore). Rasputin aveva la reputazione di guaritore e si riteneva che potesse guarire l’emofilia, la malattia di cui soffriva il figlio dello zar, Aleksej. I confidenti dello zar credevano che lo starets esercitasse troppa influenza sullo zar Nicola e sulla politica in generale, e volevano liberare la patria da questo “farabutto”.

Quel fatidico giorno del 30 dicembre 1916 (in realtà, visto che in Russia era ancora in uso il calendario giuliano, era il 17 dicembre), nella sala al seminterrato della “garçonnière”, Jusupov e il Granduca offrirono allo starets torta e madera avvelenati. Ma, come detto, il veleno non fece effetto. Sono state avanzate diverse congetture sulle cause di questo strano fenomeno. Secondo un’ipotesi, lo zucchero presente in quantità sia nel dolce che nel vino neutralizzò l’effetto del veleno, facendo scampare a Rasputin una morte immediata.

Dopo l’avvelenamento infruttuoso, Jusupov sparò a Rasputin dritto al cuore. Ma il colpo non fu fatale: e, in agonia, Rasputin cercò di strangolare il suo assassino e riuscì persino a fuggire. I cospiratori dovettero sparargli diverse volte, dopo di che, visto che non voleva comunque morire, il corpo fu legato e gettato nella Neva. Le autorità investigative stabilirono che il Rasputin, ferito a morte, era rimasto in vita per altri sette minuti in apnea.

Nei sotterranei del palazzo, nel luogo dell’omicidio di Grigorij Rasputin, è stata ricreata la cupa scena dell’ultima notte della sua vita e sono ora esposte le figure di cera dei partecipanti al crimine. Le guide dicono che di notte le guardie sentono dei misteriosi passi dal seminterrato, il che li terrorizza: sono sicuri che sia Rasputin, con i suoi poteri magici.

Il Palazzo dopo la Rivoluzione

Jusupov perse il palazzo nel 1917. La rivoluzione costrinse i principi a lasciare Pietroburgo per la Crimea e ad abbandonare una quantità significativa dei loro tesori. Alcuni di loro furono nascosti da Jusupov in speciali nascondigli così abilmente che nessuno li ha mai ritrovati. Tra i gioielli mancanti, ad esempio, c’è anche la “Peregrina”, una gemma unica il cui valore è superiore al milione di dollari.

Dopo la rivoluzione, il Palazzo Jusupov evitò la rovina che colpì la maggior parte di questi edifici. Dal 1925, l’edificio ospitò il Palazzo della cultura di Leningrado per l’educazione dei lavoratori. Durante la Seconda guerra mondiale, nel palazzo fu allestito un ospedale e negli anni del dopoguerra l’edificio fu riconosciuto come monumento storico.

Un museo molto popolare

Attualmente, il Palazzo Jusupov ospita un museo, la cui esposizione è dedicata alla vita nobile della famiglia Jusupov. Qui si tengono anche conferenze internazionali e incontri diplomatici.

Aljona Permjakova, storica e guida turistica del Palazzo Jusupov, afferma che i turisti sono principalmente colpiti dall’ambiente. Qui si può sentire l’atmosfera speciale di una residenza aristocratica. “Non solo molti degli oggetti esposti appartenevano ai principi Jusupov, ma si è anche conservata in buona parte la disposizione degli interni come era prima della rivoluzione e dell’emigrazione dei suoi proprietari. È questa impressione di ‘luogo dove si viveva davvero’ che la maggior parte degli ospiti riceve quando visita il Palazzo e ne apprende la storia”, dice la Permjakova.

Oltre al colorato salotto moresco, gli ospiti sono particolarmente colpiti dalla sala da pranzo scolpita in rovere, dalla sala Belokolonny con un’acustica mozzafiato e dal Teatro, che è possibile visitare non solo durante un tour, ma anche come spettatori, assistendo a uno degli spettacoli serali che si tengono regolarmente su questa scena.

I turisti possono visitare il Palazzo Jusupov tutti i giorni, come parte di escursioni o indipendentemente, con una guida audio. Per ulteriori informazioni sugli orari e le tariffe, consultate il sito ufficiale

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