L’Istituto Kurchatov: benvenuti nel luogo di nascita della potenza atomica russa

Fondato durante la Seconda guerra mondiale con il nome di “Laboratorio № 2”, è da allora al centro di tutte le principali invenzioni in campo nucleare e non solo

Dalla prima bomba atomica sovietica all’emergere dell’internet russo, l’Istituto di energia atomica Kurchatov è da tempo uno dei luoghi di nascita dell’innovazione in Russia. Nel 2018, ha celebrato il suo 75° anniversario. 

“I reattori nucleari progettati all’interno delle mura dell’Istituto e utilizzati nei settori dell’industria, della costruzione navale, della medicina, dello Spazio e della Difesa sono diventati i simboli del potere del nostro Stato”, ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin in occasione dell’anniversario. 

Ma chi era Igor Kurchatov (1903-1960)? E quali sono stati i principali risultati dell’Istituto che porta il suo nome? Ecco cosa c’è da sapere su questa istituzione che rimane centrale nel settore nucleare russo. 

Il segretissimo Laboratorio №2 

Fondato nel 1943, l’Istituto Kurchatov originariamente si chiamava “Laboratorio № 2”. Un nome così poco appariscente era stato pensato per mantenere il suo lavoro segreto; dopo tutto era stato istituito per inventare la prima bomba atomica. In tutti i documenti il laboratorio era identificato come “laboratorio di assemblaggio” e l’uranio era chiamato silicio. Tutti i partecipanti al progetto dovevano superare un complesso sistema di controlli di sicurezza ed erano obbligati a firmare un impegno ufficiale sui segreti di Stato sovietici. 

Fu solo nel 1960 che l’istituto prese il nome di Igor Kurchatov, suo primo direttore ed eccezionale fisico nucleare. Fu sotto il suo comando che durante i primi quindici anni di lavoro del laboratorio gli scienziati sovietici non solo raggiunsero il loro obiettivo iniziale e crearono la prima bomba atomica sovietica (nel 1949), ma svilupparono anche il primo ciclotrone a Mosca (1944), il primo reattore nucleare in Europa (1946), la prima bomba termonucleare al mondo (1953), la prima centrale nucleare industriale del mondo (1954), il primo reattore nucleare sovietico per sottomarini (1958),  il rompighiaccio a propulsione nucleare (1959), e il più grande impianto per condurre reazioni termonucleari controllate (1958). 

Kurchatov aveva una forte personalità che motivava i suoi colleghi. Quelli che lo conobbero lo ricordavano come un leader energico e gioviale, e dicevano che nessun altro avrebbe fatto un lavoro migliore del suo. Kurchatov trovava il tempo per tutto: riusciva a visitare ogni struttura dell’istituto, a controllare i progressi, a parlare con i colleghi, a rincuorarli, e a formulare gli obiettivi. I suoi dipendenti non vedevano l’ora di incontrarsi con lui e quegli incontri rimanevano fissati nella loro memoria per lungo tempo. 

“Tra le migliaia di persone che si occupavano della questione nucleare a quell’epoca, non c’era nessuno più popolare e più rispettato di questo gigante dalla lenta camminata con il bastone, gli occhi sempre radiosi e il simpatico nomignolo di ‘barba’”, scrisse Anatolij Aleksandrov, fisico e vice direttore dell’Istituto Kurchatov, ricordandolo.

Allora e ora 

Più tardi, nel 1968, l’istituto ottenne risultati pionieristici per quanto riguarda il confinamento magnetico di isotopi di idrogeno allo stato di plasma, usando un tokamak, una macchina toroidale con bobine magnetiche. Creato all’Istituto Kurchatov, il tokamak è diventato il principale strumento di ricerca per la fusione termonucleare controllata in tutto il mondo.

Nel decennio successivo l’istituzione ha rapidamente sviluppato tecnologie microelettroniche, tra cui impiantazione ionica, litografia, chimica del plasma, film sottili. Tutti questi sono diventati la base per lo sviluppo delle nanotecnologie nell’istituto, la creazione di sistemi ibridi e di supercomputer. Nel 1975 arrivò un nuovo grande tokamak, il  T-10, che oggi è ancora utilizzato per il controllo delle apparecchiature all’Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor), il primo reattore termonucleare sperimentale al mondo, che ha sede nel Sud della Francia. L’istituto ha anche un grande tokamak T-15 con un sistema magnetico a superconduttori. 

L’Istituto Kurchatov è direttamente legato anche all’emergere di Internet nell’Unione Sovietica e poi in Russia. Il 1° agosto 1990, la prima rete di computer della Relcom su scala dell’Unione Sovietica venne fondata nell’Istituto Kurchatov. La prima cosa da fare era collegare i computer nelle istituzioni scientifiche di Mosca, Leningrado, Novosibirsk e Kiev. E il 28 agosto dello stesso anno, la prima sessione di comunicazione per computer si svolse sul territorio dell’Urss con un computer straniero, situato presso l’Università di Helsinki. 

Oggi l’istituto comprende una serie di centri di ricerca separati che si occupano di varie questioni scientifiche, tutti riuniti sotto l’ombrello del Centro di ricerca nazionale dell’Istituto Kurchatov. 

Le attività principali del centro rimangono lo sviluppo sicuro di energia nucleare, fusione controllata termonucleare e processi legati al plasma, fisica nucleare a bassa e media energia, fisica dello stato solido e superconduttività, chimica del mesone (un gruppo di particelle subatomiche composte da un quark e un antiquark legati dalla forza forte). Sono state condotte importanti ricerche anche nel campo della nanotecnologia e della biotecnologia, della creazione di nuovi materiali e di nuovi farmaci. Tra alcuni dei progetti più interessanti su cui sta lavorando attualmente l’istituto, ci sono soluzioni per proteggere gli esseri umani dalle radiazioni nello spazio, per permettere di viaggiare nel cosmo per lunghi periodi, e tecnologie per rendere possibile liberarsi dai ricordi traumatici a scopi di riabilitazione (per esempio nella cura dei veterani affetti dalla cosiddetta “sindrome afgana”).

 

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