I progetti di auto che sono morti insieme all’Urss

Verso la fine degli anni Ottanta, fiorirono molti progetti tesi a dare nuova linfa all’industria automobilistica sovietica. Alcuni prototipi erano promettenti e avrebbero potuto ridurre il gap con le macchine occidentali. Ma poi ci fu il crollo del 1991 e il loro destino fu segnato

AZLK-2143

L’AZLK-2143 “Yauza” è un modello che venne sviluppato alla fine degli anni Ottanta negli stabilimenti della AZLK (acronimo di “Avtomobilnij Zavod imeni Leninskogo Komsomola”; Fabbrica automobilistica del Komsomol leninista), la casa moscovita che possedeva anche il marchio Moskvich. La macchina aveva un design futuristico con due livelli di finestrini, solo il più basso dei quali poteva essere aperto. Ne vennero fatti solo tre prototipi, ma l’auto ispirò la VAZ-2110, che ha avuto più fortuna ed è piuttosto diffusa in Russia, dalla metà degli anni Novanta.

VAZ-2702

Non era mai andata troppo bene con i furgoni per trasporto e consegna nell’Unione Sovietica. Il “Pony” VAZ-2702 doveva risolvere il problema. Purtroppo, era così fragile che si spezzò in due parti durante il crash-test.

MAZ-2000 “Perestrojka”

Prendeva il nome dalle riforme politiche avviate da Michail Gorbachev per riformare l’Unione Sovietica, ma anche il tir della Minskij Avtomobilnij Zavod MAZ-2000 fallì, non sopravvivendo al crollo del Paese. Anche se, per la sua epoca, aveva una serie di innovazioni significative, tra cui un design modulare e una cabina pilota aerodinamica.

AZLK-2144 “Istra”

Questo modello del 1985 era notevole per i suoi enormi finestrini e le portiere ad ala di gabbiano, un tocco di lusso fino ad allora senza precedenti nell’Unione Sovietica. La caduta dell’Urss decretò la fine di questo progetto promettente.

Zil-4102 “Mishka” e “Rajka”

L’auto venne progettata per ordine di Mikhail Gorbachev dalla Zil, che aveva un gigantesco stabilimento produttivo a Mosca.  Vennero prese a modello delle vetture della Rolls Royce, ma alla fine lo Zil-4102 sembrava più simile alla Cadillac Fleetwood Limousine del 1985. Vennero prodotti due prototipi, noti come “Mishka” e “Rajka” (diminutivi di “Mikhail” e “Raisa”, cioè Gorbachev e sua moglie). Sorprendentemente, al leader sovietico il risultato non piacque, e la macchina non venne mai messa in linea di produzione.

Moskvich-3733 “Tonnik"

Il minibus a otto posti “Tonnik” venne progettato congiuntamente da ingegneri sovietici e cecoslovacchi. Furono fatti diversi prototipi, ma arrivò il fatale il 1991, e né Mosca né Praga hanno mai visto questa vettura sulle loro strade.

RAF-M1 “Roksana”
Progettato dall’impianto automobilistico RAF (Rīgas Autobusu Fabrika) di Riga, in Lettonia (all’epoca parte dell’Unione Sovietica) questo minibus, una delle poche concept car sovietiche, sopravvisse alla caduta dell’Urss e, aggiornato, fu lanciato dalla nuova Lettonia indipendente come RAF “Stilis” (“stile” in lettone ) nel 1993. Tuttavia, la Lettonia non è stata in grado di produrre la vettura da sola, e i partner stranieri in quei tempi non erano interessati allo sviluppo e alla coproduzione di autoveicoli post-sovietici. La RAF ha chiuso per sempre i battenti nel 1998.

UAZ-3170 “Simbir”

Questo fuoristrada sovietico ha superato impegnativi test sulle montagne del Tian Shan e del Pamir dell’Asia centrale. L’auto era destinata sia a scopi civili che militari, ma fu abbandonata nel caos post-sovietico. Molti dei suoi concetti innovativi di progettazione sono stati utilizzati poi nel successivo Patriot, il fuoristrada della UAZ, la Uljanovskij Avtomobilnij Zavod.

NAMI “Ochta”

L’Ochta, progettato dal NAMI, il Centro di ricerca automobilistico di Leningrado (oggi, San Pietroburgo), potrebbe essere ancora oggi orgoglioso delle sue perfette caratteristiche aerodinamiche. Ma il progetto è stato rovinato da uno stupido incidente di percorso. Tornando a casa da una fiera internazionale, il prototipo unico venne sequestrato dai doganieri sovietici a causa di oneri doganali non pagati. Dopo un infinito soggiorno nel parcheggio doganale, l’auto venne restituita ai suoi creatori in una condizione orribile, il che minò per sempre l’entusiasmo dei progettisti di Leningrado.

NAMI-0290 “Orange”

Lo scintillante NAMI-0290 era notevole non solo per il suo colore. Fu una delle migliori vetture sportive degli ultimi anni dell’Unione Sovietica. Tuttavia, negli anni Novanta è stato tagliato a pezzi e dimenticato.

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