Dieci personaggi famosi che hanno ottenuto la cittadinanza russa

Fonte: Vladimir Trefilov/RIA Novosti
Alcuni hanno ricevuto il passaporto dalle mani di Putin in persona. Ecco chi sono gli attori (non solo Depardieu) e gli sportivi di successo che hanno scelto di chiamare “casa” la Russia

La scorsa settimana il presidente Vladimir Putin ha concesso la cittadinanza russa al pistard di origini australiane Shane Perkins (classe 1986). Bronzo olimpico di ciclismo su pista a Londra 2012 e due volte campione del mondo (ad Apeldoorn 2011 nel keirin e a Melbourne 2012 nella velocità a squadre), Perkins non ha nessun legame familiare con la Russia. Ha cercato di avere ancora spazio nella nazionale australiana, e quando non gliel’hanno dato, ha deciso di mettersi alla prova sotto il tricolore russo, in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Negli ultimi due decenni la Russia ha concesso la cittadinanza a molti sportivi e celebrità. Eccone dieci che hanno già il passaporto in tasca o stanno per averlo.

Yuko Kawaguti (2008)

Fonte: APFonte: AP

Questa pattinatrice artistica su ghiaccio giapponese ha cambiato  nazionalità nel 2008 per realizzare il suo sogno d’infanzia di partecipare alle Olimpiadi. Yuko Kawaguti (nata nel 1981) aveva iniziato come pattinatrice singola, ma poi era passata alla figura di coppia, seguendo l’esempio di Elena Berezhnaja. Ha chiesto alla russa Tamara Moskvina di allenarla, poi l’ha seguita negli Stati Uniti e infine a San Pietroburgo.

Nel 2006 la Kawaguti ha iniziato a far coppia in pista con il russo Aleksander Smirnov e nel 2008 ha cambiato cittadinanza per prender parte ai Giochi Olimpici Invernali di Vancouver. La coppia ha fatto collezione di medaglie, vincendo due campionati europei e piazzandosi due volte terza ai mondiali. La Kawaguti continua ad allenarsi con Smirnov e, anche se è ormai prossima ai 36 anni, non intende metter fine alla carriera nel prossimo futuro

Sergej Karjakin (2009)

Fonte: Sergej Savostyanov/TASSFonte: Sergej Savostyanov/TASS

Famoso per essere diventato il più giovane Grande Maestro della storia degli scacchi, all'età di soli 12 anni e 7 mesi, Sergej Karjakin è nato nel 1990 a Sinferopoli, capitale della Crimea, quando la Penisola faceva ancora parte dell’Ucraina. Lui non ha aspettato che la Crimea tornasse russa, con il referendum del 2014, e ha ottenuto il passaporto russo già nel 2009, quando la Federazione scacchistica di Mosca gli ha offerto l’opportunità di ottenere migliori sponsorizzazioni e allenatori. Dopo i fatti del 2014 ha espresso il suo pieno supporto alla Russia e continua a rappresentare il Paese nelle principali competizioni mondiali.

Viktor Ahn (2011)

Fonte: Vladimir Trefilov/RIA Novosti Fonte: Vladimir Trefilov/RIA Novosti

 

Fatto fuori dalla Federazione sudcoreana di short track nel 2011, dopo dissapori e un infortunio al ginocchio, il pattinatore Ahn Hyun-soo (classe 1985) ha chiesto il passaporto russo, assunto il nome di Viktor, e ha iniziato a correre per i colori di Mosca. Dopo che la Russia lo ha accolto a braccia aperte, ha vinto tre ori alle Olimpiadi di Sochi, diventando l’atleta più titolato nella sua specialità. Correrà per la Russia nel 2018 proprio nel suo Paese natale, alle Olimpiadi invernali in programma in Corea del Sud. 

Vic Wild (2012)

Fonte: Mikhail Mokrushin/RIA NovostiFonte: Mikhail Mokrushin/RIA Novosti

L’olimpionico statunitense di snowboard Vic Wild (nato nel 1986) ha cambiato cittadinanza nel 2012, dopo le nozze con la russa Alena Zavarzina, anche lei snowboardista. Una decisione in gran parte dovuta alla mancanza di finanziamenti da parte dall'Associazione Sci e Snowboard degli Stati Uniti, che avrebbe sempre dato poca importanza alle sue specialità: slalom gigante parallelo e slalom parallelo. Nel 2014 ha vinto due ori alle Olimpiadi di Sochi e rappresenterà la Russia anche nel 2018, a Pyeongchang, in Corea del Sud. 

Gérard Depardieu (2013)

Fonte: Evgenij Biyatov/RIA NovostiFonte: Evgenij Biyatov/RIA Novosti

Volendo sfuggire dalla Francia per evitare le enormi tasse sui super ricchi volute da François Hollande (ben il 75 per cento; legge poi bocciata dalla Corte costituzionale e dal Consiglio di Stato), il noto attore francese Gérard Depardieu, ha ottenuto a inizio 2013 un passaporto russo e si è immerso nella vita russa. Oltre alla nuova cittadinanza, le autorità gli hanno dato due appartamenti: uno in Cecenia e uno a Saransk, in Mordovia. Nel corso di questi anni, Depardieu ha aperto un cinema e un centro culturale a Saransk, ha preso parte a un gran numero di trasmissioni tv e film russi, ha vinto una causa per frode contro un’imprenditrice locale e, infine, stando a quanto è stato riportato dai giornali, ha venduto i suoi appartamenti in Russia e ha lasciato il Paese, trasferendosi in Belgio. Secondo altri articoli, starebbe progettando di comprare un’azienda vinicola in Crimea, dopo alterne vicende come produttore di vino in Francia e in Italia (a Pantelleria). 

Roy Jones Jr. (2015)

Fonte: Grigorij Sisoev/RIA NovostiFonte: Grigorij Sisoev/RIA Novosti

Il campione di pugilato statunitense (ma anche rapper e commentatore televisivo), classe 1969, ha chiesto il passaporto russo nel 2015, quando ha incontrato il presidente Vladimir Putin. “Voglio diventare un cittadino della Russia. Amo il popolo russo, come il popolo russo ama me. Acquisire la cittadinanza spero mi aiuterà a costruire un ponte tra Russia e Stati Uniti”, ha scritto nella richiesta, presentata a Jalta. 

Le autorità gli hanno concesso la cittadinanza alla condizione che passasse una parte significativa della sua vita in Russia e tenesse fede all’impegno. Nel 2015, ha aperto una scuola di boxe nella città di Khimki, appena fuori Mosca, e prevede di aprirne un’altra a Odintsovo, sempre nella regione di Mosca. Inizialmente, prevedeva di trascorrere sei mesi in Russia ogni anno e di stabilirsi nella regione di Krasnodar, ma è probabile che viva da qualche parte più vicina alla capitale, perché ama Mosca. Il pugile di 48 anni continua la sua carriera a livello professionistico e nel mese di febbraio si è laureato campione mondiale dei Pesi massimi leggeri con una vittoria su Bobby Gunn a Wilmington, nel Delaware.  

Cary-Hiroyuki Tagawa (2016)

Fonte: Egor Baranov / Maksim Blinov/RIA NovostiFonte: Egor Baranov / Maksim Blinov/RIA Novosti

Questo attore statunitense di origini giapponesi (è nato a Tokyo nel 1950) è noto per aver recitato la parte di Shang Tsung nel film Mortal Kombat. Non solo ha ottenuto la cittadinanza russa ma si è anche convertito, battezzandosi come Ortodosso ancor prima di ricevere il passaporto. 

Nel 2015, durante le riprese del film “Ierei-san. Confessioni di un samurai”, del regista russo Egor Baranov, è rimasto colpito dalla spiritualità russa e dagli insegnamenti della Chiesa. “I russi hanno una fede molto forte in Dio. Non avevo mai visto una cosa simile da nessuna parte”, ha dichiarato nel 2016. https://sobesednik.ru/kultura-i-tv/20160209-keri-hiroyuki-tagava-lyubov-russkih-zastavlyaet-plakat

Adesso sta recitando in un nuovo film, “Sky Sharks”, e di tanto in tanto appare sui canali della tv russa. Nel 2015 ha anche preso parte allo show “Dai sposiamoci!” 

Sta pure valutando la possibilità di recitare, con un ruolo da protagonista, in un nuovo film d’azione ceceno. 

Steven Seagal (2016)

Fonte: Aleksej Druzhinin/RIA NovostiFonte: Aleksej Druzhinin/RIA Novosti

La star di Hollywood e cintura nera di Aikido Steven Seagal (classe 1952) poteva vantare un’ascendenza russa (suo padre era figlio di immigrati ebrei russi e il nome della famiglia era Siegelman) e ha ricevuto il passaporto dalle mani del presidente Vladimir Putin, che lui aveva lodato pubblicamente, definendolo “uno dei più grandi, se non il più grande in assoluto, leader al mondo”. Già in precedenza Seagal era spesso in Russia. Aveva incontrato il leader ceceno Ramzan Kadyrov nel 2013 e partecipato all’Eastern Economic Forum di Vladivostok nel 2015.

Dopo essere diventato ufficialmente russo, l’attore ha recitato in alcune pubblicità per uno degli operatori telefonici russi e, a quanto riportano, è diventato socio di una società commerciale. Non ha però idea di trasferirsi stabilmente nel Paese. “Vengo spesso in Russia, ma non penso di vivere qui permanentemente. Mi piace viaggiare e ho un sacco di riprese negli Stati Uniti, in Giappone, Thailandia e altri Paesi”, ha dichiarato nel marzo scorso.

Mario Fernandes (2016)

Fonte: Vladimir Pesnya/RIA NovostiFonte: Vladimir Pesnya/RIA Novosti

Il calciatore brasiliano Mario Fernandes, classe 1990, è diventato russo lo scorso anno, dopo cinque stagioni nel Cska di Mosca. Ora il difensore potrebbe anche essere convocato in nazionale, visto che non ha mai esordito con il Brasile, ed ha anzi rifiutato una convocazione nel 2011. Da quando si è trasferito nella capitale russa ha vinto tre campionati, una coppa di Russia e una Supercoppa. Se fosse convocato sarebbe il primo oriundo della nazionale russa.

Jeff Monson (in attesa)

Fonte: Aleksej Filippov/RIA NovostiFonte: Aleksej Filippov/RIA Novosti

Un altro lottatore statunitense ormai un po’ maturo (è del 1971), il campione di arti marziali miste e grappler Jeff Monson, ha fatto richiesta per ottenere la cittadinanza russa nel 2015 ma, contrariamente a quanto ritenuto da molti, non l’ha ancora ottenuta. Secondo i media russi i documenti da lui prodotti sono ancora in fase di valutazione, ma dovrebbe ottenere il sospirato passaporto entro il prossimo ottobre. Nel frattempo è diventato cittadino della Repubblica Popolare di Lugansk, territorio che ha dichiarato la secessione dall’Ucraina nel 2014, e fa piani sulla sua futura vita in Russia. Vorrebbe entrare a far parte del Partito comunista della Federazione russa e usare la sua esperienza sportiva per lavorare con i giovani

“Vengo in Russia da cinque anni ed è stato amore a prima vista. Ho immediatamente sentito nel profondo del mio cuore che questa è la mia casa, l’unico posto dove mi sento davvero del tutto in pace con me stesso e con ciò che mi circonda”, ha detto a Rbth in una intervista esclusiva del 2015. 

Se anche voi volete vivere in Russia, ma non siete uno sportivo o un attore famoso, ecco come fare. 

Per utilizzare i materiali di Russia Beyond è obbligatorio indicare il link al pezzo originale