Spazio, così si potranno curare gli astronauti nel cosmo

: Roscosmos
Sono in corso alcuni studi per capire come reagiscono le cellule in assenza di gravità: i nuovi esperimenti sulla Iss a partire dall’anno prossimo

È praticamente impossibile prevedere quali saranno le conseguenze dei viaggi spaziali sul corpo umano. Il pericolo principale potrebbe derivare dalle radiazioni. Ad esempio, il 40% dei cosmonauti sovietici è morto di cancro. Ma i viaggi spaziali potrebbero causare anche altre malattie, come la parziale perdita dell’udito o l’osteoporosi. I bifidobatteri che vengono oggi utilizzati in diversi trattamenti erano stati elaborati appositamente per i cosmonauti nel tentativo di riequilibrare il loro organismo.

Quando una persona si trova in orbita perde una gran quantità di calcio: nel 1982 il cosmonauta sovietico Anatolij Berezovskij fu colpito da forti coliche durante la missione. “Il dolore era così forte che avrei preferito lanciarmi fuori nello spazio”, ricorda l’astronauta, che preferì non comunicare il problema ai colleghi a Terra per evitare che la missione venisse interrotta.

Al giorno d’oggi gli astronauti possono portare con sé sulla Stazione spaziale internazionale non più di una semplice valigetta per il pronto soccorso, che ovviamente non si rivela sufficiente per i viaggi di lunga durata.

Ovviamente non è semplice curare gli astronauti in condizioni di assenza di gravità, anche le cellule iniziano a funzionare in maniera diversa.

È per questo che gli scienziati russi hanno deciso di studiare come la permanenza nello spazio possa influenzare le cellule madri alla fine di creare nuove medicine per i viaggi di lunga durata nel cosmo. Ed è proprio per questo motivo che è stato elaborato un nuovo bioreattore. Nel maggio 2018 questo bioreattore con cellule madri verrà mandato sulla Stazione spaziale internazionale per vedere come esse reagiranno durante il viaggio.

Gli effetti imprevedibili

“Non sappiamo ancora come le cellule possono reagire in diverse condizioni di assenza di gravità”, spiega il collaboratore scientifico del dipartimento di tecnologie cellulari dell’Università statale di Medicina di Mosca, Mikhail Krasheninnikov.

Ci sono voluti 14 anni per elaborare il bioreattore che si prevede di mandare sullo spazio. “Fino ad oggi nessuno ha potuto coltivare le cellule nello spazio: le condizioni per farlo non sono state studiate”, spiega Krasheninnikov.

Secondo lo studioso, le prove verranno realizzate attraverso delle piante che saranno sotto il controllo dell’equipaggio della Iss: nel momento in cui gli esperti sapranno come reagiscono le cellule all’assenza di gravità, gli scienziati potranno studiare i cambiamenti che avvengono nel corpo umano in queste condizioni.

“Tutte le piante nella Iss sono collocate all’interno di alcune speciali centrifughe, altrimenti le loro radici crescerebbero verso l’alto e in diverse direzioni”, Spiega.

Gli studiosi sono convinti che si potrà sapere come curare il corpo umano nello spazio quando si capirà come l’assenza di gravità influenza le cellule madri, che sono alla base del funzionamento di ogni organismo. Proprio grazie a loro gli studiosi prevedono di creare delle medicine che possano curare gli astronauti in orbita.

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