Iris, italiana a San Pietroburgo: "Dopo la bomba controlli rigidi ovunque"

Iris Karafillidis, 25 anni di Ferrara, si trova a San Pietroburgo per motivi di studio.

Iris Karafillidis, 25 anni di Ferrara, si trova a San Pietroburgo per motivi di studio.

: archivio personale
Iris Karafillidis, 25 anni di Ferrara, si trova nella Venezia del Nord per scrivere la tesi. "Ora ci sono forze dell'ordine a ogni fermata della metro. Cerchiamo di non farci prendere dal panico"

Controlli blindati a San Pietroburgo a poche ore dall’attentato in metro dove sono morte 14 persone. E anche se la situazione in città sta tornando piano piano alla normalità e la sotterranea ha ripreso a funzionare, la presenza delle forze dell’ordine è evidente e la sorveglianza ha raggiunto livelli massimi. Iris Karafillidis, 25 anni di Ferrara, da metà febbraio si trova nella Venezia del Nord per fare ricerca e scrivere la tesi di laurea magistrale.

“Al momento dell’attentato mi trovavo alla Facoltà di Filologia, sull’Isola Vasilevskij (una delle maggiori isole sulle quali sorge la città, ndr) – racconta Iris -. Mi sono avvicinata lungo la Prospettiva Nevskij per raggiungere un’amica e lì ho visto tanta gente in strada e molta polizia”.

La situazione ora sembra essere più tranquilla, spiega, ma i controlli sono severissimi. “Ci sono agenti delle forze dell’ordine a ogni fermata della metro e lungo le vie principali – racconta Iris -. Anche per entrare in biblioteca i controlli sono più rigidi: all’ingresso della metro viene ispezionata gran parte di coloro che posseggono zaini o borsoni e nelle biblioteche non consentono l’ingresso alle persone con borse o custodie”.

“Al momento – conclude Iris -, da parte dell’università non abbiamo ricevuto nessuna raccomandazione in particolare. Noi qui cerchiamo solo di non farci prendere dal panico”.

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