Aereo militare precipita nel Mar Nero, le possibili cause della tragedia

Il Presidente russo Vladimir Putin ha ordinato un'inchiesta per accertare le cause dell'accaduto.

Il Presidente russo Vladimir Putin ha ordinato un'inchiesta per accertare le cause dell'accaduto.

: Nina Zotina/RIA Novosti
Il velivolo era diretto in Siria. A bordo, anche il coro dell’Armata Rossa. Nessun sopravvissuto. Tra le ipotesi più accreditate, un guasto tecnico, un errore umano o un attentato terroristico

Erano 92 le persone a bordo dell’aereo del Ministero russo della Difesa decollato da Sochi e precipitato nel Mar Nero alle prime luci dell’alba del 25 dicembre. Il velivolo era diretto in Siria. A bordo, anche 68 musicisti del coro dell’Armata Rossa, nove giornalisti e otto membri dell’equipaggio. Al momento i soccorritori hanno recuperato sette corpi. 

Il Presidente russo Vladimir Putin ha incaricato il premier Dmitrij Medvedev di organizzare una commissione di Stato e di supervisionare personalmente le indagini. 

Secondo la stampa russa, l’aereo è precipitato al momento del decollo, ma l’equipaggio non ha inviato alcun segnale di SOS. Sul posto si sono immediatamente recati gli esperi del Ministero russo delle Situazioni di Emergenza e del Comitato investigativo per raccogliere la documentazione e interrogare i testimoni. 

Tre le ipotesi avanzate dagli esperti per far luce sulle cause della tragedia.

Navi di salvataggio nella zona della tragedia. Fonte: EPANavi di salvataggio nella zona della tragedia. Fonte: EPA

1 Un guasto tecnico

Secondo il direttore generale dell’associazione di aviazione civile “Aeroport” Viktor Gorbachyov, non è da escludere un calo di potenza del motore. “Dev’essere accaduto qualcosa con il motore - ha ipotizzato Gorbachyov -. Non abbiamo ancora dati precisi e non ed è difficile fare supposizioni: potrebbe essersi verificato un problema con il carburante o un guasto al motore. Il momento più delicato d’altronde è proprio il decollo. Forse sono venute meno la potenza e la velocità in fase di decollo e l’aereo è caduto a vite”.

Il velivolo era stato fabbricato nel 1984. Era stato riparato l’ultima volta nel 2014 e nel settembre scorso era stato soggetto a un’opera di manutenzione. Ma secondo Gorbachyov il problema non sarebbe stato il velivolo in sé. “Ovunque volano aerei vecchi di 30, 50 o addirittura 60 anni. Questo non fa alcuna differenza. L’aereo era a posto, aveva superato tutti i test”, ha commentato.

Non tutti gli esperti però condividono questa teoria. Secondo il colonnello in pensione, nonché esperto militare dell’agenzia Tass, Viktor Litovkin, l’aviazione civile dell’esercito russo attraverserebbe un periodo difficile, a differenza dell’aviazione militare. 

“Gli aerei del Ministero della Difesa sono soprattutto dei Tupolev-154 costruiti in epoca sovietica. E dopo il collasso dell’industria dell’aviazione avvenuto negli anni Novanta, oggi non vengono più realizzati aerei per il trasporto dei soldati”, ha detto l’esperto. 

Così come ha precisato Litovkin, il Ministero russo della Difesa non acquista aerei stranieri e non vi sono alternative ai Tu-154. “Al termine dell’inchiesta, i militari continueranno a volare a bordo di questi aerei”.

2 Un errore del pilota

Così come ha fatto sapere il Ministero della Difesa, il pilota dell’aereo, Roman Volkov, aveva alle spalle più di tremila ore di volo. “L’equipaggio era uno dei più qualificati - ha riferito una fonte interna alle forze di sicurezza al giornale Izvestia -. Aveva diversa esperienza anche con i Su-30,Su-35 e Su-24 nella base di Hmeymim, in Siria”.

Secondo gli analisti, l’errore umano è tra le ipotesi più probabili. “Prenderemo in considerazione ogni ipotesi, dal carburante fino all’attacco terroristico. Ma la più accreditata è l’errore del pilota che avrebbe potuto causare un brusco decollo dell’aereo e una caduta in picchiata”, ha detto Litovkin.

Una donna osserva le operazioni dalla costa del Mar Nero. Fonte: Nina Zotina/Ria NovostiUna donna osserva le operazioni dalla costa del Mar Nero. Fonte: Nina Zotina/Ria Novosti

3 Un attentato

Alcuni esperti vedono dei collegamenti tra la tragedia di oggi e quella del 30 ottobre 2015, quando un Airbus A320 russo era esploso dopo il decollo da Sharm el-Sheik, diretto a San Pietroburgo. Esattamente un anno fa i terroristi avevano collocato una bomba in stiva e, ventidue minuti dopo il decollo, l’aereo è esploso in aria. Oggi la tragedia è avvenuta sette minuti dopo il decollo.  

“Le condizioni meteorologiche erano buone - ha commentato a Kommersant FM il pilota-istruttore Andrej Krasnoperov, maggiore delle Forze aeronautiche russe -. Se ci fosse stato un guasto al motore, l’aereo si sarebbe girato e sarebbe tornato alla base. Qua invece c’è stato un crollo inaspettato, come avviene durante le esplosioni. In generale, questi aerei non perdono che la coda”.

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