Tutto quello che ancora non sapete sul Mausoleo di Lenin

31 agosto 2016 Oleg Egorov, RBTH
Sette domande e sette risposte sul monumento funerario del leader dei bolscevichi
RBTH
Un'adetta alle pulizie del Comune di Mosca spazza l'ingresso del Mausoleo di Lenin in Piazza Rossa. Fonte: East News/AFP PHOTO/Natalia Kolesnikova

1. Sulla Piazza Rossa sotto le mura del Cremlino si erge una bizzarra piramide rossa. Cos’è?

È il mausoleo, il monumento funerario del leader dei bolscevichi, Vladimir Lenin. Lenin guidò la rivoluzione d’Ottobre del 1917, fu il primo capo di Stato della Russia Sovietica durante la Guerra civile e uno dei fondatori dell’Urss.

Nel 1924, quando morì, i dirigenti del Partito comunista decisero di imbalsamare il corpo del loro leader, anziché seppellirlo, in modo che fosse visibile a tutti. Il mausoleo fu costruito sulla base di un progetto eseguito dal celebre architetto Aleksej Shchusev, autore, tra l’altro, del padiglione della Russia ai Giardini della Biennale di Venezia. Il mausoleo venne aperto al pubblico nel 1930. Un elemento insolito è il livello superiore dell’edificio dove si trova la tribuna da cui tutti i leader sovietici fino a Mikhail Gorbachev salutavano le parate sulla Piazza Rossa.

2. Perché i bolscevichi hanno deciso di imbalsamare la salma di Lenin?

Com’è noto, a caldeggiare l’idea dell’imbalsamazione fu Iosif Stalin. Già nel novembre del 1923, mentre Lenin, affetto da una malattia incurabile, era ancora in vita, Stalin dichiarò che poteva essere opportuno “conservare mediante l’imbalsamazione” il corpo del defunto per consentire a coloro che desideravano rendergli omaggio.

Alcuni dirigenti bolscevichi restarono turbati da una simile proposta. Lev Trotskij, ritenuto il secondo leader più importante del partito dopo Lenin, paragonò la conservazione della salma alla fabbricazione delle reliquie religiose, venerate dai cristiani: un fatto inaudito per dei teorici del comunismo. A esprimere la sua assoluta contrarietà a questa glorificazione del padre del bolscevismo, fu la vedova di Lenin, Nadezhda Krupskaya.

3. Come mai era necessario?

Lenin aveva rivestito un ruolo importante nel sistema politico dell’Urss. La sua dottrina era seguita da tutti i leader sovietici. Si era trasformato in una figura sacra, una sorta di santo comunista. “I ritratti stilizzati e i busti di Lenin erano diventati come delle icone, la sua biografia idealizzata come il Vangelo e il leninismo come le Sacre Scritture”, osserva Nina Tumarkin,  professore all’Università di Harvard, nel suo libro Lenin vive! Il culto di Lenin nella Russia Sovietica. Al grande leader venivano dedicate poesie e canzoni e i suoi monumenti decoravano quasi tutte le città dell’Urss.

Il mausoleo divenne il simbolo della dedizione agli ideali del leninismo. Visitare questo luogo di Mosca era come intraprendere un pellegrinaggio per i cittadini sovietici e per le delegazioni dei paesi amici. Ogni anno il monumento funerario veniva visitato da 2 milioni e mezzo di persone.

4. Lenin è morto più di 90 anni fa. Come si è riusciti a conservare il suo corpo?

Dopo l’autopsia, sono stati eseguiti sul corpo di Lenin dei procedimenti per prepararlo per l’esposizione pubblica. Sono stati tolti gli organi interni e i liquidi corporali e sono stati iniettati speciali fluidi per l’imbalsamazione, grazie ai quali si è arrestato il processo di decomposizione.

Gli scienziati continuano a conservare il corpo in buone condizioni, ogni anno e mezzo viene spruzzato con dei conservanti e immerso in un bagno con sostanze conservanti. Oggi del corpo resta solo il 23%, ma la salma preserva ancora la sua forma, il suo aspetto, l’elasticità della pelle e la flessibilità degli arti. Tuttavia, gli abiti indossati da Lenin si logorano e vanno periodicamente sostituiti.

5. L’Unione Sovietica non esiste più e in Russia al governo non ci sono più i comunisti. Perché Lenin continua a rimanere nel mausoleo?

Su questo argomento si continua a dibattere. Una parte dei russi, soprattutto quelli critici verso il passato sovietico, sono inquietati dal fatto che una “mummia” sia conservata in mezzo alla Piazza Rossa e chiedono che la salma venga sepolta. A sostenere questa idea sono, tra gli altri, gli attivisti dei movimenti per i diritti umani e i rappresentanti della Chiesa. 

Ma c’è anche chi non è ancora pronto a seppellire il leader bolscevico: in primo luogo i comunisti. A loro avviso, Lenin si deve considerare già sepolto (il sarcofago con le sue spoglie si trova già a una profondità di tre metri) e il mausoleo è un monumento storico unico, straordinario, che perderebbe la sua ragione d’essere se venisse rimosso il corpo. 

Il governo ha assunto una posizione neutrale. Vladimir Putin, commentando l’eventualità di una sepoltura, ha dichiarato che si tratta di una questione delicata, che va affrontata con prudenza per “non dividere la società”. Secondo l’ultimo sondaggio effettuato dal Centro russo di studi sull’opinione pubblica Vtsiom, la maggioranza dei russi (il 60%) sarebbe favorevole alla sepoltura. 

6. Quanto costa mantenere il mausoleo?

Secondo i dati pubblicati nel sito di Goszakupok, nel 2016 per i procedimenti medico-biologici finalizzati al mantenimento della “parvenza viva” della salma di Lenin sarebbero stati spesi 13 milioni di rubli (199.754 dollari).

7. Come si visita il mausoleo? Cosa c’è da vedere all’interno?

Per visitare il monumento funerario di Lenin bisogna alzarsi presto. Il mausoleo è aperto dalle 10 alle 12, il martedì, mercoledì, giovedì e sabato. La visita è gratuita, ma il guardaroba è a pagamento (è vietato portare all’interno macchine fotografiche e cellulari).

La visita è organizzata secondo regole severe. Il sarcofago con la salma si trova su un piedistallo ed è vietato accostarsi e sostare a lungo. Si gira intorno sotto lo sguardo attento della sorveglianza, ammirando il leader rivoluzionario imbalsamato per l’eternità, e poi si esce all’esterno nella necropoli situata proprio sotto le mura del Cremlino. Qui è sepolta la “crème” della società sovietica: da Stalin a Brezhnev fino al cosmonauta Yurij Gagarin. La necropoli si può visitare in tutta tranquillità. Si possono deporre fiori sulle tombe, o semplicemente passeggiare meditando sulla precarietà della vita umana.

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