Piccolo manuale per studiare a Mosca

Sale il numero dei viaggiatori low cost che dormono di divano in divano (Foto: Getty Images / Fotobank)

Sale il numero dei viaggiatori low cost che dormono di divano in divano (Foto: Getty Images / Fotobank)

La conoscenza approfondita della lingua russa richiede un'esperienza nel Paese. Varie le possibilità, a seconda del budget a disposizione

Se c'è un punto di osservazione privilegiato per conoscere e capire la Russia, questo è sicuramente l'obschezhitie. La casa dello studente. Luoghi che sembrano spalancare piccole porte sul passato, dove la generazione nata dalle ceneri dell'Urss ha ancora oggi modo di assaporare sbiaditi retaggi di tempi che ormai appartengono alla storia. In questi palazzi enormi, con cucine comuni e infiniti corridoi sui quali vegliano instancabili dezhurnye, signore che garantiscono ordine e rigore, si mescolano il vecchio e il nuovo. L'antico e il moderno. Una burocrazia spesso inutile è oggi affiancata dalle più moderne tecnologie, degne dei migliori atenei europei. E sui muri ormai ingialliti delle stanze spuntano i poster dei Nirvana. Per i giovani russi della provincia, la casa dello studente è spesso la soluzione più comoda ed economica. Per gli stranieri, invece, si rivela un'opportunità esclusiva, diversa e formativa. Da qualcuno ironicamente definita "audace", poiché diversa dai canoni occidentali.

Molti di questi obschezhitie custodiscono storie incredibili e poco conosciute. Come l'edificio dell'Università Lobachevskij, vicino al Cremlino di Nizhnij Novgorod, dove nel 1833 soggiornò il poeta Aleksandr Pushkin. O la casa dello studente di Ekaterinburg, trasformata in ospedale durante la Seconda Guerra Mondiale. Il campus dell'Università statale di Novosibirsk si trova invece nel fitto di un bosco, sulle sponde del fiume Ob'.

Anche se quest'anno si è registrata una lieve flessione nel numero di persone che si avvicinano allo studio del russo (secondo l'Istituto di Cultura e Lingua russa di Roma, si parla di un 10% in meno), le richieste di viaggi studio nella Federazione restano sempre piuttosto alte. La meta più gettonata è San Pietroburgo, seguita ovviamente da Mosca. A differenza degli anni scorsi sta emergendo un crescente interesse nei confronti delle destinazioni meno note, come Irkutsk, Rostov sul Don, Novosibirsk ed Ekaterinburg. Mete spesso considerate più "esotiche" e autentiche. E per questo degne di essere visitate. «Sempre più gente vuole andare a studiare in loco, perché si rende conto che i libri e i corsi in Italia possono offrire un'ottima base, ma non sono sufficienti - spiega Leonardo Fredduzzi, responsabile per i soggiorni studio dell'Istituto di Cultura e Lingua russa di Roma -. Anche se le partenze restano sempre elevate, nell'ultimo periodo si è registrata una lieve contrazione nel numero delle richieste. Una contrazione che riguarda soprattutto i ragazzi più giovani, alle spalle dei quali ci sono ancora le famiglie, che li sostengono sia a livello motivazionale che economico: la delicata situazione globale e le tensioni internazionali, infatti, seppur in maniera indiretta si stanno ripercuotendo anche su questo settore».

I prezzi per un soggiorno studio, spiega Fredduzzi, possono variare molto a seconda della meta e della tipologia di alloggio. Si parte da 1.200 euro (volo aereo escluso) per tre settimane a Novosibirsk e a Rostov sul Don. La quota comprende corsi, transfer, visto e alloggio nella casa dello studente.E si arriva a 2mila euro (volo escluso) per corsi a Mosca e San Pietroburgo, con sistemazioni presso residenze o alberghi.

"Quando ci si avvicina allo studio del russo bisogna perseverare, soprattutto all'inizio, perché è una lingua che necessita di tempo affinché si passi dalla fase passiva di ascolto a quella attiva di comprensione e interazione. E confrontarsi il prima possibile con un ambiente russofono sicuramente aiuta - dice Fredduzzi -. Percepiamo grande entusiasmo soprattutto da parte di quei ragazzi che scelgono città minori poiché si tratta di posti più autentici, dove gli stranieri vengono visti come ospiti esotici e per questo coccolati. Lo dimostra l'esperienza di Giulia Percoco, classe 1991, di Napoli, che ha studiato per un mese all'Università Statale di Tomsk, in Siberia stata un esperienza bellissima - racconta -. I professori erano molto preparati e tutti si sono dimostrati molto accoglienti nei confronti di noi stranieri.

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