Come sarebbe stato il ’68 se ci fossero stati gli smartphone? Ce lo mostra un dockumentary russo

Ufficio stampa
Gabriel Garcia Marquez scrive il suo nuovo romanzo sulle Note dell’iPhone, i Beatles chiacchierano su WhatsApp, Andy Warhol posta su Instagram foto della sua mostra. Il lavoro di alcuni giornalisti e uomini di cinema russi ricostruisce, con gusto postmoderno, un passato venato di contemporaneità

“La maggior parte della vita contemporanea si svolge nella realtà virtuale: c’è un mondo enorme dietro gli schermi dei telefoni cellulari”, dice Karen Shainjan, uno dei padri del progetto. Insieme a un altro famoso giornalista russo, Mikhail Zygar, e al famoso regista Timur Bekmambetov, hanno deciso di utilizzare questo metodo di narrazione per mostrare la vita di vere personalità storiche attraverso gli schermi degli smartphone che avrebbero potuto avere, se queste tecnologie fossero esistite ai loro tempi.

È una realtà alternativa di messaggistica, social network, video di YouTube e carte su Google Maps: come se tutto ciò ci fosse stato nel 1968. I video documentali sono mescolati con la finzione tecnologica, creando un mockumentary unico con una base fattuale accurata. Ovviamente, è meglio vederlo da uno smartphone perché le proporzioni sono verticali.

Lo spettacolo 1968.Digital è stato presentato al Festival di Cannes. L’obiettivo del progetto è mostrare come la cultura e la società siano cambiate dal 1968, come la lotta per i diritti umani e il movimento per la pace siano diventati parte del mainstream e quanti altri importanti eventi mondiali abbiano avuto luogo.

Cinquant’anni fa

“Il 1968 è l’anno più importante del XX secolo, che ha reso il mondo quello che ora conosciamo”, dice Mikhail Zygar, l’uomo dietro l’idea del progetto. “Nel 1968 è stata inventata la rete Internet, e hanno finalmente preso forma la rivoluzione sessuale, quella della musica e della moda. In Urss è nato il movimento dissidente, è iniziato l’attivismo per i diritti umani di Andrej Sakharov, e Aleksandr Solzhenitsyn è scampato a un tentativo di avvelenamento da parte degli organi di sicurezza. Dopo la Primavera di Praga, l’autorevolezza che precedentemente l’Unione Sovietica aveva conquistata è andata perduta.”

Nel primo episodio, la popolare cantante americana Eartha Kitt osa criticare il presidente degli Stati Uniti Lyndon B. Johnson e sua moglie, dopo che le avevano chiesto cosa pensasse della guerra in Vietnam e deve lasciare il Paese a causa delle conseguenti difficoltà. Nel secondo episodio, lo scontro tra l’Urss e gli Stati Uniti nello spazio si trasforma in tragedia. Il terzo episodio è dedicato all’omicidio dell’attivista americano per i diritti civili Martin Luther King.

Secondo Zygar, le più importanti sono le storie dei giovani, che non differiscono molto dalla gioventù contemporanea.

“Con l’aiuto di questo nuovo linguaggio, abbiamo cercato di ridurre la distanza tra spettatori e personaggi che vivevano mezzo secolo fa. La generazione più anziana oggi spesso borbotta perché i giovani si perdono nei loro telefoni e non si impegnano nello studio. Abbiamo deciso di utilizzare la cosa come un vantaggio”, afferma Zygar.

Un progetto internazionale in tre lingue

“Volevamo realizzare un progetto veramente internazionale in diverse lingue, per dimostrare che le persone del 1968 in Paesi diversi avevano le stesse difficoltà, hanno commesso gli stessi errori o, al contrario, raggiunto importanti obiettivi”, dice Shainjan.

Ci saranno 40 episodi di otto minuti che usciranno in inglese, francese e russo nel corso del 2018. Saranno pubblicati sul sito web e su Apple Notizie e BuzzFeed. In Russia possono anche essere visualizzati attraverso il servizio Amediateka, simile a Netflix.

Ogni episodio racconta di un eroe o evento chiave nel 1968 che ha influenzato la vita e i valori delle persone in tutto il mondo fino ai giorni nostri. Disegna inoltre parallelismi tra gli eventi in Unione Sovietica, Stati Uniti, Europa, Asia e America Latina.

I personaggi includeranno nomi famosi come John Lennon, Mohammed Alì, Janis Joplin, William Burroughs, Hunter Thompson, Yves Saint Laurent e molti altri.

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