Blocco delle Vpn in Russia: cosa cambia realmente su Internet

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La legge che regola i sistemi di navigazione anonima approvata nel luglio scorso è entrata in vigore con l’inizio di novembre. Ecco, allarmismi a parte, come inciderà il provvedimento

Il 1° novembre è entrata in vigore in Russia una nuova legge che regola i servizi che consentono agli utenti di navigare su Internet anonimamente. Secondo il Roskomnadzor, il Servizio federale per la supervisione nella sfera della connessione e comunicazione di massa, le reti Vpn (virtual private network) e gli anonymizer (i server proxy che nascondono l’IP) più popolari hanno già accettato di conformarsi alla nuova legislazione.

La nuova legge, insomma non mette completamente al bando le Vpn e gli anonymizer, ma tuttavia limita l’accesso ai siti web vietati.

Secondo Aleksandr Zharov, capo del Roskomnadzor, circa 30 dei più popolari servizi di proxy e Vpn, come cameleo.ru e 2ip.ru, hanno già accettato di conformarsi alle nuove norme.

“Tutti hanno espresso la disponibilità a rispettare la legge; non ci sono state incomprensioni tra noi”, ha detto Zharov. Ha ammesso tuttavia che i nuovi regolamenti potrebbero non avere impatto sulle piccole Vpn, che in Russia sono troppe per essere controllate dalle autorità, come avevamo già scritto.

“Ci sono centinaia di migliaia di Vpn piccole e artigianali; non è difficile creare un tale servizio”, ha detto Zharov. “La legge si concentra principalmente sulle aziende più popolari che offrono tali servizi”.

L’elenco dei siti web bloccati nel territorio della Russia è costituito principalmente da casinò online, siti di pornografia e servizi di streaming video non autorizzati. Alcuni russi, tuttavia, sono preoccupati per il potenziale blocco dei canali di opposizione politica. Ad esempio, il sito del leader dell’opposizione Aleksej Navalnyj, è già stato bloccato alcune volte da Roskomnadzor.

Bloccare i siti web non è facile. Ad esempio, nel mese di giugno, le autorità russe hanno bloccato accidentalmente google.ru. Dopo che era finito nella lista nera per circa tre ore, un certo numero di provider Internet aveva limitato l’accesso degli utenti al motore di ricerca.

Google era stato bloccato come parte di una decisione giudiziaria dello scorso anno contro un bookmaker russo, che era stato a sua volta bloccato per una controversia fiscale in corso con le autorità russe. I funzionari hanno affermato che il problema era nato per colpa di un redirect del sito di bookmaker presente su google.

Zharov ha inoltre aggiunto che la legge afferma “abbastanza chiaramente” che non si applica ai servizi Vpn utilizzati dalle imprese che operano in Russia. Le aziende possono appellarsi agli enti preposti e spiegare che un servizio Vpn è necessario per i propri scopi tecnologici e utilizzato da un numero specifico di dipendenti.

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