L'uomo che spostava le montagne

Vasily Alekseyev (Foto: Wikipedia)

Vasily Alekseyev (Foto: Wikipedia)

Vasily Alekseyev, sollevatore di pesi, era considerato la persona più forte del mondo, capace di stabilire 80 record in poco più di sette anni. Fino alla delusione di Mosca 1980

Quaranta anni fa l'uomo più forte del mondo finiva sulla copertina di Sports Illustrated, allora come oggi la Bibbia dello sport. Vasily Alekseyev era un sollevatore di pesi, una montagna da 160 chilogrammi. Per gli americani, che non erano certo ben disposti verso gli atleti dell'Est in quella particolare fase storica, era davvero la persona più forte del mondo.

Il campione sovietico, nato nella Russia meridionale e avvicinatosi ai pesi a 18 anni, è passato alla storia della disciplina e non solo perché unico ad alzare oltre sei quintali (645, per la precisione) sommando tre sollevamenti. Era diventato il volto di Sports Illustrated dopo essersi ritirato, avendo fallito il terzo oro olimpico in carriera ai Giochi di Mosca 1980, forse la delusione più grande in un percorso da fuoriclasse.

Alekseyev, morto quattro anni fa, è soprattutto noto per aver stabilito 80 record in poco più di sette anni di sollevamenti. Record assoluto a livello mondiale, nessun altro si è minimamente avvicinato in altri sport, assieme a otto titoli mondiali, altrettanti a livello europeo, 81 titoli nazionali e due ori ai Giochi olimpici.

Ha vinto senza un allenatore, senza uno staff. Faceva tutto da solo. In poche parole rappresentava il top per la sua disciplina, quello che Roger Federer è per il tennis, oppure Michael Jordan per il basket. Per otto anni nessuno l'ha mai battuto.

Vasily Alekseyev (Foto: Wikipedia)

Il suo boom arrivava nel 1970, ai Mondiali di Columbus, in Ohio, con il primo primato assoluto, 227 chili sollevati, statunitensi con gli occhi sgranati. E nello stesso anno sarebbero arrivati altri 26 primati personali. Per ogni record abbattuto, Alekseyev riceveva circa 1.500 dollari dalla federazione sovietica. Ora sarebbe ricoperto di dollari, euro, rubli, in ogni angolo del mondo, tra sponsor e copertine, fan su Facebook, Twitter. Altri tempi.

Il suo obiettivo era sfondare il muro dei 100 record mondiali. Forse troppo, anche per l'uomo più forte del mondo, che ha ispirato parecchi dei più famosi wrestling americani. Anche alle Olimpiadi di Montreal 1976, così come a Monaco 1972 il mondo restava stupito dalla sua forza: 440 kg sollevati in due alzate, strappo e slancio, che avevano sostituito le tre del precedente programma olimpico, con l'eliminazione della fase della distensione. Due anni dopo arrivava la sconfitta, ai Mondiali, in gara nonostante un infortunio, l'inizio della fase discendente culminata ai Giochi di Mosca.

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