Economia, quando collaborazione fa rima con formazione

Andrea Goldstein, managing director

Andrea Goldstein, managing director

: archivio personale
L'Istituto di studi economici Nomisma rinnova l’impegno a cooperare con la Moscow International Higher Business School per dare nuovo slancio al dialogo tra Italia e Russia. E lo fa mettendo a disposizione le proprie conoscenze e la propria rete di interlocutori per sfruttare al massimo le nuove occasioni di business

“Rinnovare l'impegno reciproco delle nostre istituzioni”. È quanto afferma Andrea Goldstein, managing director di Nomisma, presentando l'accordo siglato lo scorso 18 febbraio nella capitale russa che rinnova la collaborazione tra l'Istituto di studi economici bolognese e la Moscow International Higher Business School (Mirbis). “Alla fine degli anni '80, Nomisma, con il suo presidente Romano Prodi, è stata alle origni della Moscow International Higer Busines School, apportando al progetto tutte le sue consocenze e competenze. Negli ultimi anni però, precisa il manager, la collaborazione era andata scemando anche a seguito delle difficoltà che hanno indebolito l'economia russa. Era tempo di rinnovare la collaborazione con un partner economico strategico”. 

L'obiettivo dell'Istituto di studi economici è di mettere a disposizione le sue conoscenze e la sua rete di interlocutori per sfruttare pienamente le nuove occasioni di business create dalla nuova congiuntura e sostenere così lo sviluppo delle piccole e medie imprese della Penisola. 

“Se è vero che l'export è penalizzato, nuove opportunità si aprono per le imprese italiane e per quelle russe, afferma il manager: innanzitutto gli investimenti sul territorio russo, sopratutto in due macro settori, la produzione di macchinari, come le macchine agricole o quelle da imballaggio, e l'agroalimentare. La Russia è storicamente un grande produttore di grano e cereali, ma il processamento dei prodotti era quasi del tutto assente. Ora la curva si inverte, è quindi importante formare persone capaci di gestire, e sviluppare, questo cambiamento”.

Come Nomisma può partecipare a questo processo? Con l'insegnamento. “Noi vogliamo aiutare le imprese a capire i meccanismi in corso e ad appropriarsi della regolamentazione che non è sempre facile. In più, ovviamente, mettiamo in campo le competenze linguistiche. Le pmi italiane devono poter capire le differenze tra le regioni russe per poter scegliere dove investire. Allo stesso tempo le aziende russe devono poter capire quali sono i vantaggi per il loro business. L'obiettivo è collaborare e lavorare insieme”.

La business school lavora su due assi fondamentali: da una parte l'analisi del mercato immobiliare, storico settore di competenza di Nomisma, e dall'altro l'insegnamento di una metodologia, utile a entrambi gli attori in gioco.

L'offerta formativa, che Nomisma prevede di lanciare a partire da settembre, si svolgerà interamente in inglese, nella capitale russa. L'istituto bolognese progetta anche viaggi di studio degli studenti russi in Italia. “C'è molta curiosità verso l'approccio del modello imprenditoriale italiano: un modello distrettuale che è pienamente adeguato alle sfide della globalizzazione. Non dico che sia un modello esportabile, ma sicuramente è un modello da studiare per poi adattarlo, può darsi, a diversi contesti”. 

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