L'eredità finlandese della città di Kostomuksha

Kostomuksha

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RBTH presenta una serie di articoli dedicati alla vita nelle monocittà russe: centri dove tutti gli abitanti lavorano in una sola grande impresa. Il primo testo è dedicato alla città di Kostomuksha, che ospita uno dei più grandi giacimenti di ferro al mondo

La Repubblica di Carelia, nel Nord-Ovest della Russia, è grande quanto la Repubblica Ceca o l'Austria, ma rispetto a queste è debolmente popolata. Nella regione vivono solo 630mila persone. Non ci sono grandi città e i maggiori centri abitanti si trovano lungo l'autostrada San Pietroburgo-Murmansk.

Kostomuksha. Fonte: PhotoXPressKostomuksha. Fonte: PhotoXPress

Una situazione particolare

Uno dei centri della regione, Kostomuksha, a 1.500 km da Mosca, si trova accanto a uno dei più ricchi giacimenti di ferro al mondo. La città è stata costruita negli anni '70 sul sito di due antichi villaggi della Carelia. Ora è il terzo più grande e ricco centro abitato della repubblica: l'impianto di estrazione e lavorazione locale (parte del gruppo "Severstal"), che estrae e arricchisce il minerale di ferro, è uno dei principali contribuenti del bilancio della repubblica.

"Qui in Carelia abbiamo una situazione particolare", dice Nikolaj (nome di fantasia), dipendente dell'amministrazione locale, ed ex capo-reparto presso l'impianto. "Petrozavodsk è a 500 km di distanza, mentre il confine finlandese è a soli 30 km. Qui tutti hanno un'auto e un visto Schengen, così dopo il lavoro si può andare in una vicina città finlandese a fare la spesa". Questa è una caratteristica tipica della vita di frontiera: i russi vanno in Finlandia per trovare prodotti di qualità e i finlandesi vengono in Russia per bevande alcoliche economiche e tabacco.

L'eredità finlandese

Per quanto strano per un insediamento sovietico, molti edifici e lo stesso impianto di estrazione a Kostomuksha sono stati costruiti da finlandesi. Nelle aree circostanti non c'erano grandi città o buone strade, così è stato deciso di invitare i vicini a costruire. L'impronta finlandese è evidente in città: edifici a più piani tipici europei, molti alberi per le strade, coperchi dei tombini in finlandese. I tradizionali edifici sovietici sembrano estranei.

Fonte: Andrej Iskrov
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Esiste nella regione un'amicizia di lunga data con i finlandesi. Persino la guerra russo-finlandese del 1939-40 in questa zona non si è sentita. "Le nostre genti hanno vissuto fianco a fianco per secoli", osserva Daniel, dipendente di un camping-hotel. "La lingua della Carelia e i dialetti finlandesi settentrionali sono così simili che ci possiamo capire facilmente. Molti residenti hanno parenti nei villaggi della Carelia e oltre il confine, per questo i finlandesi vengono con piacere al nostro camping".

Proprio non lontano da Kostomuksha, nei vecchi villaggi della Carelia, il filologo finlandese Elias Lönnrot ha scritto melodiosi racconti popolari che stanno alla base del poema epico finlandese "Kalevala". "Si è scoperto che 'Kalevala' è nato nel territorio della Carelia. Non per caso gli esperti lo considerano un epos finlandese e careliano", aggiunge Daniel.

I problemi della città-industria

Kostomuksha dipende totalmente dall'impianto di estrazione e lavorazione locale. Qualsiasi cambiamento della sua situazione finanziaria si riflette sul benessere della città e dei suoi abitanti.

Fonte: Andrej IskrovFonte: Andrej Iskrov

Il lavoro all'impianto è redditizio, ma è difficile e dannoso per la salute dei lavoratori. "Mio padre ha dato all'impianto trent'anni della sua vita e quando si è ritirato ha sofferto di quattro malattie contemporaneamente", si lamenta Galina, moglie di Daniel. "Poi ha vissuto per meno di cinque anni. Lo stesso vale per mio fratello, che ha 35 anni, ma sembra ne abbia 50 e ha costantemente la tosse. Sto cercando di convincerlo a licenziarsi e ad andarsene, ma dice che deve provvedere alla famiglia. Non farò assolutamente lavorare nostro figlio in questo impianto”. Storie simili a Kostomuksha si possono ascoltare in quasi tutte le famiglie: oltre al lavoro nell'impianto, non ci sono altri posti in città.

La natura chiusa della società e l'isolamento del luogo favorisce il sorgere di attività illegali. "Negli anni Novanta ci chiamavano capitale careliana dell'Aids e della droga. Poi la situazione è migliorata, ma continuano a mancare attività per l'intrattenimento, così i giovani partono per le grandi città", dice Galina.

Tutti questi problemi sono tipici delle monocittà del Nord della Russia. Molte di esse negli ultimi decenni hanno subito la recessione. Kostomuksha si distingue per il fatto che l'impianto fornisce ai residenti posti di lavoro ed essendo località di frontiera ci sono possibilità di sviluppo in altri settori dell'economia.

Negli ultimi anni sono state aperte alcune aziende russo-scandinave per la lavorazione del legno e nel settore tecnologico. Inoltre, si sviluppa con successo il turismo. "Kostomuksha ha un grande futuro davanti – è sicuro Nikolaj -. Spero di vedere il giorno in cui verrà riaperto l'aeroporto e in occasione della Giornata della città verranno qua i capi di governo, come è successo in passato".

Con il termine “monocittà”, che deriva dalla parola russa “monogorod” (“gorod” significa “città”) si intende una cittadina la cui economia è dominata da una singola industria o azienda. In Russia esistono diverse monocittà nate durante il periodo sovietico.

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