Putin: "Difficile trovare accordo con governo turco"

Il Presidente russo Vladimir Putin durante la maxi conferenza stampa di fine anno.

Il Presidente russo Vladimir Putin durante la maxi conferenza stampa di fine anno.

Konstantin Zavrazhin/RG
Dure le parole contro Ankara pronunciate dal Presidente russo nella conferenza stampa di fine anno: "Non vedo alcuna possibilità di appianare le relazioni con Ankara". E sulla situazione economica: “Superato il picco della crisi”

Economia. Terrorismo. Turchia. Davanti a una platea di circa 1.400 giornalisti, il Presidente russo Vladimir Putin ha tenuto la consueta maxi conferenza di fino anno. In un intervento durato più di tre ore, il capo del Cremlino ha affrontato le tematiche più scottanti degli ultimi mesi. Oltre a questioni di sport e politica interna.

La crisi economica

Le vecchie previsioni sull'uscita dalla crisi si basavano sul fatto che un barile di petrolio sarebbe costato cento dollari […]. Ma il culmine della crisi, anche con l'attuale prezzo del petrolio, ce lo siamo lasciati alle spalle. Il culmine, non la crisi in sé per sé. Nonostante tutte le difficoltà, la Russia opera nel pieno rispetto di tutti gli obblighi di fronte agli istituti di credito internazionali.

Sento dire che oltre i confini i tassi sono più bassi. Certo, più bassi, ma là anche i problemi sono altri. La nostra minaccia è l’inflazione, mentre la loro è la deflazione: c'è chi produce, ma non può vendere. Per ridurre i tassi, noi non abbiamo bisogno di gridare contro la Banca Centrale, bensì di aiutare il governo a ridurre i rischi di investimento.

I rapporti con la Turchia e l'aereo abbattuto

Difficile o pressoché impossibile per noi trovare un accordo con l'attuale governo turco. Se diciamo che siamo in accordo, loro o da un fianco o alle spalle ti colpiscono. Non vedo alcuna possibilità di appianare le relazioni con la Turchia a livello governativo. Se qualcuno all'interno della dirigenza turca ha deciso di leccare gli americani in quel posto, non so se hanno fatto bene, o se agli americani serviva.

Le azioni delle autorità turche non sono un atto di inimicizia, ma un atto ostile […]. Era tanto difficile alzare la cornetta e fare una chiamata? Nessuno ha detto nulla. E cosa hanno ottenuto? Pensavano scappassimo? La Russia non è il tipo di Paese che scappa. Abbiamo incrementato la nostra presenza militare e installato un missile S-400. Se prima la Turchia volava e infrangeva di continuo lo spazio aereo della Siria, vediamo ora come riusciranno a volare.

Lo Stato Islamico

C’era bisogno di attirare carne da macello al suono di slogan islamici che in realtà difendono interessi commerciali: così è nato lo Stato Islamico.

Io la vedo così: ho l'impressione che l'Is sia già un elemento secondario. A suo tempo entrarono in Iraq e lo distrussero. Che sia stato un bene o male, non ha importanza.

Noi non crediamo che questa coalizione [la coalizione antiterroristica creata di recente in Medio Oriente sotto l'egida dell'Arabia Saudita] sarà anti-russa […]. Abbiamo un approccio diverso sulla risoluzione della crisi in Siria, ma abbiamo anche visioni comuni.

I legami economici con l'Ucraina

Abbiamo puntato a mantenere i rapporti economici con l'Ucraina. Ma l’Ucraina, in maniera unilaterale, ha abbandonato questo regime e si è unita all’Ue. Così non si fa. […] L'Ucraina non usufruirà dei benefici e delle agevolazioni nel commercio con la Russia. Ma non è una scelta nostra. Noi ci siamo battuti.

Non abbiamo intenzione di introdurre alcun tipo di sanzione nei confronti dell'Ucraina. Vorrei che questo fosse chiaro. L’unica cosa che faremo sarà passare a un regime commerciale a noi più favorevole.

La situazione nel Donbas

Innanzitutto, non abbiamo mai detto che là non ci siano persone che si occupano della risoluzione di questioni militari. Ma questo non significa che ci siano truppe regolari. Capite la differenza. In secondo luogo, lo scambio [di militari ucraini] deve essere equivalente.

Bisogna liberare le persone trattenute sia da una parte che dall'altra. Non è un segreto che le autorità ucraine considerino soggette allo scambio le persone arrestate in Donbas, al contrario di quelle fermate a Kiev o bloccate in prigione.

Gli affari del governo e i circoli di affari vicini al potere

Bisogna senz'altro reagire. Se parliamo dei figli del procuratore generale, allora serve capire se hanno infranto la legge o meno. Nel lavoro del procuratore generale ci sono elementi che causano conflitti di interesse? Bisogna guardare con attenzione ed essere in grado di filtrare la moltitudine di informazioni divulgate su internet.

I risultati [di 15 anni di governo] sono un significativo aumento del reddito della popolazione, un aumento del PIL, il rafforzamento nelle capacità di difesa del Paese, la lotta contro il terrorismo. Altre vicende secondarie [scandali intorno al procuratore generale, il coinvolgimento del governatore nel caso di pestaggio di alcuni giornalisti, etc.] capitano praticamente ovunque.

Lo scandalo corruzione nella FIFA 

Nessun Paese ha il diritto di estendere la propria giurisdizione ad altri Stati. Bisogna lottare contro la corruzione. Ma questa abitudine di prendere cittadini stranieri a destra e a manca, e di trascinarli in indagini, è qualcosa di inammissibile. Esiste la corruzione nella Fifa? Lo stabilirà l’indagine. Blatter è una persona rispettabile, ha fatto molto per lo sviluppo del calcio mondiale. Il suo contributo a livello umanitario è stato colossale. […] Ecco a chi bisognerebbe dare il Nobel per la pace. Aspettiamo la fine delle indagini e vedremo chi sono i colpevoli. Noi siamo contro ogni doping, che nuoce alla salute delle persone. Se qualcuno ne fa uso, allora dev'essere punito di conseguenza.  

Le opinioni degli esperti russi:

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