Prove di una Grande Eurasia a Verona

L'intervento di Antonio Fallico al Forum di Verona.

L'intervento di Antonio Fallico al Forum di Verona.

: Vladimir Mikheev
Il V Forum Eurasiatico sta affrontando il compito di trovare un terreno comune per la cooperazione politica ed economica tra nazioni che contano in totale quattro miliardi di persone

Verona: potrebbe sembrare un esercizio donchisciottesco o un’illusione, ma il Forum Eurasiatico di Verona alla fine si è un sistema per colmare le incomprensioni e per ragionare insieme su possibili modelli della futura economia globale, che sta attraversando una temporanea "zona di turbolenza".

L’ingresso al Palazzo della Gran Guardia era gremito. Come prima cosa è stato letto uno speciale messaggio di benvenuto da parte di Papa Francesco, con cui la Santa Sede affermava di supportare tutti i forum che contribuiscono a una migliore comprensione tra i popoli.

Poi, Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e dell’associazione Conoscere Eurasia, ha sottolineato la necessità di porre gli interessi dei cittadini al di sopra di tutto "nonostante le difficoltà geopolitiche dovute a ciò che implica vivere in un mondo con un unico polo".

Nel suo discorso di apertura, il due volte ex primo ministro italiano ed ex-presidente della Commissione europea Romano Prodi ha sottolineato di essere molto "preoccupato" per il drammatico deterioramento delle relazioni tra l’Europa unita e la Russia. Prodi ha ricordato il periodo in cui era in carica, caratterizzato dai tentativi di costruire quattro "spazi comuni" con la Russia.

Oggi, il devastato panorama commerciale ed economico è rappresentato da tragiche statistiche: il fatturato commerciale tra l’UE e i Paesi dell'Unione economica eurasiatica (EEU) dal 2013 è crollato da 150 miliardi di dollari a 80 miliardi di dollari. Le esportazioni di prodotti agricoli, nonché prodotti e tecnologie chimiche, in particolare dall’Italia, si sono ridotte. "Abbiamo trasformato un ponte in un campo di battaglia", ha detto Prodi.

A suo avviso, sarebbe opportuno organizzare una conferenza tra i delegati provenienti da UE ed EEU per riscoprire e rilanciare il dialogo. Si tratta di una questione urgente da risolvere, dal momento che, per la prima volta nella storia moderna, il commercio sta crescendo più lentamente dell’economia mondiale.

Partecipanti al Forum di Verona. Fonte: Vladimir MikheevPartecipanti al Forum di Verona. Fonte: Vladimir Mikheev

Il forum è stato avviato così in un clima di aspettative prudenti sul fatto che questa piattaforma di dialogo e interazione personale ormai consolidata possa produrre soluzioni per una comprensione migliore e un avvicinamento graduale.

Il Forum di Verona si svolge in un momento in cui nuove linee divisorie sono comparse in tutto il mondo, soprattutto in Europa; in cui gli egoismi nazionali e gli istinti protezionistici prevalgono; in cui le calamità strutturali dell'economia mondiale provocate dalla crisi dei mutui sub-prime negli Stati Uniti nel 2008 sono una realtà tanto solida quanto le megalitiche rovine del Colosseo.

Politici, uomini d'affari ed esperti in rappresentanza di un continente che si estende da Shannon in Irlanda al porto della città russa di Vladivostok, da Pechino a Tokyo, da Delhi a Singapore, si sono riuniti a Verona allo scopo di sfidare le probabilità di una "nuova normalità" nell’economia globale, che non soddisfa nessuno.

Il loro destino sembra quello di "trovare il modo di procedere con l’interazione economica in circostanze terribili e nel quadro di una nuova realtà economica", sottolinea Fallico, che contribuisce all’impresa con sforzo accademico, competenze manageriali e, probabilmente, talento letterario (è un acuto romanziere nel tempo libero).

Il percorso favorito per riunire insieme un mercato di quattro miliardi di consumatori è quello di istituire un efficace modus operandi tra diversi processi d’integrazione in corso simultaneamente in questa mega-regione del mondo. "Si stanno cercando dei punti di convergenza tra due di loro, l'Unione eurasiatica economica (EEU) e la Cintura Economica della Via della Seta", ha osservato il Prof. Fallico.

 Antonio Fallico al Forum di Verona. Fonte: Vladimir Mikheev Antonio Fallico al Forum di Verona. Fonte: Vladimir Mikheev

"Il processo non sarà facile, i protagonisti hanno molti elementi in comune, ma molti dei loro interessi non coincidono. Bisogna trovare i compromessi e risolvere le divergenze. La connessione con l'Unione europea è la più auspicabile. Tuttavia, i leader politici europei non si sono ancora rassegnati all'idea di quanto questo sia necessario”, ha ammesso il capo dell’associazione Conoscere Eurasia.

Il primo giorno del forum è stato dedicato a questioni pratiche incentrate sugli "sviluppi geopolitici della Grande Eurasia" e sui metodi che industria, commercio e finanze stanno applicando per rispondere alle sfide delle turbolenze economiche globali.

In particolare, il forum ha affrontato la situazione partendo dal settore energetico, con accento sulle sue tattiche di sopravvivenza attuali e sulle strategie di crescita fino al 2020.

Le due priorità del Forum di Verona si concentrano sugli interessi degli strati imprenditoriali. Come ha spiegato il Fallico, aprendo nuovi mercati redditizi dopo averne conosciuto a fondo i punti di forza e debolezza, le sfide e le opportunità. Questo riguarda soprattutto gli uomini d'affari di Russia e Paesi EEU, così come i loro colleghi italiani, desiderosi di entrare in questi mercati.

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