Siria, chi ha colpito il convoglio di aiuti umanitari dell'Onu?

Ragazzo in sella a una bicicletta osserva un camion distrutto nella città di Urm al-Kubra, a ovest di Aleppo, in Siria.

Ragazzo in sella a una bicicletta osserva un camion distrutto nella città di Urm al-Kubra, a ovest di Aleppo, in Siria.

: Reuters
Scambio di accuse tra Russia e Usa sul raid avvenuto il 19 settembre nella provincia di Aleppo, dove sono morte decine di persone. Secondo gli Stati Uniti, i responsabili sarebbero i russi: una tesi però smentita da Mosca. Cosa si sa di questa ennesima tragedia?

Chi ha bombardato il convoglio Onu in Siria? Domande e risposte per cercare di far luce sul raid che ha colpito un convoglio di aiuti umanitari nella provincia di Aleppo, nel nord del Paese, uccidendo decine di persone.

Cosa è accaduto?

La sera del 19 settembre un convoglio dell’Onu carico di aiuti umanitari è stato bombardato a nord-ovest della città di Aleppo, in Siria. L’attacco ha provocato 20 vittime e 18 dei 31 camion che trasportavano viveri e medicinali per gli abitanti della città sotto assedio sono stati distrutti.

Sono stati davvero gli aerei russi a bombardare il convoglio?

A questa domanda non si può rispondere con certezza. I vertici militari americani affermano che solo gli aerei dell’aviazione russa o l’esercito siriano avrebbero potuto attaccare la colonna. I funzionari russi respingono tali accuse.

Dopo il bombardimento. Fonte: AFP/East NewsDopo il bombardimento. Fonte: AFP/East News

Quali sono gli argomenti addottati dagli americani?

Il convoglio è stato attaccato da due cacciabombardieri Su-24, è quanto hanno dichiarato all’agenzia Reuters due fonti del governo degli Stati Uniti citando dati in possesso dell’Intelligence americana. Tuttavia, i nomi delle fonti non sono stati indicati, né sono state presentate delle prove.

“Ciò nonostante riteniamo il governo russo responsabile dell’attacco aereo effettuato in quell’area dato il rispetto mostrato verso il regime di tregua”, ha dichiarato all’Agenzia Reuters Ben Rodhes, vice consigliere per la sicurezza nazionale di Obama.

Tweet con dichiarazione del Dipartimento di Stato americano

Come ha osservato John Kirby, portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Washington è “furiosa” per quanto è avvenuto. “Il governo di Assad e la Federazione Russa erano a conoscenza del percorso della colonna. Gli operatori della missione Onu sono stati uccisi per aver voluto aiutare il popolo siriano”, ha rimarcato il diplomatico.

A suo avviso, dopo questo incidente gli Stati Uniti rivedranno le loro relazioni con la Russia.

Che cosa dicono i russi?

Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha smentito la versione dell’attacco aereo contro la colonna dell’Onu che trasportava aiuti umanitari. I collaboratori del dicastero non hanno rinvenuto crateri creati dalle bombe, e il corpo dei camion non ha subito danni, né guasti per l’onda esplosiva.

Secondo la loro versione, i veicoli sarebbero stati avvolti dalle fiamme causate dall’incendio che è scoppiato “in modo anomalo” durante i massicci attacchi lanciati contro Aleppo dai miliziani di Al-Nusra.

Video del convoglio dal drone del Ministero della Difesa

Anche dalle immagini filmate dal drone del Ministero della Difesa è evidente che la colonna che transitava nei territori occupati dai ribelli era accompagnata da un pickup con un mortaio di grosso calibro.

“È essenziale capire dove sia finito questo mortaio accanto al punto finale di destinazione del convoglio e contro chi ha fatto fuoco durante la sua sosta e la fase di scarico”, ha rimarcato il 20 settembre, durante un briefing con la stampa, il maggiore generale Igor Konashenkov, portavoce del Ministero della Federazione Russa

Il capo del Ministero degli Esteri, Sergej Lavrov, ha dichiarato a sua volta che anche le forze dell’aviazione militare siriana non avrebbero potuto attaccare il convoglio Onu diretto ad Aleppo in quanto non effettuano voli nelle ore di oscurità.

Ma chi avrebbe ucciso i membri della missione umanitaria dell’Onu secondo i russi?

I miliziani di Al-Nusra. “Il quartiere dove il convoglio dell’Onu carico di aiuti umanitari è stato attaccato si trova a 20 km a nord-ovest della città ed è controllato dai ribelli di Al-Nusra”, afferma Viktor Murakhovskij, esperto militare e direttore della rivista Arsenal otechestva.

Come ha rilevato Murakhovskij, per una “diagnosi” sicura è necessario inviare uno specialista sul luogo dell’incidente: solo un esperto potrebbe stabilire dall’epicentro delle esplosioni, dalla forma delle schegge e dall’ammasso dei detriti e il raggio d’estensione e la direzione della carica qual è il tipo di munizioni usate e definire l’area bombardata.

Un camion dell'Onu devastato dalla fiamme. Fonte: APUn camion dell'Onu devastato dalla fiamme. Fonte: AP

A suo avviso, i camion potrebbero essere stati distrutti da barili bomba, ripieni di esplosivo e di chiodi, viti e bulloni, largamente utilizzati in Siria.

“Il dispositivo viene sganciato da un 'tripode' o 'tubo' segato e saldato in modo artigianale”, afferma l’esperto.

Quali saranno gli esiti della tragedia?

Si dovrà abbandonare temporaneamente qualunque ipotesi di regolamentazione pacifica della situazione siriana, sostiene il direttore della rivista Natsionalnaya oborona, Igor Korotchenko. Il bombardamento effettuato dalle forze aeree americane contro l’esercito siriano a Deir el-Zor e l’attacco contro il convoglio dell’Onu sulla strada verso Aleppo fanno slittare il processo di pace verso il terreno di una nuova guerra dell’informazione tra Mosca e Washington.

“Siamo piombati in una nuova spirale della crisi siriana che rischia di sfociare in una guerra per procura tra Russia e Stati Uniti”, ritiene Fedor Lukyanov, direttore della rivista Rossiya v globalnoy politike.

A suo avviso, Mosca e Washington si scontreranno a scapito delle formazioni da loro patrocinate in Siria.

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