Siria, i punti chiave del negoziato

Una donna siriana

Una donna siriana

Reuters
C’è attesa per l’incontro di Ginevra e gli esperti russi si interrogano su quali siano i nodi da scogliere per il processo di pace

I negoziati di pace tra il governo e l’opposizione siriana si terranno a Ginevra nei prossimi giorni. Rbth ha chiesto a diversi esperti russi quali siano i passi necessari per trovare una soluzione alla crisi. La maggior parte degli intervistati, però, non si dice troppo ottimista.

1 Il dialogo tra gli oppositori

Fra i motivi che hanno portato a cambiare la data dell’incontro, che avrebbe dovuto tenersi lunedì, ci sono le diverse vedute di pensiero tra gli oppositori siriani in merito a chi avrebbe dovuto rappresentarli nel dialogo con il governo.

Gli esponenti radicali della Coalizione nazionale siriana, che contano sull’appoggio dell’Arabia Saudita e del Qatar, non sono favorevoli alla partecipazione dell’opposizione moderata, soprattutto del Fronte popolare per il Cambiamento e la Liberazione, guidato da Qadri Jamil. I dubbi della coalizione riguardano il fatto che Jamil è stato vice primo ministro russo nel governo di Bashar al Assad. Tuttavia è probabile che ai negoziati partecipino entrambi i gruppi, così come delegazioni dell’opposizione interna ed esterna. Restano fuori gruppi islamici come lo Stato Islamico o Jahbat al Nusra.

Si prevede che non ci sia un dialogo diretto e che le riunioni avvengano in luoghi separati. Tuttavia sarà necessario trovare meccanismi per costruire dei ponti, visto che, in caso contrario, verrebbe messo in discussione tutto ciò che era stato fino ad ora concordato con l’Onu.

2 Il dialogo sulla creazione di un governo di coalizione

Fra i vari problemi che bisognerebbe affrontare c’è la creazione di un governo di coalizione, così come è stato stabilito dalla risoluzione delle Nazioni Unite. Secondo gli esperti russi l’opposizione della Coalizione Nazionale non ha così tanto sostegno da parte della società come ce l’hanno Assad e altri gruppi dell’opposizione. L’appoggio dell’Arabia Saudita, del Qatar e dell’Occidente, dicono gli analisti russi consultati, è adeguato per stabilire il dialogo però non possono prendere decisioni politiche.

3 Il futuro di Bashar al Assad 

Il futuro dell'attuale Presidente Bashar al Assad è la chiave per regolamentare la crisi siriana. L’Occidente e una parte degli attori regionali continuano a parlare di come le dimissioni di Assad siano necessarie. La Russia e l’Iran, invece, puntano al fatto che Assad per il momento resti e che siano i siriani stessi a decidere il proprio futuro. Sicuramente al momento c’è un così grande vuoto di potere attorno ad Assad che non c’è un leader sufficientemente autorevole per sostituirlo.

4 Gli interessi degli attori esterni

Oltre alle divergenze tra Russia e Stati Uniti, bisogna anche tenere presente la posizione dell’Iran: se Mosca e Washington dovessero trovare un punto di incontro sull’uscita di scena di Assad, non vorrebbe dire che l’Iran si troverebbe d’accordo. Teheran non rinuncerebbe facilmente ad Assad, visto che sono stati molti gli investimenti fatti in Siria negli ultimi anni e al momento risulta essere l’unico alleato regionale. Allo stesso tempo Riad non accetta il regime siriano. Un fatto che porta la situazione a un punto morto.

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