Mosca dialoga anche con l’Esercito Siriano Libero per combattere il terrorismo

Il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov, a sinistra, con il suo vice Mikhail Bogdanov

Il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov, a sinistra, con il suo vice Mikhail Bogdanov

Ria Novosti
Il Ministero degli Esteri ha fatto sapere che alcuni rappresentanti dell’ESL, un gruppo opposto ad Assad, si recano regolarmente a Mosca. L’opinione di un esperto russo: “Si tratta comunque di un gruppo non compatto. Difficile che l’intera coalizione segua direttive comuni”

Il vice ministro russo per gli Affari Esteri, Mikhail Bogdanov, ha fatto sapere che la diplomazia russa sta mantenendo rapporti con l’Esercito Siriano Libero (ESL), un gruppo opposto al Presidente siriano Bashar al-Assad. Alcuni rappresentanti dell’opposizione siriana, secondo Bogdanov, si sarebbero recati a Mosca sia la scorsa settimana, sia negli ultimi giorni. “C’è chi va e chi viene - ha detto -, e tutti sostengono di rappresentare l’Esercito Siriano Libero (ESL)”. 

Così come sostiene Boris Dolgov, ricercatore senior del Centro per gli Studi arabi e islamici dell’Istituto di Studi orientali, è necessario mantenere contatti con l’opposizione siriana. E questo è un passo positivo. Tuttavia, dice Dolgov, non vuol dire che l’intero ESL sia disposto a stabilire contatti proficui sia con la parte russa sia con l’esercito siriano di Assad nella lotta contro lo Stato Islamico. 

“L’opposizione ESL è in buona parte in stato di degrado - afferma Dolgov -. Ha una struttura composta da un commando principale e da una serie di gruppi guidati da ribelli, che spesso si muovono in maniera autonoma”. Secondo Dolgov, quindi, non si tratterebbe di un esercito nel vero senso della parola. I suoi rappresentanti possono quindi recarsi a Mosca e negoziare su diverse questioni, ma ciò non significa che l’intera coalizione possa poi seguire comuni direttive. 

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