Gli amuleti usati dai popoli della Russia per garantirsi la fortuna

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EKATERINA SINELSHCHIKOVA
Battere un cucchiaio sul legno, portare al collo un sasso a forma di freccia, mettere i paramenti rituali a un montone e lasciarlo libero nella foresta: questi e altri rimedi ancora oggi si usano per proteggersi dal male, dalla sfortuna e dagli spiriti ostili

I triangoli dei baschiri

I baschiri, per proteggersi dagli spiriti, usano oggetti di forma triangolare. Nella versione più semplice, occorre prendere un foglio di carta, scriverci un incantesimo di protezione (di solito, si scrivono delle citazioni dal Corano, ma non è obbligatorio), poi piegare il foglio a triangolo e avvolgerlo con un pezzo di stoffa o un fazzoletto. Questi amuleti di solito si portano al collo, nella borsa o dentro una tasca.

L’argento degli jacuti

Gli jacuti credono che i gioielli d’argento siano un’ottima protezione contro le forze del male. L’argento però deve essere opaco e non lucido. Nel passato, tali gioielli, in quantità impressionante, erano portati non solo dalle donne, ma anche dagli uomini e dai bambini. Uno dei talismani più potenti sono considerati i gioielli con disegno a rombi “bies harah”, cioè, “con cinque occhi”.

I cucchiai dei ciukci

Nella maggioranza dei casi, per scacciare gli spiriti, i ciukci svolgono un atto di sacrificio. Tuttavia, nelle situazioni della vita quotidiana usano anche un altro “metodo”: prendono un cucchiaio e lo battono forte sui mobili di legno. I ciukci credono che il forte rumore sia una protezione valida contro gli ospiti sgraditi.

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L’acciaio e i sassi dei tatari

Per proteggersi dalle forze oscure,  i tatari usano spesso delle pietre di vario tipo, ma preferiscono la corniola. Per poter diventare un amuleto, il sasso deve avere la forma di una freccia.

Credono anche che ogni oggetto d’acciaio, messo sotto il cuscino, protegga dagli spiriti del male. Questa magia si usava soprattutto per proteggere i bambini e le donne che stavano per partorire.

Peperoncini e aglio dei baschiri

Per scongiurare il male, i baschiri oltre ai triangoli di cui sopra usano anche peperoncini e aglio, fissandoli sopra la porta d’ingresso dentro la casa. Fuori, invece, occorre attaccare alla porta un ferro di cavallo o mettere un chiodo sotto gli assi della soglia.

Il falò e l’ariete degli evenchi

Gli evenchi, come anche molte altre piccole etnie del Nord, nei loro rituali usano il fuoco. Il più delle volte si accendeva un piccolo falò e agli spiriti venivano sacrificati diversi prodotti, a seconda dello scopo. Per esempio, per pulire la propria anima, sul fuoco bisognava versare della vodka; per rabbonire gli spiriti, gli si offriva della carne (particolarmente gradita era la carne di renna, ma siccome era abbastanza rara, agli spiriti si offriva quella di pecora). Oggi, però, gli evenchi non uccidono quasi mai l’animale sacrificato: al montone, scelto per il sacrificio, si mettono dei paramenti rituali e l’animale viene rilasciato nella foresta.

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