Cinque splendide vittorie con record degli sportivi russi alle Paralimpiadi di Tokyo

Russia Beyond (Foto: Lintao Zhang, Dean Mouhtaropoulos, Kiyoshi Ota/Getty Images)
Gli atleti di Mosca si sono aggiudicati 118 medaglie. Ecco alcune delle loro straordinarie storie

Questi atleti paralimpici russi, alcuni senza braccia e gambe, alcuni con paralisi cerebrale, altri con disabilità intellettive, non solo hanno vinto medaglie a Tokyo (il Comitato Paralimpico russo ha chiuso con il quarto posto nel medagliere: con 36 ori, 33 argenti e 49 bronzi), ma hanno anche stabilito diversi record mondiali e olimpici. Nel congratularci con tutti i paralimpici per i loro successi, raccontiamo le storie di alcuni di loro.

1 / Dmitrij Safronov. Due record nella corsa tra atleti con disabilità muscoloscheletriche nei 100 e 200 metri

Da bambino, Dmitrij Safronov, un atleta di 25 anni con paralisi cerebrale originario della regione di Nizhnij Novgorod, muoveva i passi con grande difficoltà. Nonostante la diagnosi, sua madre, Elena Safronova, ha portato il ragazzo al campo di atletica e, secondo lei, lo sport lo ha aiutato ad adattarsi alla società e a superare molte difficoltà.

Già nel 2013 e nel 2014 aveva vinto l’oro sia nei 100 che nei 200 metri piani T35 rispettivamente ai Mondiali e agli Europei paralimpici, successi ripetuti anche nelle edizioni successive dove è sempre andato a medaglia. Alle Paralimpiadi di Tokyo 2020, ha vinto due medaglie d’oro nella corsa tra atleti con difficoltà di coordinazione, sia nei 100 che nei 200 metri, e in entrambi i casi ha stabilito record mondiali (11”39 e 23”00).

“È tutto annebbiato. Ricordo solo l’inizio, come ho ripreso l’atleta ucraino dopo lo start, l’uscita dalla curva e l’arrivo, quando mi sono accorto che non c’era nessuno accanto a me, e ho alzato le mani per il trionfo. Ma per me è sempre così: ti concentri sul tuo obiettivo fino al traguardo, e non pensi ad altro. E al traguardo, gioia, orgoglio, il fatto di aver riconquistato il record del mondo e che lì ci sia scritto il mio cognome”, ha detto Safronov dopo la seconda vittoria in un’intervista alla Tass.

2 / Mikhail Astashov. Record mondiale nel ciclismo per atleti con disabilità muscoloscheletriche

Mikhail Astashov è nato senza braccia e senza gambe. I suoi genitori lo hanno abbandonato, per i primi quattro anni ha vissuto in un orfanatrofio in Buriazia, e poi in un centro di riabilitazione. Quando ha compiuto 16 anni, i genitori lo hanno ufficialmente ripreso con sé. Per qualche tempo ha vissuto con loro in Buriazia e, nel 2016, si è trasferito a Ekaterinburg per allenarsi con l’allenatore di triathlon Vladimir Alypov. A quel tempo, Astashov nuotava da diversi anni e giocava a badminton e a pallavolo.

Nel 2018, l’atleta ha vinto la competizione internazionale di paratriathlon IRONSTAR. Si è anche aggiudicato ripetutamente la Coppa di Russia tra le persone con disabilità nel nuoto a rana sui 100 metri, nonché la Coppa di paratriathlon russa.

Nel 2020 Astashov ha lavorato per un giorno come corriere per la consegna di cibo. Si muoveva con le protesi e in questo modo voleva superare la paura di incontrare nuove persone, oltre a sfidare i pregiudizi legati alla disabilità.

“Quando cammino per strada, le persone spesso mi indicano. Volevo dimostrare che non sono ‘limitato’, che posso lavorare dove voglio e con chi voglio”, ha detto Astashov in un’intervista al portale e1.ru.

Nel maggio 2021, Astashov ha vinto il campionato russo di ciclismo per persone con disabilità e alle Paralimpiadi di Tokyo si è aggiudicato due medaglie d’oro: prima nell’inseguimento 3000 metri, stabilendo il record mondiale, e poi nella corsa a cronometro di 16 km.

“Sono immensamente grato a Dio, alla famiglia, a tutti coloro che non sono indifferenti e a tutto ciò che mi è successo sulla strada per queste medaglie. […] Cercherò di ispirare altre persone e di essere ispirato da tutto e tutti nel mio percorso di vita. Perché gli eroi sono tra noi e chiunque può diventarlo”, ha detto Astashov.

3 / Evgenij Torsunov. Record paralimpico nel salto in lungo tra gli atleti con disabilità muscoloscheletriche

Evgenij Torsunov è nato nella regione di Perm nel 1990 con una diagnosi di paralisi cerebrale infantile. Appassionato di tecnologia informatica fin dalla giovane età, nel 2014 si è laureato all’Università di Perm in sicurezza informatica. Un anno prima aveva iniziato a praticare l’atletica leggera e presto ha preso parte a gare per persone con disturbi muscoloscheletrici.

Torsunov è due volte campione del mondo, e ha anche messo al collo medaglie d’argento e di bronzo ai campionati internazionali. Nel giugno 2016, l’atleta aveva stabilito il record del mondo saltando 5,93 metri di lunghezza. A Tokyo nel salto in lungo, ha stabilito il nuovo record paralimpico, saltando 5,76 metri.

“Sono molto contento di aver vinto oggi, sono proprio felice! […] Questo è il risultato del nostro lavoro con l’allenatore, è un merito condiviso”, ha detto Torsunov dopo la vittoria.

4 / Valerija Shabalina. Record mondiale nei 100 metri di nuoto per donne con disabilità intellettiva

Valeria Shabalina, 26 anni, di Cheljabinsk, nonostante diverse diagnosi gravi, e con uno sviluppo intellettuale compromesso, è stata impegnata nel pattinaggio artistico e nella ginnastica ritmica fin dall’età di cinque anni. All’età di sette anni, i medici le consigliarono di andare a nuotare per alleviare i crampi ai muscoli delle gambe. Di conseguenza, quella riabilitazione è diventata la passione principale della sua vita.

Nel 2015, Shabalina era già due volte campionessa del mondo e tre volte campionessa europea. A Tokyo, la ragazza ha vinto tre medaglie d’oro: nei 100 metri farfalla, nei 200 metri stile libero e nei 200 metri misti, e si è messa al collo anche la medaglia d’argento dei 100 metri dorso. Già nella prima gara a farfalla, Valeria ha stabilito il record mondiale, con il tempo 63,59 secondi.

“Posso darmi un bel dieci per questo torneo. La gara più difficile? Quella dei 200 metri misti. C’erano rivali molto seri, ma li ho battuti”, si è rallegrata l’atleta dopo la vittoria.

5 / Denis Gnezdilov. Due record mondiali nel getto del peso tra atleti non superiori a 130 cm

A differenza di altri atleti, il trentaquattrenne Denis Gnezdilov ha iniziato a praticare sport non nell’infanzia, ma solo all’età di 19 anni. Il futuro campione lavorava al face control di una delle discoteche di Sochi. Ma amava il powerlifting, e ha lasciato il lavoro per dedicare più tempo allo sport. Grazie a un suo amico, ha incontrato il celebre allenatore russo Nikolaj Kolodko. Si è impegnato ad allenare l’atleta nel powerlifting, ma dopo gare senza successo ha spostato Denis al getto del peso.

Denis è diventato più volte campione della Russia e nel 2019 ha preso l’oro al Campionato del Mondo.

Alle Paralimpiadi, al suo primo tentativo, Gnezdilov ha già stabilito un record mondiale, spingendo la sfera a 11,02 metri di distanza. Prima dell’ultimo tentativo, è stato quasi sconfitto dal rappresentante della squadra nazionale irachena Garra Tnayash, che ha raggiunto gli 11,15 metri. Tuttavia, alla fine, Gnezdilov è riuscito a ottenere il risultato di 11,16 metri, aggiornando così il record mondiale e vincendo la medaglia d’oro.

“Non dirò certo di aver fatto l’ultimo tentativo in modo tecnicamente perfetto, ho solo spinto più che potevo la sfera, e poi ho pure urlato a squarciagola. […] Ogni giorno, prima di andare a letto, mi dicevo: ‘Sei un campione, andrai a prendere l’oro’. Me lo sono anche scritto sul taccuino”, ha confessato Gnezdilov in un’intervista alla Tass.

In futuro, l’atleta prevede di continuare la carriera sportiva e di partecipare ai Giochi Paralimpici estivi di Parigi nel 2024.

“Dobbiamo lavorare di più, non mi rilasso. Ho 34 anni, ma me ne sento 25, mi tengo in forma, lavoro su me stesso. E sì, andrò a Parigi”, ha detto.


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