Sette eco-brand russi di moda che producono pezzi unici davvero interessanti (FOTO)

Forgetmenot.archive; Dog Rose
Un cardigan elegante con la tela di un vecchio divano? Una camicia ricavata da vecchie tende? Con il riuso e la fusione tra fashion e arte contemporanea, questi stilisti stanno innovando e realizzano capi degni di un museo

RigRaiser

Questo marchio, che combina moda, arte contemporanea e rispetto per l’ambiente, è stato fondato da Anna Lekontseva, diplomatasi alla Startup Academy di Skolkovo nel 2019. Compra vestiti da negozi di seconda mano e poi ne fa letteralmente un’opera d’arte. Ogni capo di questo brand è una collaborazione con artisti contemporanei, in esemplare unico.

All’inizio, la Galleria di Arte Moderna ha aiutato Anna a trovare artisti, ma ora sono loro stessi a chiedere di entrare a far parte del progetto.

“Il capo viene commercializzato con il marchio RigRaiser, ma su tutte le etichette indichiamo il nome dell’artista, ovunque diciamo chi ha realizzato questi vestiti. Tutti i nostri prodotti, come un dipinto, hanno un concept, un messaggio, una storia”, afferma Lekontseva. Storia che può essere letta usando il QR code sui vestiti.

Dog Rose

Il marchio moscovita “Dog Rose” (nome inglese della“rosa canina”) crea, con lavorazione a mano, capi nuovi da scarti di molti altri. La tendenza della moda per la stratificazione negli abiti è diventata la loro tecnica riconoscibile: gli abiti del marchio sono pezzi di maglioni assortiti, camicie, magliette e felpe cucite insieme.

Potete scegliere una felpa già pronta sul profilo Instagram del brand, oppure portare le vostre cose affinché gli stilisti diano loro una nuova vita.

Tutto questo è fatto nelle migliori tradizioni del “Vetements” del primo periodo, ma costa meno di 6 mila rubli (67 euro).

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2.0

Il team di Ekaterinburg di stilisti eco-compatibili “2.0” crea cose uniche, flirtando con temi post-apocalittici.

Hanno presentato la loro prima collezione nell’ex villaggio minerario di Karabash, nella regione di Cheljabinsk. Nonostante il fatto che il villaggio si trovi nel mezzo degli Urali e di una magnifica foresta, questo è uno dei luoghi più inquinati al mondo.

Essendo in una regione problematica dal punto di vista ambientale, gli autori del marchio si sono concentrati sul riciclaggio e al tempo stesso hanno fatto affidamento sul design. Da un esperimento con vernici e colori, è stato ottenuto un vero e proprio streetwear con un richiamo all’industria della moda globale.

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SŒURS

Il progetto SŒURS, di Nizhnij Novgorod, realizza camicie, abiti e gonne da tessuti vintage. La designer Irina Shubintseva nel suo lavoro utilizza non solo tagli di vecchi tessuti, ma anche tende, copriletti, tovaglie, rivestimenti di mobili e persino fodere per materassi.

Tra i suoi modelli ci sono, ad esempio, una maglietta in tessuto delle Olimpiadi del 1980 o una sciarpa realizzata con una bandiera scozzese.

Irina va in cerca di materiali nei mercatini delle pulci o compra abiti da chi conserva ancora negli armadi vecchie cose di nonni e bisnonne. Le macchie e i segni del vintage non la infastidiscono, “questo fa parte della vita e della storia del tessuto”, dice.

Stenosis

Altro marchio che si è affidato all’arte contemporanea, Stenosis è stato fondato nel 2017 da amici di Kirov. Hanno deciso di considerare ogni capo di vestiario non come un bene materiale, ma come un oggetto da esposizione, con l’unica eccezione che sarà “esposto” al pubblico indosso a qualcuno, e non in un museo.

Tutti i loro articoli esistono in un’unica copia: dai jeans fatti con un patchkwork di denim differenti a una felpa con le maniche di una camicia, a giacche cyberpunk.

Forgetmenot.archive

Il marchio ha cappelli in tela ricavata da camicie, borse da donna con moschettoni da arrampicata e un’impressionante collezione di passamontagna lavorati a maglia.

Ma la principale caratteristica distintiva di Forgetmenot.archive è la presentazione, dalla campagna pubblicitaria fino alla consegna a domicilio: avete mai ricevuto un pacco da un negozio di abbigliamento in una scatola di frutta o per le uova?

Masstak

Questo è un marchio audace che non ha paura di sperimentare con i materiali. Ecco così un berretto con un apribottiglie sulla visiera, una gonna fatta di sciarpe di squadre di calcio o dei jeans Calvin Klein rielaborati al laser: Masstak fa anche cose al confine tra arte e street fashion, senza aver paura di giocare con i loghi dei giganti della moda del mondo. Quanto costeranno i jeans che hanno come toppa un pezzo di sciarpa Louis Vuitton?


Sette brillanti esempi di come gli stilisti stanno rielaborando l’abbigliamento tradizionale russo 

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