Perché la motocicletta russa Ural va a ruba in tutti i Paesi tranne che in Russia?

10 agosto 2019, il presidente russo Vladimir Putin, in sella a una moto Ural, partecipa a un incontro internazionale organizzato dal club di motociclisti “I lupi della notte” a Sebastopoli

10 agosto 2019, il presidente russo Vladimir Putin, in sella a una moto Ural, partecipa a un incontro internazionale organizzato dal club di motociclisti “I lupi della notte” a Sebastopoli

Aleksej Druzhinin/Sputnik
Potrete vedere in sella a questa moto Brad Pitt o il cantante degli Aerosmith Steven Tyler e tante altre star occidentali, ma è difficile vederne sfrecciare una laddove viene prodotta. Colpa del prezzo e dei nostalgici della “vera Ural”, quella sovietica

Su una strada da qualche parte in California, una motocicletta color rosso vivo sfreccia, come se uscisse dallo schermo di un romantico film rétro. Dietro al manubrio c’è un omone dalla barba lunga. Sul sidecar accanto, c’è Gracie, senza casco, ma con indosso degli occhiali da sci. Gracie ha già 8 anni, quindi se ne sta ben ferma, seduta al suo posto.

“Allora, Gracie, vuoi volare?”, chiede l’uomo, e la motocicletta inizia a viaggiare solo sulle ruote laterali per pochi secondi. Gracie all’inizio è spaventata, ma dopo un paio di secondi sembra felice.

È così che un esemplare di Australian Shepherd di 8 anni, Gracie, va in giro a bordo di una Ural, la motocicletta russa più famosa nel mondo.

Una storia che parte dalle moto militari

I residenti di Irbit, una piccola città nella Regione di Sverdlovsk, 200 chilometri a nordest di Ekaterinburg, fondata nel 1631, hanno sempre avuto da fare: fin quasi dalla sua fondazione, in città si tenevano fiere. Negli anni Trenta, Irbit iniziò a trasformarsi da città commerciale in città industriale: vi venne aperto prima un impianto per la produzione di mattoni, e successivamente un impianto per la produzione di macchine per l’estrazione della torba.

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Durante la Grande Guerra Patriottica (la Seconda guerra mondiale), fu evacuata a Irbit una fabbrica di motociclette che in precedenza aveva sede a Mosca. Venne riorganizzata nei locali di un birrificio.

“Il primo treno con i macchinari è arrivato il 21 novembre 1941, e già il 25 febbraio 1942, il primo lotto di motociclette prodotte lasciava Irbit”, ha raccontato Aleksandr Bulanov, direttore del Museo Statale della Motocicletta di Irbit in un’intervista alla Tass. Durante gli anni della guerra, a Irbit furono prodotte più di 9 mila motociclette. Inizialmente erano utilizzate dai militari, e il modello si chiamava M-72. Il nuovo nome “Uràl”, in onore della vasta vasta regione geografica russa dei Monti Uràli, dove si trova Irbit, fu inventato solo nel 1962, ma fu con questo nome che la moto divenne poi riconoscibile in Unione Sovietica e ben oltre i suoi confini.

La Fabbrica di Motociclette di Irbit dove viene prodotta la Ural

Fino all’inizio degli anni Novanta, l’impianto produceva con successo 130 mila motociclette all’anno per i cittadini sovietici e l’azienda dava lavoro a circa 10 mila persone. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, l’impianto subì una profonda crisi, cambiò più volte nome e all’inizio del XXI secolo è fallito.

“Kakha [Kakha Bendukidze, l’ex proprietario dello stabilimento, che lo aveva acquisito nel 1998, ndr] decise di vendere, e gli unici interessati erano gli allora top manager dello stabilimento: io e i miei colleghi Vadim Trjapichkin e Dmitrij Lebedinskij”, ha raccontato in un’intervista ad “Afisha Daily” Ilja Khait, uno degli attuali comproprietari dell’impianto.

Le “Ural” da esportazione

Nel 2006, i nuovi proprietari fecero riprendere la produzione e nello stesso anno produssero già 1.755 motociclette, tutte per l’esportazione: in Giappone, Stati Uniti, Europa, Canada e Australia.

“Ci siamo subito resi conto che il mercato russo non era molto promettente per questo tipo di mezzi, e noi volevamo competere con i marchi globali. Ma per questo è stato necessario cambiare quasi completamente il processo di produzione. Nella moderna Ural non c’è un solo pezzo della vecchia motocicletta. È pensata per le necessità del mercato estero”, ha spiegato Khait.

Un operaio della fabbrica di motociclette di Irbit durante la fase di assemblaggio di una Ural

“Nello stabilimento, i dipendenti producono parti della carrozzeria, del telaio e del motore”, afferma Vladimir Kurmachev, direttore esecutivo dell’IMZ (“ИМЗ”; “Irbitskij Mototsikletnyj zavod”; ossia “Fabbrica di Motociclette di Irbit”). Freni, ingranaggi del cambio e altre parti vengono invece acquistati all’estero.

Anche i volumi di assemblaggio di Ural sono notevolmente diminuiti. Oggi lo stabilimento dà lavoro a 150 persone, che assemblano 5-6 moto al giorno, tutte su ordinazione.

Ural City 2021

Lo stabilimento produce due modelli di moto classiche: Ural City e Gear Up. L’azienda, inoltre, rilascia annualmente collezioni limitate dei suoi bolidi, ad esempio una Ural del colore del Lago Bajkal, una color deserto, e motociclette in collaborazione con il marchio Yamal.

La City ha una cilindrata di 745 cc, una potenza di 41 CV, un’autonomia fino a 260 km, la velocità massima consigliata è di 110 km/h. La moto viene venduta con una sola ruota motrice (posteriore).

Ural GEAR UP 2021

Il Gear Up ha quasi le stesse caratteristiche. Cambiano le dimensioni delle ruote (la City ha un cerchio di 18 pollici, la Gear Up di 19). Ma è ancora considerato il modello di punta, poiché è l’unica moto a trazione integrale al mondo: su richiesta del cliente, la trasmissione può essere collegata a un sidecar durante l’assemblaggio in fabbrica, il che rende la moto un’opzione ideale per il fuoristrada.

Ural Bajkal, prodotta in quantità limitate nel 2017

La City costa 821 mila rubli (8.900 euro), la Gear Up 962 mila rubli (10.455 euro).

Popolarità in giro per il mondo

In totale, la “Ural” ha 4 rivenditori in Russia e circa 50 negli Stati Uniti. Nel 2010, i paparazzi hanno immortalato l’attore Brad Pitt e il cantante degli Aerosmith Steven Tyler in sella alle loro Ural.

Secondo Vladimir Kurmachev, anche l’attore scozzese Ewan McGregor, che ha interpretato il Cavaliere Jedi Obi-Wan Kenobi in “Star Wars”, ha due motociclette Ural, con e senza sidecar.

Brad Pitt & Pax Take A Ride On His Ural Tourist Motorcycle (December 31, 2011)

Опубликовано Ural Motorcycles Thailand Понедельник, 25 августа 2014 г.

“Il 99% delle nostre motociclette viene esportato, [nel 2019] abbiamo venduto solo 45 moto in Russia. In totale, in media, produciamo 1.200 moto all’anno”, ha detto Kurmachev.

Secondo lui, il motivo della popolarità della moto russa è il suo design insolito.

“Andando all’Eicma, il Salone del ciclo e motociclo che si tiene ogni due anni a Milano […] se dovessero rimuovere le etichette con la marca dalle motociclette, una persona non del settore difficilmente sarebbe in grado di dire che moto ha davanti. Solo l’Ural è sempre riconoscibile”, ha detto Kurmachev in un’intervista al canale televisivo “Rossija 24” nel 2017.

“All’estero, Ural è popolare proprio per il sidecar, che può essere tolto se lo si desidera”, afferma il comproprietario della produzione Ilja Khait.

“L’età media del proprietario delle nostre moto è ora di 50-53 anni. Di norma, le acquistano motociclisti già esperti che hanno scoperto un mezzo di trasporto così unico come una motocicletta con sidecar. l’Ural si distingue per il rapporto tra guidatore e passeggero. Questo è un viaggio che condividi con qualcuno”, spiega Khait.

In Russia, la moto ha poco mercato a causa del costo elevato, nonché a causa dei fan delle vecchie Ural sovietiche, che si oppongono a qualsiasi modifica, ha detto Khait.

“Le nuove Ural si adattano facilmente a qualsiasi esigenza”, secondo Khait, che racconta che a Parigi e Barcellona sulle moto del loro marchio conducono escursioni turistiche, mentre altrove i viaggiatori le usano per trasportare tavole da surf e attrezzatura da campeggio e uno dei caffè di San Pietroburgo ha ordinato una moto con macchina del caffè per vendere l’espresso in giro per la città direttamente dalla moto.

A giudicare dall’account ufficiale della Ural su Instagram, la moto è in grado di superare passi montani, canyon e deserti, per non parlare dei soliti fuoristrada e delle strade innevate. “La capacità di attraversare il Paese in qualsiasi condizione è un altro motivo per cui in America sono pronti a sborsare 10 mila dollari per una di queste moto”, afferma l’ottantenne Gene Langford, uno dei primi rivenditori Ural negli Stati Uniti.

“Le Ural possono essere guidate in inverno e in estate, anche in fuoristrada. Il sidecar può essere usato come un baule, oppure potete metterci i bambini o gli animali domestici. Così, le Ural risultano essere il mezzo di trasporto perfetto per l’avventura, e anche un mezzo che ha personalità, perché si vede raramente”, conclude Gene parlando a “Usa Really”.


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