“Big tits matter”: ecco la leader del movimento delle donne stufe dei commenti sul loro seno extra

@tonyamilk
Antonina Davydova ha, come dice lei, “spiccate caratteristiche biologiche”. Per questo, da anni deve sopportare gli sguardi, le battute e anche le critiche. Stanca della situazione, ha pubblicato una foto ironica, che l’ha fatta diventare popolarissima sul web

“Lasciamoci impregnare dallo spirito di tolleranza, compagni! Respiriamo l’aria dell’uguaglianza! Coloro che non rispettano lo ‘standard’ [di bellezza] non devono essere oppressi!”, con queste parole Antonina Davydova ha pubblicato nel giugno 2020 sul suo account Instagram una foto in cui innalza il cartello con la scritta “Big tits matter”; ossia “Le tette grandi contano”.

Antonina si è trasferita a Mosca dall’Ucraina nel 2013, e nella capitale russa è impegnata nella selezione e vendita di cosmetici per la cura della pelle e conduce anche consultazioni online sull’alimentazione. Allo stesso tempo, studia a distanza presso la Facoltà di Farmacia dell’Università Ucraina di Medicina, e nel tempo libero scrive testi per spettacoli comici.

Racconta che l’idea di scattare una foto del genere le è venuta durante una discussione con gli amici sul movimento di protesta “Black lives matter”.

“Siamo giunti alla conclusione che tutte le persone con notevoli differenze rispetto alla media degli altri (che si tratti del colore della pelle, dell’orientamento sessuale o dell’aspetto) cadono immediatamente sotto la mannaia del giudizio sociale. Infatti, in questo contesto, ci siamo resi conto che anche le mie ‘spiccate caratteristiche biologiche’ [un seno visibilmente prosperoso, ndr] sono un fattore scatenante per le persone”.

“Gli amici mi hanno scherzosamente identificata come le fondatrice di un movimento alternativo per i diritti delle donne geneticamente ‘dotate’. È così che è nato questo post”, ricorda Antonina.

Il post era destinato esclusivamente al pubblico di lingua russa e non aveva intenzione di ironizzare sulle proteste di tipo razziale negli Stati Uniti. Tuttavia, la foto è diventata popolare per la prima volta su forum stranieri, in particolare su 9GAG e Reddit.

“A giugno, ho notato l’interesse per il post da parte di comunità online americane, umoristiche e politiche, su Facebook e Twitter, tutte in inglese. Ho fatto il botto. Tutti scrivevano cose tipo: ‘Oh, finalmente, una protesta che sono pronto a sostenere’”, racconta la Davydova.

Secondo lei, anche alcune donne nere hanno preso bene la battuta: hanno ripubblicato la foto e taggato i loro amici in modo che “si unissero al movimento”.

Mentre si avvicinava agosto, il meme ha iniziato a diffondersi sull’internet russo, “ed è stato allora che gli utenti di lingua russa hanno iniziato a scrivere commenti negativi sulla foto”, racconta la ragazza.

“La maggior parte degli utenti di lingua russa hanno scritto che facevo la pr del mio seno, ed ero alla ricerca di uno sponsor. Alcuni mi hanno paragonata a una vacca, hanno predetto che i miei seni sarebbero diventati cadenti con la vecchiaia, e alla fine hanno dichiarato che era una protesta assurda e che nessuno opprime le donne con le tette grandi”, racconta Antonina.

Nonostante il movimento Big tits Matter sia stato concepito esclusivamente come un meme scherzoso, molte donne nella vita provano effettivamente disagio a causa del seno grande, di questo Antonina ne è certa.

“Il più delle volte, quando mi vedono con una maglietta normale, gli uomini mi fischiano dietro, flirtano, i passanti puntano il dito, dicendo ‘guarda cosa ha lì’ o ‘è pronta per la mungitura’. Le donne anziane fanno commenti di rimprovero: ‘Tesoro, beh, non ti vergogni a metterle così in mostra?’. A volte le persone, passando, ridono a crepapelle. Per questo motivo, cammino sempre con gli AirPods alle orecchie”, spiega.

A causa di queste reazioni, Antonina ha indossato abiti larghi per anni, e gli amici le chiedevano spesso, scherzando, se si fosse fatta suora. Ora la ragazza ha imparato a indossare abiti attillati, anche se non ha fatto il callo a scherzi e commenti osceni da parte dei passanti.

Però ora Antonina cerca di non offendersi per i commenti negativi: secondo lei, la maggior parte delle persone pensa semplicemente per stereotipi, e per questo sorgono associazioni spiacevoli in relazione alla sua persona. Inoltre, “in Russia e nei Paesi dell’ex Urss molti mantengono la mentalità sovietica, che instilla vergogna a tutti coloro che si distinguono dalla massa”, Davydova ne è sicura.

Sembra che l’ironia la aiuti in ogni situazione.

“Per quanto mi riguarda, scherzo dicendo che il mio corpo è frutto delle macchinazioni del diavolo. In primo luogo, qualsiasi cosa io indossi sembra peccaminosa, ammetto che è vero. In secondo luogo, il mio corpo rende le persone intolleranti, specialmente su Internet. Beh, in generale, mi ha detto bene di essere nata al giorno d’oggi, nei tempi antichi sarei potuta essere scambiata per una strega e bruciata”, scherza la studentessa di farmacia.


Black Lives Matter: le ragioni storiche che spingono i russi a non inginocchiarsi 

Per utilizzare i materiali di Russia Beyond è obbligatorio indicare il link al pezzo originale

Scoprite le altre entusiasmanti storie e i video sulla pagina Facebook di Russia Beyond

Questo sito utilizza cookie. Clicca qui per saperne di più

Accetta cookie