Russia, gli alunni sono tornati a scuola nonostante il Covid, ma i dubbi sul futuro non mancano

Vyacheslav Prokofyev/TASS
Il 1º settembre è suonata la prima campanella, come da tradizione. Le regole sono stringenti, tra ingressi scaglionati e sanificazioni, ma restano difficoltà logistiche per i genitori e incertezze sulla gestione di una eventuale seconda ondata epidemica

Un orario per l’utilizzo delle scale e ingressi scaglionati negli edifici scolastici. Con queste misure anti-Covid, le scuole in Russia hanno aperto il 1º settembre, come da tradizione. 

“Ieri ho partecipato a una riunione dei genitori su Zoom. Sembrava di guardare un film. Un incrocio tra una commedia dell’assurdo di Woody Allen e un un film di serie B di quelli disastrosi degli anni Novanta. Di quelli che quando scorrono i titoli di coda, capisci di non aver capito niente”, ha scritto il giornalista Roman sulla sua pagina Facebook, e ha ottenuto oltre 8.600 “Mi piace”, evidentemente da genitori come lui, che hanno dovuto partecipare a simili riunioni su Zoom per cercare di comprendere le nuove regole.

Poco più di un mese fa, i genitori in Russia non sapevano neppure se i loro figli sarebbero tornati o meno a scuola. Si parlava di una seconda possibile ondata della pandemia, e tutti i piani del ministero dell’Istruzione sembravano essere in bilico. La gente cercava indizi di qualsiasi tipo per indovinare cosa sarebbe potuto accadere: “Brutto segno. Il preside ci ha chiesto se qualcuno dei bambini abbia bisogno degli i-Pad”, scriveva, per esempio, una madre preoccupata.

Ma il 27 luglio le autorità hanno confermato che il 1° settembre i bambini sarebbero tornati a scuola e che la didattica a distanza non era mai stata presa in considerazione come opzione, nonostante la minaccia del coronavirus. Per permettere il rientro in aula sono state introdotte nuove regole.

“Le scale sono utilizzabili una classe alla volta”

Secondo le regole, i bambini di classi diverse ora arriveranno a scuola e inizieranno le lezioni in orari diversi, e allo stesso modo avranno periodi di ricreazione separati. Ogni classe avrà un’aula assegnata dove si svolgeranno tutte le lezioni (eccetto chimica ed educazione fisica). Solo gli insegnanti potranno passare da una classe all’altra. Di conseguenza, i bambini essenzialmente non potranno incontrare alunni di altre classi.

Secondo alcuni genitori, al fine di evitare l’affollamento dei bambini, alcune scuole hanno persino introdotto l’uso programmato delle scale della scuola: classi diverse possono utilizzarle in orari diversi. Inoltre, dove possibile, devono essere utilizzate porte differenti per entrare a scuola.

Ma per chi ha figli in scuole diverse, rispettare le misure anti-Covid diventa un’impresa difficile da realizzare. “La questione mi preoccupa da una settimana, ormai. Leva e Jasha frequentano scuole diverse. Entrambe le scuole hanno fasce orarie anti-Covid di 15 minuti durante le quali puoi entrare nell’edificio scolastico. Non puoi farlo prima della fascia oraria. E non puoi farlo dopo. Ci sono 15 minuti tra lo slot di Leva e quello di Jasha. Ma una scuola è vicino a Mendeleevskaja [stazione della metropolitana, ndr] e l’altra a Sportivnaja [stazione della metropolitana, in una parte diversa di Mosca Il trasferimento richiede almeno 21 minuti in treno, secondo il servizio Yandex Metro, ndr]. La domanda è: PERCHÉ CI FATE QUESTO?”, ha scritto su Facebook il social media manager Ilja Krasilshchik.

L’isolamento forzato dei bambini ha avuto un risvolto negativo soprattutto sulle attività extrascolastiche: le scuole hanno dovuto cancellare tutti i circoli del doposcuola. E per alcune scuole di Mosca, secondo il sito web “The Bell”, i corsi preparatori per gli alunni erano una fondamentale fonte di reddito.

Allo stesso tempo, nelle scuole russe non ci sarà un regime obbligatorio di mascherina. I bambini possono non indossarle. Per quanto riguarda gli insegnanti, sono tenuti a indossarle nei corridoi della scuola e nelle mense, ma sta a loro decidere se vogliono indossarle in classe. Come ha detto il presidente russo Vladimir Putin: “Non è facile per gli insegnanti. Dobbiamo capirli. Sarebbe forse facile se fossimo seduti qui a parlare indossando una mascherina? Dopo dieci minuti saremmo già a disagio”.

Tutte le altre misure precauzionali sono state rafforzate nelle scuole, come i controlli della temperatura all’arrivo, la sanificazione obbligatoria dei locali durante le pause, la disponibilità di disinfettante per le mani su tutti i piani, il trattamento delle stoviglie della mensa, dei bagni, ecc.

Per quanto riguarda i test per il Covid-19, insegnanti e personale scolastico sono stati tutti sottoposti ai tamponi obbligatori. I bambini non sono stati testati per il coronavirus e i genitori dovrebbero farli testare autonomamente se dovessero presentarsi sintomi sospetti. Non si parla ancora neanche di vaccinazioni. Ove possibile, il primo vaccino russo registrato, “Sputnik V”, verrà somministrato prima agli insegnanti anziani. Secondo il ministro della Salute Mikhail Murashko, quest’anno i bambini non saranno sicuramente vaccinati contro il Covid.

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Il fallimento della didattica a distanza

“Siamo isolati da cinque mesi (mio marito è in una categoria a rischio). È spaventoso mandare nostro figlio a scuola il 1° settembre. Sto valutando varie opzioni, tra cui concordare con il direttore di istituto di consentire a nostro figlio di restare a casa per almeno il primo trimestre dell’anno scolastico. Nel peggiore dei casi, significherebbe didattica a distanza in modo permanente”, scrive una donna su un forum di mamme. Sì, le chat room dei genitori stanno esplodendo, e le scuole stesse non sanno come osservare tutte le raccomandazioni, anche se le persone che non vogliono mandare i loro figli a scuola sono in schiacciante minoranza.

In un’intervista al sito di notizie “The Bell”, un funzionario federale dell’istruzione afferma che le autorità capiscono che sia i genitori che i bambini vogliono tornare a scuola, e nessuno ha mai seriamente considerato la possibilità di non tornare in classe questo autunno. Ciò è particolarmente vero in considerazione del fatto che l’esperienza di trasferire le scuole russe all’insegnamento online all’inizio della pandemia, in primavera, è stata un completo fiasco: il sistema educativo russo si è dimostrato del tutto impreparato al passaggio digitale.

Alla Russia manca un’unica risorsa per la didattica a distanza, quindi il ministero dell’Istruzione ha semplicemente stilato un elenco di servizi Internet consigliati e ha chiesto alle scuole di risolvere da sole i problemi. Di conseguenza, il contenuto di queste piattaforme è stato oggetto di critiche massicce e la versione russa della cosiddetta “didattica a distanza” ha finito per essere una pallida imitazione del lavoro in aula tramite disordinate sessioni collettive su Zoom. Non c’erano lezioni online che potevano essere visualizzate in registrazione o seguite indipendentemente; e i metodi di apprendimento offline si sono rivelati completamente inappropriati per il lavoro online.

Le cose non sono state aiutate dalle continue interruzioni della linea, dagli scherzi degli alunni, e da qualcosa di così fondamentale come l’assenza di attrezzature adeguate in tante famiglie. Secondo i dati del Servizio statistico federale russo (Rosstat) per il 2018 (dati più recenti non sono disponibili) solo il 72,4 per cento delle famiglie russe possiede un computer. Con l’inizio della didattica a distanza, in alcuni villaggi remoti non collegati a Internet, gli alunni ricevevano i compiti tramite il servizio postale ordinario. Per questo motivo, il ministero ha persino chiesto alle regioni con i peggiori tassi di infezione da Covid-19 di terminare l’anno scolastico in anticipo per le classi dalla prima all’ottava.

Non è chiaro per il momento cosa succederà in questo anno scolastico se dovesse arrivare una seconda ondata di Covid-19. I funzionari statali dicono che si stanno prendendo in considerazione varie opzioni (inclusa la didattica a distanza che ora tutti sono così intenzionati a evitare). Per il momento, la procedura da seguire è che se il virus viene rilevato in un alunno, verrà messa in quarantena per due settimane la classe a cui appartiene e non l’intera scuola. Rimangono molte questioni aperte. “Come si possono mettere i bambini in quarantena senza includere i genitori? Cosa succederebbe se un insegnante si ammalasse? Siamo tutti in contatto, dopotutto”, si chiede un insegnante di scuola di Mosca, esprimendo le sue perplessità. Nei corridoi delle scuole quello che si sussurra è che le prime due settimane saranno cruciali. Successivamente, i funzionari statali esamineranno la situazione epidemiologica e decideranno il da farsi. E a quei genitori che decideranno di non mandare i loro figli a scuola verrà chiesto di risolvere la cosa direttamente con gli insegnanti, e di fare come ritengono opportuno”.


Marta, che lavora alla scuola italiana di Mosca: “Com’è cambiata la vita in Russia con il Covid” 

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