Dalla tigre al cobra: chi sono e come vivono i russi che hanno un animale selvatico in casa

Irina Khodulina
Dall’anno prossimo in Russia entrerà in vigore una nuova legge per regolamentare il possesso di esemplari pericolosi per l’uomo o per i quali la vita in appartamento può essere stressante. Finora però tante famiglie assomigliano a piccoli zoo. Ecco alcuni esempi

Dal gennaio 2020 entrerà in vigore in Russia la legge sul Trattamento responsabile degli animali. L’obiettivo è vietare che vengano tenute in casa 33 specie di animali “che possono essere pericolosi per i loro proprietari, nonché animali il cui habitat naturale differisce in modo significativo dalle condizioni domestiche in cui possono essere ospitati, il che può influire negativamente sulla loro salute o causarne la morte”. Tuttavia, il testo della legge mette altresì nero su bianco che se un tale esemplare è diventato di proprietà della persona prima del 1° gennaio 2020, il titolare ha il diritto di tenerlo fino alla sua morte naturale.

Abbiamo parlato con diversi proprietari di animali selvatici per scoprire se la vita con questi amici esotici è così complicata e pericolosa da giustificare un divieto tanto severo.

Ilja Gorjachev e la tigre Aurora – Saratov 

Ilja accolse Aurora quando aveva solo tre settimane su richiesta del direttore dello zoo, suo conoscente, per darle le cure necessarie, perché aveva un sacco di problemi di salute. “La madre di Aurora sembrava aver deciso che la cucciola era troppo malata per sopravvivere, e così aveva smesso di darle da mangiare. È normale in natura, dove i cuccioli di tigre deboli vengono persino mangiati dai parenti. Avevo esperienza nella cura dei gatti, quindi l’ho portata a casa. L’ho nutrita con un biberon, siamo andati dal veterinario, ho comprato le medicine, ecc. Aveva problemi con la glicemia alta che le aveva causato lo sviluppo di una cataratta, e iniziavano i primi segni del rachitismo, che avrebbe potuto ucciderla”, ricorda Ilja.

All’epoca non pensava certo che avrebbe tenuto la tigre con sé, ma in breve se ne innamorò, ed ecco che è già più di un anno e mezzo che convivono. Rispetto ad allora, si sono trasferiti in una casa più grande fuori città, dove offrono persino un rifugio temporaneo ad altri animali esotici.

“Non rinuncerò mai ad Aurora, per me è come una figlia. È triste che sia nata con così tanti problemi di salute, ma abbiamo quasi guarito tutto e sta crescendo. È bello vedere come si sviluppa, provo un vero orgoglio paterno.”

Nonostante pesi 100 kg e abbia un buon appetito (mangia 7 kg al giorno), Aurora è molto simile a un normale gatto domestico: dorme con Ilja e la sua ragazza nello stesso letto, ama giocare e reagisce con calma se entrano in casa altre persone.

Ilja riceve spesso domande da parte di persone che vorrebbero tenere una tigre a casa, ma cerca sempre di dissuaderle.

“Nell’allevare un simile animale ci sono molte difficoltà, specialmente per qualcuno che non è preparato. L’addestramento è totalmente differente da quello di un cane o di un gatto: per tenere una tigre a casa bisogna dedicarle molto tempo e attenzione. Aurora non viene mai lasciata incustodita, ci è abituata. Una volta l’abbiamo lasciata temporaneamente allo zoo (dovevamo andare via) e lei ha ruggito così tanto e senza sosta che le persone che vivevano nelle vicinanze non hanno potuto dormire fino al nostro ritorno! Ci sono state così tante lamentele che lo zoo ha rifiutato di prenderla di nuovo.”

Svetlana Gavrilina e la scimmia cappuccina Aleksa –Regione di Tula

Anche tenere una piccola e apparentemente innocua scimmia cappuccina sarà bandito dalla nuova legge. Come racconta Svetlana, che vive con un esemplare di questa scimmia nella città di Uzlovaja, nella regione di Tula, questi primati sono insolitamente forti, hanno denti incredibilmente affilati e un intelletto sviluppato, ed effettivamente possono causare gravi danni agli esseri umani se non educati correttamente.

Svetlana ha preso Aleksa circa un anno fa, a luglio 2018, dallo zoo di Saratov. La scimmia selvaggia aveva poco più di sei mesi. “I primi mesi che è stata con noi a casa sono stati i più difficili”, ricorda Svetlana.

“Si è gradualmente adattata alle nuove condizioni, ma è stata spesso aggressiva e, naturalmente, ha ‘restaurato’ la sua stanza: ha strappato la carta da parati, ha graffiato il soffitto, ha rotto il lampadario e le finestre e molto altro. Ma ero preparata a tutto questo.”

Ora Aleksa ha un anno e mezzo e ha il suo canale YouTube. Grazie alla sua rigorosa educazione e formazione, non ha più problemi comportamentali.

“Non vive in gabbia e si può muovere liberamente per l’appartamento. Ha molti giocattoli e si tiene sempre occupata. E, soprattutto, capisce la parola no”, afferma Svetlana. Aleksa va d’accordo con gli altri animali. Oltre a lei, Svetlana ha uno spitz tedesco, un piccolo scoiattolo e un’altra scimmia, un cebo nero, di nome Chipa, che si trova da lei perché ha bisogno di cure. “Aleksa ha accolto Chipa come una di famiglia, si prende cura di lei e la difende. A sua volta, Chipa si fida di Aleksa ed è serena quando è nei paraggi.”

Svetlana afferma che la cosa più importante quando si alleva una scimmia è mettersi a capo del branco: “Mantenere dei primati a casa non è facile. Sono come le persone, con il loro carattere e il loro istinto di base. In natura, vivono in gruppi con un leader assoluto. Una famiglia umana per loro è come un branco e faranno tutto il possibile per cercare di diventare il leader. Non puoi lasciarli prendere il potere!”.

Irina Khodulina e la lupa canadese Chara – Samara

La lupa canadese (Canis lupus lycaon) Chara è stata accolta dalla cinologa Irina cinque anni fa. “Chara è stata come una bambina non pianificata”. L’ho adottata a un’età molto tarda per un lupo, a due mesi anziché a due settimane. Ma è abbastanza singolare, in quanto non ha avuto paura delle persone fin dall’inizio. È una qualità innata che o ce l’hai o non ce l’hai”, afferma Irina. Sottolinea anche che Chara è stata molto autosufficiente sin da piccola.

“Quando l’ho vista per la prima volta, aveva un mese, ma a differenza di altri cuccioli, non mostrava alcun comportamento infantile. Era già una lupa, solo più piccola di statura.”

Secondo Irina, le principali differenze tra lupi e cani sono l’iperattività e la curiosità. I lupi devono capire come funziona quella o quell’altra cosa. “I cani accettano molte cose come ovvie, perché vivono con gli umani da secoli. Ma per i lupi (o per gli incroci tra lupo e cane) è tutto nuovo: anche una lavatrice in funzione può far entrare un lupo in stato di euforia. Possono sedersi e fissare l’oblò ruotare per almeno dieci minuti”, spiega. “Ho da anni un incrocio tra cane e lupo che ha dato vita a  una tradizione in casa mia. Ululava ogni volta che squillava il telefono. Ora ha insegnato a Chara a fare lo stesso, mentre lui ha smesso”.

Chara conosce più di 25 comandi e partecipa a programmi tv, videoclip, servizi fotografici e persino seminari di formazione. “Qual è la cosa principale nell’allevamento di un lupo? Devi essere presente 24 ore al giorno sette giorni su sette. E poi sono necessarie conoscenze scientifiche, un approccio professionale, pazienza e amore! ”

Feliks Bulatov e un coccodrillo, un pitone, due cobra, tre vipere… – Tjumen

Feliks si interessa agli animali insoliti fin dall’infanzia, quando per strada catturava scarabei, farfalle e persino serpenti e li portava a casa. “I miei genitori non me lo proibivano e non mi hanno mai neppure rimproverato. Anzi, a volte mi aiutavano a trovarli. Fin da piccolo, sognavo di possedere almeno un animale esotico. E poi a un certo punto il sogno è diventato realtà”, ricorda.

In varie occasioni, ha condiviso la sua casa con scarafaggi, ragni e persino lupi, che recentemente ha dato ad alcuni conoscenti, che hanno costruito per loro un enorme recinto ben attrezzato. Ora vive con un pitone da 40 kg, due cobra, tre vipere soffianti, un coccodrillo di 1,7 m di nome Rocky (ha 23 anni), un paio di tartarughe azzannatrici, un cane senza peli e alcuni pesci. È il cane che richiede più attenzione: per prendersi cura dei rettili bastano solo 10 ore al mese.

Tutti gli animali li ha comprati da vivai e sebbene alcuni siano piuttosto pericolosi, riconosce l’individualità e il carattere di ognuno. “Il pericolo deriva dal loro istinto naturale di proteggersi. Devi solo tenerlo a mente e rapportarti con serietà alla cosa, essendo consapevole delle potenziali conseguenze. Ho tutti i miei animali sotto controllo”, afferma il proprietario del mini-zoo.

“Proprio come facevano i miei genitori quando ero giovane, la mia famiglia mi sostiene, e io sono molto felice che il mio amore per gli animali esotici non interferisca in alcun modo con il mio lavoro o la mia vita personale”, si rallegra Feliks.

Come comprarsi un orso bruno o un altro animale selvatico in Russia 

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