La mafia russa messa a nudo: come si riconoscevano i criminali nei selvaggi anni ’90

Sergej Konkov/TASS
Nei turbolenti anni che seguirono il crollo dell’URSS, nel paese fiorirono losche attività di delinquenza. I boss mafiosi erano facilmente riconoscibili per alcuni segni identificativi: dal look ai tatuaggi, ecco quali erano i tratti distintivi di gangster e malviventi nella Russia post sovietica

Avevano tutti una giacca color cremisi

Per i criminali degli anni ’90 possedere una giacca color rosso acceso era sinonimo di prestigio: in quell’epoca, infatti, i russi non sapevano nulla - o quasi - di moda... e il colore brillante di un vestito, secondo loro, era indice di stile. 

Questo tipo di giacche, poi, proveniva dall’estero e si trattava perlopiù di capi rari e costosi per il mercato sovietico. Ecco che i leader criminali li indossavano a proposito, per sottolineare il loro status sociale di uomini ricchi, che potevano permettersi di sperperare soldi a destra e a manca. 

Indossavano vistosi anelli d’oro e grosse catene al collo

I boss criminali degli anni ’90 andavano pazzi per i gioielli. Più un gioiello era costoso, meglio era! La questione estetica ovviamente passava in secondo piano davanti allo status sociale che ne derivava. I capi mafiosi ovviamente preferivano gioielli particolarmente vistosi e sgargianti.

Avevano un sacco di tatuaggi

Tutti i prigionieri delle carceri russe si creano una sorta di “curriculum vitae criminale”, codificando i propri crimini e tatuandosi questo codice sul corpo: una sorta di messaggio non verbale che stabilisce una gerarchia nel mondo criminale. A prima vista potrebbero sembrare dei tatuaggi normali, ma agli occhi attenti di un poliziotto non passerebbero inosservati! Quindi, se state pensando di farvi un tatuaggio, valutate con attenzione cosa disegnarvi sulla pelle! In questo articolo vi abbiamo parlato dei tatuaggi come forma d’arte carceraria. 

Sceglievano determinati modelli di auto

Negli anni ’90 nessun gangster sarebbe stato preso sul serio se non avesse avuto un bolide rombante sotto il sedere! In molti casi una semplice Lada sarebbe andata bene, ma vi erano modelli molto più ambiti, come la VAZ-2009, conosciuta semplicemente come “devyatka": era molto apprezzata per il suo motore relativamente potente e i suoi interni “spaziosi"; poteva ospitare fino a cinque persone. 

Gli altri modelli popolari tra i criminali della mafia russa degli anni ’90 erano la BMW 525, la Volvo 940, la Jeep Grand Cherokee e la Chevrolet Tahoe. Ma l’auto di sicuro più desiderata era la Mercedes S600: un modello molto costoso che in pochi si potevano permettere. Qui vi abbiamo raccontato quali erano le auto preferite dalla mafia russa. 

Avviavano un’attività legale 

Alla fine dei selvaggi anni ’90, in Russia cominciò a riemergere lo stato di diritto. Le istituzioni ripresero lentamente il potere sufficiente per contrastare i mafiosi e combattere il crimine. 

Per sopravvivere, quindi, molti gangster si videro costretti ad avviare nuove attività legali, il più delle volte per poter celare gli affari sporchi. 

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