Tattoo, forma d'arte carceraria

Il corpo dei detenuti parla e un ex agente della penitenziaria, Danzig Baldaev, svela questo mondo segreto, del quale ha raccolto testimonianze e rituali con la perizia di un etnografo

Sergei Vasiliev; Danzig Baldaev (Fonte: FUEL)

L’Archivio russo dei tatuaggi criminali, fondato nel 2009 da Fuel, lo studio di design grafico con sede a Londra, comprende 739 tavole originali realizzate da Danzig Baldaev e corredate dalle fotografie di detenuti russi scattate da Sergei Vasiliev.

Si tratta di una raccolta eccezionale, che mostra i tatuaggi che i criminali russi esibivano sul proprio corpo, svelandone i signficati occulti. La collezione comprende oltre tremila tatuaggi, che Danzig Baldaev riprodusse negli anni in cui lavorava come guardia carceraria, tra il 1948 e il 1986.

Copiando i tatuaggi che vedeva impressi sui detenuti, Baldaev riuscì ad accedere a un mondo segreto, a una società chiusa di cui raccolse i riti con la perizia di un etnografo. I simboli e i linguaggi tribali da lui documentati sono via via artistici, sgradevoli, sessualmente espliciti o provocatori, e riflettono la vita e le tradizioni dei carcerati. Ne ricopiò più di tremila, corredando ciascuno di note esplicative. In seguito, nel suo piccolo appartamento di San Pietroburgo, li riprodusse dettagliatamente uno a uno, raccogliendoli in 739 tavole, ciascuna delle quali è corredata da commenti autografi e firmata sul retro.

La carta, ormai ingiallita, riporta inoltre il timbro dell’autore, che conferisce alle tavole una temporalità viscerale, quasi come fossero state impresse sulla pelle.  

Gli scatti di Sergei Vasiliev che corredano le immagini di Baldaev e forniscono la testimonianza fotografica della loro autenticità, consentono di cogliere uno spaccato di un mondo suggestivo e affascinante. Nelle sue incredibili foto i corpi senza nome dei criminali si offrono all’interpretazione e fungono al tempo stesso da specchio che riflette e tramanda le usanze della malavita russa, in costante evoluzione.

L’intero archivio di Baldaev fu venduto nel 2009 dalla vedova dell’autore a Fuel. Le foto sono state scattate da Sergei Vasiliev tra il 1989 e il 1993 nelle carceri e nei riformatori di Chelyabinsk, Nizhny Tagil, Perm e San Pietroburgo.  

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