Vive vendendo fiori dopo la strage di Beslan: i russi si commuovono e comprano tutte le scorte

Beslan. Pomni/Vdud

Quindici anni fa la città di Beslan, nell’Ossezia del Nord, fu teatro di uno dei peggiori attacchi terroristici della storia. Tra il 1° e il 3 settembre 2004 un gruppo di terroristi occupò l’edificio di una scuola, sequestrando 1.128 persone, fra adulti e bambini; le vittime furono 333, diverse centinaia i feriti. Fra i feriti vi era anche Marina Duchko: le schegge di una granata le si conficcarono nella spina dorsale. Da allora Marina è su una sedia a rotelle.

Il 2 settembre il celebre giornalista russo Yurij Dud ha pubblicato sul proprio canale YouTube un film sulla tragedia di Beslan, raccontando le storie di alcune persone sopravvissute alla strage. Fra loro vi era anche Marina Duchko, che oggi coltiva e vende violette su internet per vivere. Nel suo film, Dud ha mostrato uno screenshot del profilo Instagram di Marina, che in quel momento contava 400 follower.

Il film di Dud ha avuto così tanto successo (9 milioni di visualizzazioni solamente il 4 settembre), che anche il piccolo business di Marina è subito balzato alle stelle: ora la signora Duchko vanta più di 60.000 follower su Instagram e una pioggia di like e commenti a ogni post. Ma la cosa più sorprendente è che nel giro di pochi giorni i suoi fiori sono andati tutti esauriti: “E ci sono ancora ordini in arrivo - ha raccontato la stessa Marina a TJournal -. Ho dovuto spostare molti ordini per il prossimo anno”.

“Grazie per avermi sostenuto - ha aggiunto -, grazie per le belle parole e l’aiuto che mi state dando. Facciamo in modo che simili tragedie non accadano mai più”.

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