Konstantin “il cyborg”: il ragazzo russo che spiega senza tabù com’è vivere con le protesi

Konstantin Deblikov
Ha perso le mani ma ha deciso di non scoraggiarsi ed è pronto a rispondere anche alle domande meno politicamente corrette: da “com’è masturbarsi” a “se le braccia bioniche sono d’aiuto nelle risse”

Konstantin Deblikov scherza sul fatto di aver perso le mani a causa di “un incidente con un esaminatore”. In realtà, è colpa di un incidente in una esibizione di fire show.

Deblikov, 27 anni, usa le protesi da cinque anni, è apparso in serie tv russe e si è autodefinito un “cyborg”.

“Mi occupo del tema delle protesi moderne e delle possibilità date dagli arti artificiali. Come consulente e collaudatore, ho lavorato con diversi produttori russi di braccia bioniche”, racconta Deblikov.

Il suo non nascondersi e il suo stile di vita aperto hanno suscitato l’interesse pubblico per la vita delle persone con braccia bioniche. Rispondendo alle domande dei lettori della pubblicazione Tjournal, Deblikov ha rivelato molti dettagli curiosi sulla vita quotidiana di un “cyborg”.

C’è qualcosa che si fa più facilmente con le protesi che con mani reali?

Sì. Scolare la pasta è molto più comodo con le mani bioniche. Questi arti non possono sentire caldo o freddo, quindi non hai bisogno di alcuni utensili da cucina, e non senti freddo in inverno.

Come ti tratta la sicurezza all’aeroporto?

Al momento di passare i controlli dico subito che ho delle protesi e di solito mi esaminano con un metal detector manuale e tutto procede rapidamente e senza problemi.

La meticolosità dell’ispezione dipende dal Paese. In Europa non fanno molte storie, ma in Asia (ad esempio in India), di solito mi viene chiesto di andare in una stanza speciale dove mi chiedono di rimuovere le protesi. Lì le ispezionano dall’interno e fanno persino una radiografia.

Quanto è pratico masturbarsi con queste mani?

Questo è probabilmente il problema più interessante legato all’uso delle protesi. Ti fa pensare al significato della masturbazione nella vita di una persona… un argomento degno di una tesi!

Le mani protesiche mancano di sensibilità (il che significa che non puoi sentire nulla). Sono fatte di acciaio e non trasmettono niente di tattile. Quindi, è come masturbarsi con un paio di pinze. 

Fai a botte? Che forza hanno queste mani? Puoi ferire gravemente qualcuno?

Gli arti bionici sono realizzati in metallo e con alte tecnologie. Quindi sarebbe possibile colpire duramente, se questo non fosse troppo costoso. Il costo della riparazione (così come quello delle protesi nuove) è enorme, quindi è meglio colpire con il gomito o sferrare un calcio rotante o rimanere in pace (preferisco quest’ultima opzione).

Cosa fai quando ti viene chiesto di dare le tue impronte digitali?

Mi rifiuto di farlo. Quando ho fatto domanda per il passaporto, l’impiegata stava freneticamente cercando di capire che fare in tali circostanze. Solo dopo un po’ si rese conto che il suo software prevedeva l’opzione “Inviare impronte digitali non è fisicamente possibile”.

Hai un chip inibitore per impedire alle tue mani di prendere il sopravvento?

Eh? Di cosa stai parlando?

Quanto puoi stringere? Puoi rompere una bottiglia di vetro schiacciandola?

Le mani bioniche non ricevono feedback dalle azioni eseguite; quindi controllo visivamente la forza di compressione. Inoltre, il suono degli ingranaggi nelle braccia ti fa capire quanto sia forte la tua presa in un dato momento.

Alcune braccia bioniche possono schiacciare oggetti molto duramente. Personalmente non ho spaccato alcuna bottiglia, ma ho distrutto alcuni bicchieri.

Quali sono le protesi tecnologicamente più avanzate e costose sul mercato?

Le più costose al momento sono i modelli Ilimb Quantum, Taska e Michelangelo. Costano da 3 a 5 milioni di rubli (41-69 mila euro circa). Più modelli hai, più funzionalità hai (perché ci sono modelli specializzati, ad esempio in sport e sollevamento pesi).

Funzionano a batterie?

Gli arti protesici funzionano con batterie ricaricabili. Queste possono essere rimovibili o integrate. Le batterie rimovibili sono molto più comode: se la protesi si scarica, la sostituzione della batteria risolve il problema. Le protesi durano da uno a tre giorni con una carica di cinque o sei ore, a seconda dell’intensità delle attività di un utente e della batteria.

Pensi che i robot ti risparmieranno se scoppierà una guerra tra macchine e umani?

In tali circostanze, spero che le macchine mi considerino uno di loro.

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