Lost in translation: ecco come la traduzione in russo trasforma i film occidentali

Global Look Press, Vexels
Voi siete dalla parte del doppiaggio o dei sottotitoli? E che ne pensate dei titoli completamente stravolti? In Russia a volte può essere difficile riconoscere di quale pellicola americana o europea si tratti…

Se siete uno straniero che in Russia vuole andare a vedere un film del suo Paese al cinema, potreste avere problemi a riconoscerlo, anche se conoscete bene la lingua russa. Il primo problema, infatti, non sta nel doppiaggio in russo, che in certi casi può snaturare alcune espressioni figurate e giochi di parole, ma nel fatto che la pellicola stessa si chiamerà in modo spesso molto diverso.

Titoli folli e con tanto sesso 

Il titolo per il mercato locale viene scelto dalle compagnie di distribuzione, e il loro obiettivo principale è rendere il nome del film il più possibile attraente e capace di catturare l’attenzione. Di conseguenza, i distributori badano al sodo. Una delle tecniche basilari è inserire non appena sia possibile nel titolo la parola magica “sesso”. Il film del 2011 di Will Gluck “Friends With Benefits” è andato al box office russo come “Seks po druzhbe” (“Sesso per amicizia”). Anche in Italia la scelta era stata simile: “Amici di letto”.  Un altro film americano del 2011, “No Strings Attached” (in Italia uscito come: “Amici, amanti e…”) in Russia era diventato “Bolshe chem seks” (“Più che sesso”). “The Rules of Attraction” del 2002 (in Italia, filologicamente: “Le regole dell’attrazione”) a Mosca era diventato “Pravila seksa” (“Le regole del sesso”).

Ma se di sesso nel film non ce n’è neanche l’ombra, allora bisogna seguire altre strade e altri espedienti. Così, la commedia del 2013 con Amy Adams “Identity Thief” (in Italia: “Io sono tu”) in Russia è diventato: “Pojmaj tolstukhu, esli smozhesh” (“Prendi la cicciona, se ci riesci”), strano rimando al film del 2002 “Catch Me If You Can” (“Prova a prendermi”) di Steven Spielberg, con Leonardo DiCaprio e Tom Hanks. 

Altri titoli russi di film stranieri sono invece del tutto inspiegabili. La commedia francese “Intouchables” (in Italia: “Quasi amici - Intouchables”) in Russia chissà perché si è trasformata in “1+1”. “All Is Lost”, pellicola statunitense su un marinaio in viaggio solitario sull’Oceano Indiano che ha un tragico incidente (in Italia: “All Is Lost - Tutto è perduto”), in Russia ha un titolo opposto “Ne ugasnet nadezhda” (“Non si spegne la speanza”). “Fair Game”, del 2010 (in Italia: “Fair Game - Caccia alla spia”, in Russia è diventato “Igrà bez pravil” (“Gioco senza regole”). 

“Cerchiamo sempre di effettuare una traduzione diretta del titolo originale del film. Se questo, per una qualche buona ragione non è possibile, allora dobbiamo ricorrere alla creatività”, dice Elena Schneerson, direttore marketing di Universal Pictures Russia. 

Lost in translation 

È difficile non essere d’accordo: la professione del traduttore prevede una certa qual dose di ricorso alla creatività. Tradurre i film non è semplice: bisogna non solo trovare il corrispettivo di ogni frase, ma anche fare in modo che la lunghezza sia come quella dell’originale; di modo che gli attori del doppiaggio possano parlare in sincrono con gli interpreti sullo schermo. Inoltre, è impossibile tradurre il film parola per parola. Per esempio, in Russia, la legge vieta dal 2014 l’uso di ogni parolaccia al cinema, anche le più caste e comuni. E le espressioni gergali e le battute costruite su giochi di parole devono essere omesse o ripensate in russo. 

“La traduzione è sempre un compromesso… Il lavoro… in molti modi si riduce alla risoluzione permanente di dilemmi insolubili, e le domande che restano da farsi sono spesso ‘quale dei mali sarà minore in questo caso’? ‘Cosa bisogna tagliare?’’’, dice la traduttrice dello studio “Kubik v Kube” Tatjana Omelchenko. Spesso devi lavorare in breve tempo, e anche la responsabilità di verificare i fatti ricade sul traduttore. Naturalmente, in tali condizioni, con così poco tempo, gli errori di tanto in tanto ci scappano. 

Il canale YouTube “Movie English” ha raccolto alcune di queste traduzioni errate: così, per esempio, il protagonista del film del 2009 “Brothers”, Jake Gyllenhaal, dice “I can’t wait to start bouncing checks”, che nella versione russa è diventato “Non vedo l’ora di pagare le bollette”, sebbene in realtà la frase inglese voglia dire “Non vedo l’ora di staccare assegni scoperti”. Oppure, nella sitcom “Due uomini e mezzo”, la frase “You gonna get laid tonight”, diventa in russo “Ti aspetta una notte tranquilla”, mentre la ragazza, al contrario, prometteva nell’originale una notte di sesso. 

Ovviamente, la stragrande maggioranza dei film in Russia vengono tradotti in modo fedele all’originale, ma è sempre una lotteria. Ascoltando la versione doppiata non potete sapere quanto sia adeguata la traduzione, perché è impossibile sentire l’originale. 

Il doppiaggio è il male assoluto? 

Su questo piano la Russia non è da sola. Ci sono Paesi dove preferiscono guardare i film stranieri in lingua originale con i sottotitoli (per esempio è così negli Stati Uniti), ma ce ne sono molti in cui il mercato vuole film doppiati (per esempio in Germania e in Italia). “In Russia si sceglie il doppiaggio perché ormai gli spettatori sono abituati così”, sottolinea Jurij Serbin. Per questo la stragrande maggioranza dei film stranieri esce nelle sale doppiata. 

I sostenitori dei sottotitoli elencano non pochi argomenti a dimostrazione che il doppiaggio sia il male. Oltre alle inevitabili distorsioni della traduzione, denunciano l’impossibilità di immergersi nell’atmosfera del film. Prendiamo per esempio l’inglese. C’è una bella differenza tra quello dei rapper di colore di “Straight Outta Compton”, quello degli sbandati scozzesi di “Trainspotting” e quello dei nobili inglesi di “Downton Abbey”. Sfumature molto importanti, quasi fossero tre lingue diverse, che nella traduzione si perdono completamente. 

Anche la recitazione è quasi impossibile da trasmettere adeguatamente. “È chiaro che gli attori del doppiaggio si impegnano, ripetono l’intonazione, gridano, sussurrano, ridono… ma per quanto ci provino, non possono nemmeno riprodurre la metà del lavoro attoriale di Al Pacino o di Kevin Spacey”, scrive su Livejournal l’utente samsebeskazal

Ma i critici del doppiaggio sono comunque in minoranza. Per esempio sotto il video di YouTube nel quale vengono messe a confronto la traduzione russa di “The Wolf of Wall Street” con l’originale, molti commentatori difendono la versione russa: “Il nostro doppiaggio è un capolavoro”; “Il nostro doppiaggio è più figo. Non sono d’accordo con l’autore!”, e lodano la professionalità dei doppiatori. A quanto pare, in Russia il doppiaggio ha ancora vita lunga.

 

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