Putin e i leader orientali: storia di una relazione che spesso va oltre il cerimoniale

Reuters
Il presidente russo una volta ha regalato una vaschetta di gelato al suo omologo cinese, un’altra ha messo uno scialle sulle spalle di sua moglie, creando scalpore. E anche i vertici con i capi di Stato e di governo di Giappone, Singapore e India hanno avuto momenti insoliti

La Russia e i Paesi asiatici hanno una lunga storia di relazioni culturali e politiche. Durante gli anni di presidenza di Vladimir Putin, il presidente russo ha prestato particolare attenzione ai legami politici con l’Oriente, incontrando i leader asiatici in così tante occasioni che il chiacchiericcio dei media si è spesso allontanato dal campo della politica.

Il gelato di Xi Jinping

Nel 2016, durante il vertice del G20 a Hangzhou, Vladimir Putin ha portato un dono diplomatico molto inusuale al presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping. Invece di dipinti o piatti costosi, Putin gli ha regalato una vaschetta di gelato russo, portata appositamente da Vladivostok in frigorifero.

Putin ha detto che gli uomini d’affari cinesi si erano lamentati per la scarsa disponibilità di gelato russo in Cina: il gelato russo è importato in Cina dall’Estremo Oriente russo, ma a causa delle normative doganali, raramente arriva fresco. Quindi il presidente russo ha deciso di portarne un po’ con sé.

Visibilmente soddisfatto, Xi Jinping ha confessato di comprare gelato russo ogni volta che visita la Russia, e che la sua famiglia lo adora moltissimo.

Lo scialle di Putin sulle spalle di Peng Liyuan

Al summit dell’Apec (la Cooperazione Economica Asiatico-Pacifica) del 2014, Vladimir Putin era seduto accanto alla coniuge di Xi Jinping, Peng Liyuan. Mentre suo marito era impegnato nella conversazione con Barack Obama, il leader russo, sempre attento, ha colto l’opportunità di avvolgere uno scialle di lana attorno alle spalle di Peng Liyuan. Lei sorrise e ringraziò il premuroso presidente russo. Qualche istante dopo, però, porse il caldo scialle alle sue guardie del corpo in cambio di una giacca.

La tv cinese mostrò l’episodio in diretta, ma lo censurò in tutte le successive trasmissioni delle notizie relative al vertice. I cinesi sono molto sensibili quando si tratta di spazio personale. Nella cultura cinese, non è permesso toccare la coniuge di un altro uomo. Anche in termini di comune etichetta diplomatica, ciò che ha fatto Putin è stato piuttosto avventato.

L’episodio ha suscitato scalpore sui social media cinesi. La maggior parte degli utenti cinesi ha comunque espresso sostegno a Putin, anche se alcuni lo hanno criticato per la violazione dell’etichetta. Tuttavia, non era qualcosa di nuovo Putin, che aveva compiuto lo stesso gesto, in Russia considerato cavalleresco, coprendo le spalle della cancelliera tedesca Angela Merkel un anno prima, nel 2013.

Putin e il ritardo con Lee Hsien Loong

Nel novembre 2018, Vladimir Putin ha avuto un contrattempo mentre si recava a un incontro con Lee Hsien Loong, il primo ministro di Singapore. Il programma serrato di entrambi i leader, i ritardi per la sicurezza all’aeroporto e le condizioni del traffico hanno costretto a far rimandare l’incontro al giorno successivo. È un evento molto raro: un incontro diplomatico tra due leader riprogrammato perché uno di loro era in ritardo di ben un’ora e mezzo!

Putin e l’abbraccio di Narendra Modi

Nello stesso incontro a Singapore, il primo ministro indiano Narendra Modi ha mostrato eccessivo affetto per Vladimir Putin non solo stringendogli la mano ma cingendolo in un caldo abbraccio quasi russo.

In precedenza, nel 2015, durante un incontro informale a Mosca, Narendra Modi aveva presentato a Vladimir Putin due doni significativi: una spada indiana del XVIII secolo e un frammento originale della calligrafia del Mahatma Gandhi. Mentre la spada aveva lo scopo di sottolineare la partnership militare strategica tra i due Paesi, il testo di Gandhi richiamava alla mente una precedente famosa citazione di Vladimir Putin.

Nel 2007, rispondendo a una domanda di un giornalista della rivista tedesca “Der Spiegel” se si sentisse un democratico disse: “Da quando è morto Gandhi, non ho più nessuno con cui parlare.” Putin proseguì spiegando che c’erano sì problemi con le istituzioni democratiche in Russia, ma si doveva tener conto del fatto che la Russia aveva sofferto molto durante la transizione dall’Unione Sovietica al presente Stato, tra cui per la guerra civile nel Caucaso settentrionale.

Putin e Shinzō Abe

Il primo ministro giapponese Shinzō Abe è senza dubbio il leader straniero che Vladimir Putin vede di più: 25 incontri ufficiali finora. I due leader hanno sempre molto da discutere, specialmente la questione delle Isole Curili

Durante la visita di Putin in Giappone nel 2016, Shinzō Abe ha suggerito una visita congiunta a un onsen (sorgente termale) nella città di Nagano, sua città natale. Il presidente russo, tuttavia, ha gentilmente declinato l’offerta. Invece, lui e Abe hanno visitato il Centro Kodokan di Arti Marziali di Tokyo, dove hanno assistito a una dimostrazione di judo.

Il judo è uno degli sport preferiti da Putin. “Mi sono appassionato del judo e delle arti marziali orientali in generale da bambino: mi piace la loro filosofia speciale, l’etica della comunicazione con il tuo avversario e le regole di ingaggio”, ha detto Putin.

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