Le Curili geotaggate: dove la Russia incontra il Giappone

Andrej Shapran/Sputnik
Vulcani, geyser e laghi di acqua bollente: un angolo di paradiso selvaggio e inospitale, ancora oggi oggetto di dispute tra Mosca e Tokyo

Paesaggi

Una catenella di 56 isole, bagnate dalle acque dell’Oceano Pacifico, “collega” la penisola russa della Kamchatka all’isola giapponese di Hokkaido. Sono le straordinarie isole Curili, la cui parte meridionale dell’arcipelago continua a essere oggetto di dispute tra Mosca e Tokyo. Ormai da 27 anni, infatti, i due paesi si contendono Kunashir, Iturup, Shikotan e Habomai. 

Le Curili sono isole di origine vulcanica. Molti villaggi e piccole città sono nati proprio sui pendii di alcuni vulcani, attivi ancora oggi. Il paesaggio è spesso avvolto da una fitta nebbia, che ricopre ogni cosa con una visibilità spesso inferiore ai due metri.

Questo territorio è caratterizzato non solo da eruzioni, ma anche da frequenti terremoti (con tsunami annessi) che hanno costretto più di qualche volta la popolazione a lasciare le proprie case. I terremoti sono causati dalla subduzione che interessa questa zona: qui il fondale dell'Oceano Pacifico s'inabissa al di sotto della Placca asiatica.

In questo remoto territorio ci sono anche diversi laghi bollenti, le cui acque sono riscaldate dai gas vulcanici. Uno di questi si trova sull’isola Kunashir, distante dal Giappone solamente 16 km. Per raggiungere quest’area di confine è necessario un permesso speciale.

Persone

Per più di mille anni queste terre sono state abitate dalla popolazione indigena originaria, gli Ainu. Questa popolazione risiedeva sull'isola di Hokkaido, nel nord del Giappone, sulle Curili e in piccola parte sull'isola russa di Sakhalin. Dopo la sconfitta del Giappone durante la Seconda guerra mondiale, i pochi Ainu sopravvissuti (circa 200 persone) furono rimpatriati in Giappone.

Il passato giapponese di queste isole riemerge ancora oggi nei manufatti che si trovano nel sottosuolo: non di rado, infatti, durante i lavori di scavo tornano alla luce antiche porcellane giapponesi.

Oggi sulle isole Curili vivono 20mila persone. L’isola più grande è quella di Iturup, dove risiedono 6.400 abitanti. L’intera vita lavorativa di questa zona è concentrata in prevalenza qui. In un luogo dove sono ben poche le strade asfaltate, i centri commerciali non esistono e si conta un unico cinema. Tutte le automobili in circolazione sono di produzione giapponese.

Curiosità

L’economia delle isole si basa principalmente sulla pesca. Ma i porti diventano pressoché impraticabili nei mesi da ottobre a febbraio a causa delle forti mareggiate e della nebbia.

Non sono molti i turisti che si spingono fino a questo remoto angolo di mondo: il viaggio non costa poco e le distanze scoraggiano i più. Ma i paesaggi mozzafiato del luogo ben valgono l’avventura. 

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Публикация от Фотограф | Путешествия| Итуруп (@vasilina_naumova_photo)

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