Come una danzatrice siberiana è entrata nel grande cinema internazionale

Gaspar Noé/Rectangle Productions, 2018
Con “Climax” di Gaspar Noé ha debuttato ed è arrivata subito a Cannes, dove ha  immediatamente ricevuto una seconda proposta di lavoro. Sharleen Temple (come si fa chiamare) ha 19 anni e un futuro radioso

Dopo aver fatto scandalo a Cannes, l’ultimo lavoro del controverso regista argentino Gaspar Noé, “Climax”, è finalmente sbarcato in Russia a metà ottobre. Lo scioccante film horror che ha per protagonisti dei ballerini ha conquistato il primo premio della Directors’s Fortnight (l’Art Cinema Award) e vanta un cast di ballerini di talento che Noé ha scelto in Europa, tra cui una ragazza russa conosciuta con il nome d’arte di Sharleen Temple che interpreta il personaggio di “Ivana”.

Sharleen, una ballerina di vogue di 19 anni proveniente da una città della Siberia, è stata la prima ad accettare di prendere parte al progetto. “È stato quando ho incontrato Sharleen Temple… che ho deciso che nel film doveva esserci un personaggio russo”, ha detto Noé all’agenzia russa Interfax

“Non mi interessa la nazionalità dei personaggi, il colore della loro pelle, l’orientamento sessuale o il loro background. La cosa fondamentale che stavo cercando è che fossero ballerini eccezionali, i migliori nel loro campo. E Sharleen era così. La danza è la principale lingua di comunicazione in questo film”, ha detto.

Parlando con i media russi, Sharleen ha detto che è nata e cresciuta in una città siberiana, ma non ha voluto rivelarne il nome. Ha detto che ama ballare fin dai tempi della scuola, soprattutto street style, come hip-hop e house, e che a un certo punto ha scoperto il “vogue”, una danza house moderna nata nella Harlem degli anni Sessanta.

Nel 2014 è andata a San Pietroburgo per un evento di vogue e ha deciso di lasciare la sua città natale. “Non avevo un futuro lì, quindi all’età di 15 anni mi sono trasferita a San Pietroburgo.” Lì ha ballato, si è divertita e alla fine è stata invitata a unirsi alla “House of Ebony” (le “house” rappresentano un gruppo di ballo nel genere di danza vogue).

“Ero felice: facevo vogue da solo sei mesi e già mi sentivo a ‘casa’! Penso che sia successo perché sono semplicemente fantastica”, ha detto.

Qualche anno dopo, all’età di 18 anni, Sharleen si diplomò e disse ai suoi genitori che voleva studiare nella Repubblica Ceca. “Ai miei genitori non importava, dicevano: ‘Fai quello che vuoi’. Ho studiato alle superiori, ma dopo un po’ mi sentivo depressa: la città (San Pietroburgo) era bella ma molto grigia… Non appena mi sono diplomata, sono andata a Praga: sognavo di vivere in Europa e la Repubblica Ceca era l’opzione più economica”, ha detto.

“A dire il vero, volevo semplicemente viaggiare in Europa, nel modo più economico possibile. Ho frequentato le lezioni e ho imparato bene il ceco. Ma la Repubblica Ceca non è un granché: se siete persone ambiziose, non andateci!”

Di tanto in tanto Sharleen andava a Berlino e a Parigi che, al contrario di Praga, avevano molto da dare nella scena della danza vogue. “Lì mi sentivo bene, ma quando tornavo a Praga mi deprimevo di nuovo, perché non succede mai niente! Tutti i ballerini sono commerciali e non hanno soldi, quindi lavorano come camerieri. Tuttavia si considerano stelle”.

Anche se ha partecipato a eventi e ne ha persino organizzato uno suo, nella Repubblica Ceca Sharleen non guadagnava molto ballando.

“Partecipare agli eventi di ballo non significa guadagnare denaro, è solo questione di spese!”, ammette. “A volte ci sono eventi che offrono premi in denaro, ma solo una volta ho vinto 300 euro, il che è stato fantastico! Li ho spesi in una settimana. Di solito dovevo lavorare part-time in un bar. “

Sharleen ha incontrato Noé durante un evento di ballo vogue a Parigi. “Ho vinto il premio per la performance femminile e lui è venuto da me e ha iniziato a dire qualcosa… Ero di fretta… quindi gli ho semplicemente detto il mio nome e gli ho chiesto di scrivermi su Facebook. In qualche modo ha trovato la mia email e mi ha lasciato un messaggio. Sono rimasta a Parigi per una settimana e ci siamo incontrati un paio di volte”, ha rivelato.

Sharleen non sapeva molto di Noé e non aveva visto le sue famose opere come “Enter the Void”, ma era pronta a discutere con lui delle sue idee. “Non ho creduto davvero che avrei recitato nel film fino all’inizio delle riprese”, ha ricordato. “Inizialmente, mi ha detto solo che avremmo fatto un film, e che e ci sarebbe stata Sofia Boutella (una ballerina franco-algerina), ma niente di più”.

Le riprese sono iniziate alla fine del 2017 e, come dice Sharleen, ci sono voluti solo gennaio e febbraio per terminarle. “Conoscevo la maggior parte dei ballerini che hanno partecipato al film, quindi siamo andati molto d’accordo. C’erano altre persone che non parlavano inglese; con loro abbiamo semplicemente ballato. Anche la troupe cinematografica non parlava inglese.”

“Il personale era tutto francese e a volte era strano perché ti chiedevano qualcosa e io semplicemente non capivo. Ci sono stati molti momenti difficili durante il film, ma siamo stati pagati per questo, quindi è andato tutto bene! Mi piace fare cose strane e avevo provato a fare progetti cinematografici in Repubblica Ceca, quindi mi è piaciuta molto l’esperienza”.

“Ho ricevuto una nuova offerta durante il Festival di Cannes, ma per ora è un segreto”, ha detto. Ora vive a Los Angeles e sta aspettando un permesso di lavoro. Non vuole tornare a San Pietroburgo: “Non ho intenzione di tornare da nessuna parte. Ho solo intenzione di andare avanti.”

Jacopo Tissi, unico ballerino italiano del Bolshoj, racconta la sua Mosca e l’amore per la Russia 

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