Basta faccende di casa! Ecco come le russe liberano la loro vita

Legion Media
Lavare, stirare, pulire, cucinare, portare i bambini a spasso e a scuola… Quindici anni fa erano considerate in Russia obblighi delle donne. Ma ora le cose stanno cambiando e, tra chi può permetterselo, aumentano o servizi dati “in outsourcing”

Quando la trentacinquenne Ksenia Balandina si rese conto che non aveva la minima voglia di perdere tempo con le faccende di casa, per prima cosa si comprò una lavastoviglie e un robot da cucina. Questo accadeva 14 anni fa.

A quel tempo in tv in Russia mostravano a ripetizione la pubblicità del Finish. Nello spot una bambina abbraccia un libro e con le lacrime agli occhi guarda la mamma che, tergendosi il sudore dalla fronte, lotta nel lavandino di cucina con una montagna di piatti sporchi. E la voce impostata dice: “Non può leggere la fiaba della buonanotte alla sua bambina, perché non è una donna, ma una lavapiatti!”.

Sessismo? Sì, con gli occhi di oggi. Ma tre lustri fa nella società russa i ruoli di genere erano ancora molto tradizionali (ora la situazione è un po’ migliorata). E allora stava alla donna pulire, cucinare, lavare i panni. E spesso dopo il lavoro fuori casa.

“Questo mi dava proprio fastidio! Odiavo in silenzio mio marito e tutti quelli che mi circondavano. Non mi piaceva dover lavare i piatti o dovermi alzare un’ora prima per preparare la colazione”, racconta Ksenia. E fu così che decise di cambiare le cose.

Nella sua lista di lavori ormai appaltati ci sono quello di baby sitter, di donna delle pulizie, di personal trainer, di aiutante per l’organizzazione delle trasferte di lavoro, di personal shopper, di consegna a domicilio della spesa, di accompagnatore a tempo pieno dei figli a scuola. In media per dare in outsourcing tutti questi compiti tradizionalmente femminili (dal conto sono esclusi i servizi dell’estetista) spende circa 550 euro. E conclude il suo elenco dicendo: “Mi sembra che tutto sia abbastanza normale”. Questo è diventato lo standard per lei.

“Come potete passeggiare per tre ore con i figli?”

Ksenia vive a Mosca, ha due figli, ed è sposata da quindici anni. Ricorda Miranda Hobbes di “Sex and the City”: è una donna in carriera determinata e indipendente come la protagonista della serie tv, tanto amata da molte femministe.

È appena tornata da Budapest, dove ha corso la sua prima mezza maratona.

“All’inizio spendevo per questi servizi a domicilio tutto lo stipendio. Poi ho semplicemente iniziato a guadagnare molto di più”, dice. Ora dirige delle webinar e un canale di Telegram proprio sulla gestione del tempo per le madri che lavorano.

Delegare parte dei propri impegni quotidiani è un tema molto popolare. Il costo del corso online varia da 170 a 860 euro, a seconda del pacchetto di servizi offerti. Anche se il succo si riduce in gran parte solo al fatto di convincerti ad assumere qualcuno per aiutarti.

“Io avevo un assoluto bisogno di togliermi di dosso un po’ di impegni. Il punto di svolta è stato quando ci hanno fatto riempire una tabellina con tutte tutte le cose che dovevamo fare. Nella sezione ‘casa’ sono arrivata a elencare 243 punti e sono scoppiata a piangere dalla stanchezza e dalla pena che provavo per me stessa”, scrive Elena, una delle partecipanti al webinar per imparare a delegare.

All’inizio del suo percorso di delega, Ksenia ha assunto una bambinaia a ore che uscisse a passeggiare con suo figlio. Ora dice che non capisce come le donne possano camminare per tre ore in inverno. Lei regola è semplice: “È importante che il costo della tua ora di lavoro non sia inferiore al costo dell’ora della bambinaia (o di qualsiasi altro prestatore di servizio), se no i conti non torneranno”.

Lei assicura che non si sogna di delegare tutto a tutti: “Ho i miei obiettivi. Se per questo hai bisogno di dare qualcosa in outsourcing - okay, fallo.”

Anche gli uomini fanno così

Delegare i compiti della routine quotidiana non è una questione che riguarda solo le donne. Testimonia quanto sia importante anche Maksim Judin, un ricco uomo d’affari, direttore vendite presso la società di investimento QBF.

“Credo che ci siano impegni che è meglio delegare. Ad esempio, dei professionisti saranno più bravi di me a pulire l’appartamento, a preparare cibi gustosi e sani e confezionare gli abiti.

Quattro volte al mese una compagnia di pulizie viene da lui e da sua moglie. Puliscono, mentre loro non sono a casa, e poi lasciano le chiavi in un posto concordato.
Ogni sei mesi, Maksim va da un sarto per farsi prendere le misure: “Non perdo tempo prezioso per lo shopping, e ho sempre un guardaroba su misura che mi calza a pennello”. I completi vengono realizzati in un paio di settimane, dopo di che sono consegnati in ufficio o a casa.

Anche con il cibo, tutto è sistemato: è preparato da un’azienda specializzata. Caffè e ristoranti, secondo Maksim, non sono all’altezza. Lui pretende non solo un certo numero di calorie, ma un rapporto corretto di proteine, grassi e carboidrati nella dieta.

“Ogni giorno cinque scatole ci vengono consegnate alle sei del mattino, per cinque pasti. Non aggiungono sale ed è una dieta sana. Non ho più la preoccupazione di dovermi fermare dopo il lavoro a fare la spesa, non devo più pensare a cosa cucinare, e poi stare al fornello per un’ora”, dice Julia, che lavora nel settore pubblico. I pasti per cinque giorni costano sugli 86 euro, ma è un po’ più costoso se si desidera un menù personalizzato.

“Non riesci a vedere il tuo bambino”

Margarita ha trentun anni, è una ex top manager di vendita al dettaglio e ora ha un’azienda con 17 sedi in giro per il Paese. Dice che il suo lavoro non prevede vacanze e fine settimana liberi. In realtà, ha due lavori. Come suo marito. Non importa se beve il tè, si trova in un ingorgo stradale o in piscina, è ancora all’ufficio postale, al telefono o con il computer portatile sulle ginocchia. È tranquilla perché due bambinaie a turno si occupano del bambino, ci sono due autisti in famiglia, e una domestica che ora sta riordinando un appartamento di due stanze a Mosca, anche se, secondo Margarita, non c’è niente di speciale da fare: a casa non c’è quasi mai nessuno.

“Non sto dicendo che il modo in cui viviamo è migliore di altri. Ma, per noi, questo è normale”, dice mentre siede nella sala riunioni nel suo ufficio, dove nessuno la disturba. “Ma molti ci condannano: ‘Non vedete mai il vostro bambino’, ci dicono”.

Tutto quello che gli altri vedono è come nel parcheggio di fronte a casa, è apparsa la nostra prima macchina, e poi la seconda e ora anche la terza. “Non siamo fisicamente presenti, ma queste macchine non provengono da ciò che i nostri genitori ci hanno dato”, ma dal nostro lavoro, dice Margarita. Alla domanda sul perché lavorano così tanto risponde: “Vogliamo che il bambino studi non nella solita scuola di Mosca, ma a Londra. Ognuno ha la sua visione della vita, il suo ‘film’ in testa.”

Quindi sì, è abbastanza contenta della sua vita. È persino felice.

I servizi mensili dati in outsourcing le costano quasi 2.000 euro.

“Se considero il fatto di avere persone al mio servizio un segno di successo? No!”. Racconta di quando viveva in un appartamento di una sola stanza e lavorava fino alle sei. A quel tempo faceva tutto da sola; il tempo le bastava. Semplicemente ora pensa in termini di denaro, non di tempo risparmiato.

A volte sente altre donne lamentarsi delle faccende domestiche: raccontano come ogni giorno, a casa, sono attese dopo il lavoro dalle pulizie, e dicono che devono sempre lavare, stirare, preparare la cena…. Margarita si limita a scrollare le spalle: “A loro piace così, evidentemente, se non fanno nulla per cambiare le cose”.

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