Sette record che sono stati stabiliti al Mondiale 2018 in Russia

L’edizione del torneo che si è conclusa domenica 15 luglio non sarà ricordata solo per gli stadi pieni e l’organizzazione impeccabile, ma anche per dei numeri eccezionali sul campo. Ecco quali

1. Cristiano Ronaldo ha raggiunto i 38,6 km/h

Cristiano Ronaldo, capitano portoghese e neo acquisto della Juventus, ha lasciato un’impronta impressionante in questa Coppa del mondo: in un episodio della partita d’esordio contro la Spagna (finita 3-3 con una sua tripletta), CR7 ha raggiunto la velocità incredibile di 38,6 chilometri orari.

Questo ha stabilito un nuovo record di velocità nel mondo del calcio e si è anche avvicinato al record di velocità stabilito dal velocista giamaicano Usain Bolt nel 2009: 44,7 km/h.

2. Neymar ha trascorso 14 minuti sdraiato sull’erba

Il brasiliano Neymar, famoso per i suoi tuffi oltre che per essere un giocatore dalla classe straordinaria, è diventato un meme a causa dei frequenti e prolungati episodi di dimostrazione pubblica di dolore angosciante dopo ogni singola spintarella ai suoi danni.

In totale, durante la Coppa del Mondo, Neymar ha trascorso 13 minuti e 50 secondi sdraiato sull’erba per il dolore, reale o immaginario, secondo il sito web RTS Sport.
3. 12 autogol durante il torneo

La Coppa del Mondo 2018 in Russia ha visto stabilire anche un record inatteso: sono stati 12 i calciatori di diverse squadre nazionali a segnare nella loro porta. Le autoreti non sono cosa rarissima, ma mai prima nella storia dei Mondiali ce n’erano state così tante. Il precedente record risaliva al 1998 in Francia: 6 autogol.

Mario Mandžukić, l’attaccante croato della Juventus, ha stabilito un ulteriore record: ha piazzato la palla nella propria porta nel corso della finale: un incidente mai accaduto prima.

4. Nove gol determinanti nei minuti di recupero

Molte partite sono durate più a lungo di quanto giocatori e tifosi non prevedessero. Nove volte i gol determinanti sono stati segnati dopo la soglia dei 90 minuti e molti altri hanno incrementato il bottino di chi era in vantaggio o rischiato di riaprire il match. Questo record unico ha contribuito a rendere questa Coppa del Mondo così imprevedibile e spettacolare.

5. Il cartellino giallo più veloce

Quando il fischio dell’arbitro ha dato inizio a Messico-Svezia, nessuno si sarebbe immaginato che il gioco si sarebbe interrotto dopo solo 15 secondi con tanto di ammonizione.

Il recordman è il giocatore messicano Jesús Gallardo e a estrarre il cartellino è stato Néstor Pitana, direttore di gara che ha poi arbitrato anche la finale Francia-Croazia. In precedenza, il record apparteneva a un calciatore italiano, Gianpiero Marini, che ai mondiali di Spagna 1982 si era guadagnato, contro la Polonia, il giallo dopo 51 secondi dall’inizio della partita.

6. Il giocatore più vecchio: 45 anni

Il portiere egiziano Essam El-Hadary non si è tirato indietro per proteggere i pali della sua nazionale (come riserva del titolare Mohamed El-Shenawy) e così è diventato il giocatore più anziano che abbia mai giocato in una partita della Coppa del Mondo. Quando è sceso in campo nella partita contro l’Arabia Saudita (la terza del girone, con i Faraoni già eliminati), El-Hadary aveva 45 anni e 161 giorni. Il precedente record apparteneva al giocatore colombiano Faryd Mondragón, che aveva giocato all’età di 43 anni.

7. Numero record di calci di rigore: 29

Con 29 tiri dal dischetto assegnati, il Mondiale 2018 è diventato il più generoso quanto a rigori nella storia della competizione. Il forte aumento dei penalty è stato attribuito all’introduzione del sistema Var, che ha reso più difficile restare impuniti (un rigore è stato assegnato con la Var anche nella finale, per il fallo di mano di Ivan Perišić). Il precedente record mondiale di calci di rigore era stato fissato a quota 18 a Italia ’90 e poi eguagliato nel 1998 e nel 2002.

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