I quattro motivi per cui tutti si sono innamorati della nazionale russa

Maksim Konstantinov/Global Look Press
Alla vigilia del Mondiale le aspettative erano bassissime e le polemiche al calor bianco, tanto che si raccoglievano le firme per scacciare il ct dopo le deludenti amichevoli. Dopo essere arrivati ai quarti e usciti solo ai rigori, i russi hanno cambiato idea sui loro ragazzi. Ecco perché

La Coppa del Mondo 2018 va avanti senza la Russia e riprende oggi con la prima semifinale (Francia-Belgio, ore 20 italiane), dopo la sconfitta subita dai russi ai rigori contro la Croazia nei quarti di finale. “Ora la Coppa del Mondo è proprio come una festa dove il padrone di casa dice: ‘OK, buonanotte a tutti, io vado a dormire’ e gli altri continuano a bere nella sua cucina”, si è scherzato su Twitter.

Ma l’impresa della nazionale russa non sarà dimenticata. La squadra ha raggiunto i quarti di finale di un Mondiale per la prima volta nella storia, quando la Russia post-sovietica non era mai riuscita superare la fase a gironi. Ecco l’elenco delle ragioni per le quali la Russia ha scioccato il mondo intero.

1. La Russia è andata ben oltre le aspettative

Ci si aspettava così poco dalla nazionale che poco prima della prima partita contro l’Arabia Saudita che ha inaugurato il mondiale il 14 giugno, molti russi temevano che la loro squadra avrebbe perso anche con quella squadra (non proprio ai vertici del calcio mondiale, per usare un eufemismo). “L’Arabia Saudita gioca a calcio meglio della Russia”, titolava preoccupato Sports.ru.

Gli analisti avevano i loro motivi di criticare l’allenatore Stanislav Cherchesov e la sua squadra: dopo una serie di partite amichevoli deludenti, la Russia era al settantesimo posto nel ranking Fifa, la peggiore tra le 32 squadre che si accingevano a disputare la Coppa del Mondo.

Cherchesov ignorava le critiche. “Non sono uno psicologo, non so confortare nessuno”, borbottò dopo l’ennesimo match infruttuoso, “Dovete credere in noi.” Ma quasi nessuno lo ha fatto.

Poi è successo questo: un 5-0 all’esordio.

Dopo un inizio così travolgente, la Russia ha battuto l’Egitto (3-1), poi ha perso contro l’Uruguay (0-3), ma è comunque andata agli ottavi, dove ha battuto la Spagna ai rigori dopo che i 120 minuti erano finiti 1-1, e ha combattuto con i denti contro la Croazia (trovando il 2-2 nel secondo tempo supplementare e perdendo solo ai rigori).

Scherzi a parte: questo cammino nel Mondiale è stato un fulmine a ciel sereno. Quasi come la Germania che torna a casa dopo la fase a gironi, ma in positivo.

2. Cherchesov ha cambiato tattica e ha mostrato abilità reali

Dopo aver vinto le partite con l’Egitto e la Spagna, Cherchesov, insieme ai suoi giocatori, è diventato un eroe nazionale. Buon risultato per un allenatore che era stato criticato tanto duramente che la gente aveva fatto una petizione chiedendo di licenziarlo pochi giorni prima della Coppa del Mondo.

Al Mondiale Cherchesov ha adottato tattiche differenti per ogni rivale. “Abbiamo utilizzato il pressing sia alto che basso con squadre diverse, Cherchesov è stato molto flessibile nel ruotare la squadra e utilizzare diversi giocatori”, ha scritto il giornalista sportivo Aleksandr Dorskij. “Le sue mosse durante la Coppa del Mondo sono state più sofisticate che mai. Sembrava che fosse un Cherchesov completamente diverso.”

Alcune persone suggeriscono addirittura che i risultati mediocri prima della Coppa del Mondo fossero un’astuzia dell’allenatore. Certo, è difficile scoprirlo. Una cosa è certa: Cherchesov ha fatto la storia del calcio russo e ha promesso di fare ancora meglio nel 2022, ai Mondiali in Qatar.

3. La Russia ha avuto gioco, stile e coraggio

La maggior parte dei calciatori russi ha mostrato più del 100% delle loro abilità sul campo. Il portiere Igor Akinfeev ha parato due rigori agli spagnoli con il braccio e con la gamba. L’ala Denis Cheryshev ha segnato 4 volte, proprio come Cristiano Ronaldo e il belga Lukaku (più in alto nella classifica dei marcatori al momento c’è solo Harry Kane con 6 reti). Il trentottenne difensore centrale Sergej Ignashevich è stato ben 510 minuti in campo, rendendo inoffensive stelle come Mohammed Salah o Diego Costa. Citare tutti sarebbe impossibile.

Inoltre, la Russia non solo vinceva: lo faceva con stile. Prendete il gesto usato per festeggiare i gol da Artem Dzjuba: un saluto militare con una mano che fa da elmo.

O questo momento magico con Akinfeev che usa la sua “gamba di Dio”. Sì, l’abbiamo già detto, ma è stato così bello che dovevate rivederlo di nuovo

D’altra parte, come potrebbero non essere vincenti con tali tifosi?

Non è stato affatto facile. Giocando contro avversari molto forti, la Russia è dovuta stare sulla difensiva per ore; Spagna-Russia non è certo stata una partita attraente per gli spettatori neutrali. Ma il calcio non è sempre questione di bellezza, ma anche di duro lavoro, volontà e fortuna. La Russia ha avuto tutto questo.

4. I calciatori e l’intera nazione erano una famiglia

La nazionale russa ha conosciuto molti scandali negli anni passati: giocatori che gridano ai fan di fregarsene delle loro aspettative, festeggiamenti con 280.000 dollari spesi in champagne pochi giorni dopo un’umiliante sconfitta e così via. Beh, non ci sono stati casi simili durante la Coppa del Mondo giocata in casa: i giocatori si sono comportati come fossero uno solo.

“Non ho mai visto un tale rigore interiore all’interno della squadra. Tutti erano in comunicazione l’uno con l’altro. Questa potrebbe essere una ragione per cui essere felici, ma l’unità è ciò che prima mancava alla nostra squadra”, ha scritto Vladislav Voronin su Sports.ru.

I giocatori si sono sentiti una cosa sola con tutta la nazione. Dopo aver perso con la Croazia, Artem Dzjuba non ha potuto fare a meno di piangere, dicendo: “Per tutta la nostra vita, abbiamo sempre voluto rendervi orgogliosi”. E ora i russi lo sono sicuramente.

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