Le strane tradizioni russe per l’ultimo giorno di scuola

Aleksej Malgavko/Sputnik
Probabilmente, se non siete russi, in quell’occasione non avrete piantato un albero di betulla, danzato un valzer e indossato strane divise dal sapore ottocentesco. Ecco quello che accade quando suona l’ultima campanella in Russia, prima degli esami finali

Ed eccoci di nuovo in quel periodo dell’anno. La prospettiva degli esami finali pesa nelle teste degli studenti russi, ma la festa dell’“Ultima campanella” (qui le foto del 2018) e le celebrazioni per il diploma danno un po’ di conforto sotto forma di uno spettacolo di ispirazione sovietica. Siamo stati in una scuola nel sudovest di Mosca per indagare.

Per chi suona la campana
L’ultima campanella, ovvero l’ultimo giorno di scuola degli studenti russi è un rito di passaggio che risale agli anni Cinquanta. Con gli esami che si profilano all’orizzonte, questa giornata piena di stranezze è l’unico pomeriggio in cui i 20 studenti che si diplomeranno nella Scuola No. 2035, dove siamo andati per l’occasione, possono pensare ad altro per qualche ora. 

Non che questo giorno sia proprio un momento di relax. Mi sorprende il grande sforzo con il quale le ragazze si sono preparate, indossando abiti ottocenteschi decorati con grembiuli che sembrano più adatti per un lavaggio primaverile che per una cerimonia scolastica. 
Quando chiedo agli studenti che significato abbiano questi costumi apparentemente esagerati, non sembrano averne idea. “Lo facciamo come tributo ai nostri genitori e nonni, che hanno celebrato anche loro questa cerimonia”, ci dice una ragazza di nome Ksenia in un inglese fluente. “Non è così importante per noi, ma siamo rimaste a scuola per un mese dopo le lezioni per preparare il ballo”. 
La danza, a quanto pare, non è roba da teenager. Questi studenti eseguiranno un elaborato valzer con pivot e giri a lungo provati. Tutto stupisce e lascia felici. 
La cerimonia è sorprendente per quanto è tradizionale e per l’impegno dei ragazzini. Anche se cercano di nasconderlo dietro l’ineffabile indifferenza adolescenziale, è chiaro che significa molto per loro. 
“Stiamo ricominciando da capo, abbiamo lasciato indietro una parte di noi”, dice Ksenia, spiegando la messa a dimora di un albero di betulla con gli alunni di prima: un momento cerimoniale di passaggio del testimone, tra chi lascia la scuola e chi la inizia. Certo, la Russia ha una strana ossessione per l’albero di betulla, che viene usato anche per preparare succhi e esfolianti per la vasca, tra le altre cose.
La piantumazione degli alberi viene poi seguita dal rilascio di palloncini, un momento la cui simbologia è descritta poeticamente da Nikolaj come “Lasciare che i nostri sogni vadano in cielo”. 
La quiete prima della tempesta

Ovviamente, l’estetica fiammeggiante ma antiquata dell’ultima campanella è gestita molto bene dagli insegnanti: c’è una forte sensazione che le vere feste debbano ancora venire. Anche se mi assicurano che le celebrazioni che seguiranno l’ultima campanella saranno relativamente tenui (“uscire, andare in centro, quel genere di cose”), gli studenti sono più riluttanti a parlarci della festa che seguirà il diploma tra un mese. 
La cosa è solitamente caratterizzata da feste glamour, a volte nel centro della città, a volte in discoteca. 
“Andremo in un ristorante insieme per festeggiare il superamento degli esami”, afferma Ksenia. Alla domanda se i genitori stiano sborsando, come si dice, cifre importanti, anche oltre 500 euro, gli studenti sono schivi. “Non lo sappiamo, ma è un po’ costoso, sì,” dice uno. 
Cosa verrà dopo?

Contrariamente agli stereotipi adolescenziali, la maggior parte degli studenti che abbiamo incontrato sembra concentrata su risultati e ambizioni e ha grandi progetti per l’università. 
“Entrerò all’Università Bauman per studiare fisica”, dice Nikolaj. “Voglio diventare un ingegnere nel campo della radiotecnologia, e costruirò componenti per satelliti, quel genere di cose.”
L’amico di Nikolaj, Azat, ci dice che il suo sogno è frequentare l’Università Statale di Mosca, dove ha in programma di studiare sociologia. 
Per Ksenia, la destinazione desiderata è l’Università Linguistica statale di Mosca. “Voglio studiare l’inglese e il cinese e diventare una interprete. Ho vissuto lì [in Cina] per molto tempo e mi è piaciuto; mio padre lavorava lì per l’esercito russo”. 
Sono sorpreso dalla sicurezza cui gli studenti non solo sanno quale strada vogliono intraprendere e in quale università, ma esattamente hanno in testa a quale carriera questo condurrà. 
Naturalmente, non è così per tutti: altri studenti avevano piani più aperti e generici. 
“Farò gli esami in informatica e inglese”, dice Alex, “ma non so come collegare questi due argomenti. Forse sarò accettato in un’università. Non farò un anno sabbatico, perché mi richiamerebbero per il servizio militare”, scherza.
Ma prima, subito dopo gli esami, gli studenti si imbarcheranno nei loro piani estivi, sorprendentemente modesti. Conoscendo il tempo e l’energia che gli esami di stato possono esigere, gli studenti non sembrano essere tentati da alcun equivalente russo di Ibiza. 
“Ho intenzione di rilassarmi, non voglio andare da nessuna parte”, dice Alex. Ksenia, invece, si dice perfettamente soddisfatta dall’“andare a fare una passeggiata” quest’estate. C’è chi si accontenta di poco, in fondo.

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