I russi su Airbnb: “Ecco come sono gli stranieri quando vengono da noi”

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In Russia ci sono già 42 mila case sul noto sito di affitti a breve termine, e, in vista del Mondiale di calcio, sono in grande crescita, così come le tariffe, che a Mosca stanno quadruplicando

Uno dei più popolari servizi al mondo di affitto di stanze e appartamenti per brevi periodi, Airbnb, è attivo sul mercato russo ormai da sette anni. Ad aprile 2017 il sito propone 42 mila sistemazioni in varie città della Russia.
Per via dell’imminente campionato di Calcio 2018, che si terrà in Russia dal 14 giugno al 15 luglio prossimi, nelle 11 città che ospiteranno l’evento (Mosca, San Pietroburgo, Kaliningrad, Kazan, Nizhnij Novgorod, Samara, Volgograd, Saransk, Rostov sul Don, Sochi e Ekaterinburg) si è scatenata una vera e propria caccia al posto letto e sul sito l’offerta si è impennata: evidentemente molti russi sperano di guadagnare qualcosa grazie all’afflusso di turisti e tifosi e sono disposti anche a lasciare per qualche tempo la propria casa, risistemandosi provvisoriamente da amici o parenti. E c’è persino chi ha scelto di comprare ora un appartamento come investimento; per ammortizzare, con gli affitti, parte del costo.
Russia Beyond ha chiesto a degli utenti da molto tempo presenti su Airbnb cosa significa affittare agli stranieri e se ritengono che si possano davvero guadagnare bei soldi grazie al Campionato del Mondo.

“Non chiedo neanche la copia del passaporto”
“Per dieci anni ho avuto una mia agenzia turistica e trovavo sistemazioni ai turisti per mezzo di servizi simili. Ma sempre avevo questo desiderio di provare a ospitare personalmente qualcuno da me. Per questo io e mio marito abbiamo comprato due appartamenti e ora stiamo acquistando il terzo”, racconta la pietroburghese Irina. Entrambe le sue proprietà sono nel centro di San Pietroburgo, in un vecchio palazzo, e sono l’ideale per i turisti stranieri.

“Li abbiamo comprati appositamente come investimento e abbiamo chiamato un architetto di interni per fargli dare uno stile all’antica. Agli europei questo charme dei tempi che furono sembra piacere molto. Uno degli appartamenti è in stile Vecchia Pietroburgo, con soffitti alti, grandi ritratti alle pareti, muri verniciati con il colore dell’Ermitage, applique, stucchi e battiscopa alti. La seconda è una mansarda in stile bohème parigina”, racconta Irina.
“Io stessa sono spesso in Europa e so bene di cosa hanno bisogno gli europei. Per cui, qui in Russia, faccio tutto affinché loro si sentano come a casa. Per loro la cosa più importante è la sistemazione, che deve essere pulita e confortevole. Tutto il resto è già superfluo, un bonus. In Russia non c’è l’abitudine di lasciare regali agli ospiti, ma quando chi affitta lo fa, significa che negli appartamenti c’è qualche mancanza e che cercano di indorare la pillola. I miei appartamenti sono invece già di per sé il regalo. E strane lamentele sono arrivate solo da russi. Un ragazzo di Mosca, per esempio, si lagnò che il frigorifero non era abbastanza freddo e la sua birra craft era rimasta calda. Io andai persino a googlare, perché non lo sapevo che si chiama così la birra artigianale.

Ma è stata un’eccezione. Di solito gli ospiti hanno un grande rispetto dei miei appartamenti. Forse perché vedono con quanto amore tutto viene preparato. Io stessa faccio le pulizie, rispondo ai messaggi, prendo le prenotazioni, vado a incontrarli.
Io sono abituata a fidarmi del prossimo, per questo non chiedo nemmeno la copia del passaporto. Dei tifosi di calcio non ho paura. E perché mai? Cosa hanno di diverso da tutti gli altri? Ho già sette prenotazioni per i giorni dei Mondiali. Li andrò a incontrare e farò loro la registrazione come stabilito dalla legge, entro 3 giorni. È una regola, non si può fare altrimenti. Se dovessero fermarli allo stadio e avessero problemi per la mancata registrazione, li avrei anch’io”.

Fenomenologia dei turisti russi e stranieri
Per quanto riguarda la differenza tra ospiti russi e stranieri, Pavel, anche lui di San Pietroburgo, ha notato che gli europei hanno meno pretese e di solito sono più positivi. “Il turista russo è positivo finché va tutto bene, poi, al primo piccolo problema, inizia a essere a priori sospettoso su tutto. Inoltre, i russi vogliono vedere dappertutto il lusso, persino in un ostello, mentre gli europei possono dormire per 120 euro a notte e non usare neanche tutti gli asciugamani del bagno”, dice.

“Una volta sono arrivata in taxi per accompagnare degli svizzeri in aeroporto”, ricorda un’altra Irina di San Pietroburgo, “e loro sedevano in fondo alle scale condominiali: si erano portati là un paio di poltroncine e se ne stavano scalzi a sorbirsi il tè. Nella mia casa, che risale a prima della Rivoluzione, c’è una bella scalinata ampia, con corrimani arrotondati e un grande luminoso finestrone. È un posto molto piacevole quello dove si erano messi. Ma un simile comportamento è del tutto censurabile nella nostra chiusa mentalità russa. Io non ho mai fatto una cosa simile, non mi sarebbe mai nemmeno saltato in mente di spostare delle poltrone sulle scale. Noi ci preoccupiamo sempre molto di cosa pensano i vicini, e abbiamo paura che qualcuno si lamenti, o di sporcarci i calzini! Noi davvero pensiamo sempre a queste cose! Invece gli ospiti stranieri sono così spontanei, e per questo li ammiro. A volte provo persino invidia per come sanno vivere rilassati”.
Il suo appartamento, una mansarda nello storico quartiere di Kolomna, era frequentato da Pushkin e dal pittore Vrubel.
“Io ho un lavoro. Affitto con Airbnb soprattutto per socializzare”, racconta. “Con alcuni turisti è capitato di fare amicizia, di andare poi ospite da loro. Io ritengo che stia in questo la vera natura del servizio. Così come nell’aiutare a comprare i biglietti per il Teatro Mariinskij o a prendere a nolo una bicicletta, o far conoscere qualche posto segreto della città, di quelli che non si trovano sulle guide. Ecco cosa mi piace fare e cosa faccio”.
Irina ha alzato la tariffa di solo una volta e mezzo (stare da lei ora costa 138 euro a notte) e dice di non sapere “cosa abbiano fatto gli altri”. Per ora non ha neanche una prenotazione per il periodo della Coppa del Mondo. “Penso che la mia mansarda già da sola faccia rispettare il dresscode: è autentica, isolata dal centro chiassoso e dalle aree della movida, e ai tifosi probabilmente piace stare vicino a dove tutto succede”.

L’occasione da non perdere
“A Mosca i prezzi si sono alzati in media di 3-4 volte”, dice Natalia. Lei affitta quattro appartamenti e “ha appositamente aumentato il numero delle sistemazioni per quest’anno”. “Nei miei appartamenti c’è quasi ovunque la videosorveglianza: nei corridoi, nelle cucine e nelle stanze, ma ovviamente non nelle camere da letto e nei bagni. In ogni caso io, in tutta onestà, lo comunico ai miei clienti. Faccio firmare il contratto in inglese e prendo un deposito cauzionale, nel caso rovinassero qualcosa. Perché, a dirla tutta, abbiamo paura di cosa possano mettersi a combinare i tifosi. Ma allo stesso tempo abbiamo voglia di guadagnare.

Di solito il suo monolocale in una stalinka vicino al VDNKh, l’Esposizione delle conquiste dell’economia nazionale, lo affitta per 4.000 rubli a notte (53 euro), ma per il Campionato del Mondo di calcio ha alzato la tariffa a 11.500 rubli (153 euro). Lei non si occuperà della registrazione dei tifosi con l’ufficio immigrazione. “Io spiego loro che fisicamente non ce la faccio. Ma sono pochi quelli che si preoccupano per questa cosa. Ho già molte prenotazioni, e tutte di stranieri. Penso che i russi faranno, come sempre, tutto all’ultimo momento”.
Adesso per Natalia lavorano una donna delle pulizie e un altro paio di persone che ricevono gli ospiti e si occupano della pubblicità. “Non mi sento sicura di andarmene dalla città in quel periodo. Non posso mollare i miei ragazzi. Per cui andremo in ferie a turno prima e dopo i Mondiali. Io so già come sarà: dovremo correre come indemoniati. Ma visto che vogliamo far soldi, non possiamo perdere un’occasione come questa”, conclude.

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