Guardate come l’amore di una donna ha trasformato un aereo abbandonato

Aleksandr Listopad
Da trent’anni una leggenda dell’aviazione sovietica, un Tupolev Tu-104 dell’Aeroflot, faceva la ruggine in un piccolo aeroporto siberiano. Poi è arrivata la matematica Maria, ed è iniziato un incredibile restauro

Come qualsiasi altra macchina, anche gli aerei prima o poi diventano troppo vecchi e non possono continuare a volare. Alcuni vengono smontati o rinnovati, alcuni vengono trasformati in musei e quelli meno fortunati vengono semplicemente abbandonati all’aperto, destinati ad arrugginire sotto il sole, la pioggia e la neve.  
Un aereo di un piccolo aeroporto della Siberia, vicino alla città di Novosibirsk, era pronto a un destino di completa rovina, ma una donna, Maria Karmanova, di 34 anni, ha deciso di dargli una seconda vita.

L’aereo non è uno qualsiasi. Era un membro della leggendaria flotta di Tupolev Tu-104 dell’Aeroflot, il primo aereo da trasporto passeggeri sovietico, e divenne un simbolo del vantaggio tecnologico del Paese sull’Occidente. Il Tu-104 è stato per un breve periodo l’unico aereo di linea operativo nel mondo (1956-58) ed è stato operativo massivamente fino alla fine degli anni Settanta.

Nel 2009, Maria Karmanova, che ha un dottorato in Matematica ed è ricercatrice presso l’Istituto di Matematica Sobolev di Akademgorodok (una delle “città della scienza” russe, poco fuori Novosibirsk) ha scoperto l’esistenza di un aereo abbandonato in un aerodromo nella città di Berdsk (a 36 km da Novosibirsk e a 15 da Akademgorodok). Un Tu-104A con il numero di registrazione CCCP-42382 era lì ad arrugginire da tre decenni. Fu inviato a Berdsk nel giugno del 1978 e nell’agosto dello stesso anno fu tolto dal servizio dopo 20 anni di onorata carriera.

“Frequentavo spesso le conferenze all’estero e mi sono innamorata del volo e sono diventata una grande appassionata di aviazione”, ha detto Maria a Russia Beyond. “Quando ho saputo che a Berdsk c’era un Tu-104A e che c’era l’opportunità di vederlo e di entrare nella cabina di pilotaggio, ci sono andata subito.”

Eppure, nonostante la felicità per la prima visita, Maria fu delusa dallo stato dell’aereo. Veniva usato come rimessa, e quindi la cabina era piena di vecchi vestiti, scatole, pile di carta da macero, ecc. Anche molte parti dell’aereo erano mancanti o danneggiate, e la radio e i sistemi di navigazione erano stati portati via.

“Tutto questo mi ha fatto pensare che l’aereo meritasse di essere in uno stato migliore”, ricorda. “Così ho deciso di riportarlo il più vicino possibile allo stato in cui si trovava quando è arrivato a Berdsk. Ero anche interessata a saperne di più sulla sua storia e a trovare il video del suo ultimo atterraggio.” 
Sebbene non avesse esperienza nel restauro di aerei, Maria ha intrapreso l’opera. Come scienziata, sa come condurre ricerche e risolvere problemi con molte incognite. Ha raccolto tutta la letteratura che è riuscita a trovare, l’ha studiata e ha contattato i piloti che avevano esperienza a bordo del Tu-104. Ha cercato le parti mancanti online e nei mercati di seconda mano, riparando l’aereo pezzo dopo pezzo.

“Trovare i pezzi di ricambio necessari non è facile”, ammette Maria: “Questa è una sfida chiave per noi. Se lo stesso velivolo è stato prodotto da diverse fabbriche, i dettagli possono essere diversi.”

Dal 2009, Maria e altri appassionati che si sono interessati al progetto hanno compiuto reali progressi, riassemblando l’aereo, e persino trovato il video storico del suo ultimo volo (guardate qui)! 
“La parte principale dell’attrezzatura della cabina di pilotaggio è stata restaurata. Ora il nostro prossimo obiettivo è far funzionare tutto: l’illuminazione, la radio, l’interfono”, racconta. “Inoltre, dobbiamo anche trovare tutto ciò che ancora manca. Ad esempio, stiamo ancora cercando la cloche di sinistra originale.” 
Anche la cabina è stata rinnovata. Nel corso dell’ultimo anno la squadra di Maria ha trovato e riparato due sedili degli anni Cinquanta e dieci degli anni Settanta, ha sostituito l’isolamento e ha trovato impianti per l’illuminazione originali.

“Circa il 95 per cento dell’apparecchiatura l’ho comprata io”, dice. “Ora abbiamo un piccolo gruppo con interessi simili che lavorano al progetto e molto spesso riceviamo aiuto da altre persone. A volte, vengono in gruppi e aiutano con una notevole quantità di lavoro “.

Gli amici e i colleghi di Maria sono favorevoli al progetto. “Piace a tutti, fotografano l’interno e si fanno selfie con l’aereo sullo sfondo”, spiega. “Tale interesse è sempre di grande aiuto.”

Pensare che l’aereo possa volare di nuovo è ovviamente inverosimile. Tuttavia, Maria continua a sognare, ma per ora è solo concentrata su come iniziare. Portarlo in cielo richiederebbe un sacco di soldi, ispezioni, permessi e lavoro tecnico, quindi non ci stanno lavorando su. “Per ora il piano è trasformarlo in un museo dove tutto funziona”, conclude.
  
 
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