Il termometro segna -50°C. Ma in Russia si va a scuola lo stesso

Getty Images
Temperature così rigide non sono sufficienti per fermare le lezioni: nello sperduto villaggio di Ojmyakon, in Siberia, i ragazzi sono autorizzati a restare a casa solo quando la colonnina di mercurio scende al di sotto dei -52°C

In Italia bastano una nevicata e un freddo più birichino del solito per far chiudere le scuole. Ma cosa succede in Russia, in quelle località dove il gelo polare è la normalità per parecchi mesi all’anno? Nel villaggio di Ojmyakon, in Yakutia, ad esempio, in questi giorni le temperature stanno sfiorando i -50°C. Si tratta di una condizione “normale” per i 500 abitanti che vivono in questo sperduto villaggio della Siberia, dove in passato si registrò un record di freddo di -71°C!

Qui, in una delle località più gelide del pianeta, i bambini vanno a scuola anche quando la colonnina di mercurio raggiunge i -50°C, proprio come è accaduto nei giorni scorsi. Così come riporta il sito Ykt.ru, infatti, nemmeno temperature così estreme sono sufficienti per far chiudere le scuole. Per fermare le lezioni, dicono le autorità locali, si devono registrare almeno -52°C. A Yakutsk, invece, i ragazzi stanno a casa quando si raggiungono i -50°C.

Ma come è possibile sopravvivere all’inverno russo senza morire dal freddo? Scopritelo cliccando qui

Per utilizzare i materiali di Russia Beyond è obbligatorio indicare il link al pezzo originale

Scoprite le altre entusiasmanti storie e i video sulla pagina Facebook di Russia Beyond

Questo sito utilizza cookie. Clicca qui per saperne di più

Accetta cookie