Ma cos’è precisamente la toska, quell’afflizione regina di tutti i sentimenti russi?

Il concetto è difficilmente traducibile. Il dizionario propone “ansia”, “angoscia”, “noia”, “nostalgia”, “senso di mancanza”, ma nessuna di queste parole è esaustiva. Abbiamo chiesto a russi e a stranieri che hanno vissuto in Russia come la interpretano loro

Siân, giornalista brasiliano, ha vissuto e lavorato in Russia per 5 anni

“Quello di toskà (l’accento cade sulla a finale, e quindi la parola si pronuncia [taskà], ndr) è un concetto sfuggente: può essere tradotto in vari modi, a seconda del contesto. A mio avviso, è una malinconia apatica, una tristezza senza una causa specifica, o un attacco di angoscia. Può anche significare nostalgia o nostalgia di casa, forse simile alla saudade in portoghese: uno struggimento interiore per un posto lontano, o un tempo passato.”

Lucia, giornalista italiana, ha vissuto e lavorato in Russia per 7 anni

“È sempre stato abbastanza difficile per me capire il significato della parola russa toska… La prima associazione è con la parola portoghese saudade, ma penso che lo sfondo storico del popolo russo aggiunga una diversa sfumatura a questo sentimento. Potrebbe essere interessante capire se la parola toska abbia una connessione etimologica con il verbo russo ‘taskàt’, che significa portare o trasportare qualcosa di molto pesante; trascinare. In questo caso sarebbe un portare a fatica, un sopportare, una realtà difficile, che fa sentire le persone tristi, malinconiche e cupe…”

Ndr: Etimologicamente, toska (in cirillico: тоска) proviene dalla radice proto-slava *tъska. Nell’antica lingua slava orientale, тъска significava “senso di oppressione, dolore, tristezza, preoccupazione”. In lingua ceca, una parola correlata, “teskný” (proveniente dalla stessa radice proto-slava) significa “pauroso, timoroso”.

Davin, marito americano di una donna russa

“Certamente, questa ‘tristezza russa’ è un elemento centrale dell’identità, del modo in cui i russi vedono se stessi, ed è parte integrante del loro ‘chi siamo’. Gli americani considerano se stessi ‘eccezionali’ e ritengono di avere una grande dose di ‘ingegnosità’ e di ‘inventiva’. Gli africani (tranne i nigeriani probabilmente) hanno l’‘ubuntu’ come elemento centrale della loro visione del mondo. Ubuntu significa ‘io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo’ o più in breve ‘Io sono perché tu sei’. I russi, invece, hanno questo senso di tristezza, che apparentemente è il risultato di tanta tragedia nella storia russa, che è essenziale per la loro visione del mondo, per l’identità, per come si vedono si ritraggono e affrontano le difficoltà della vita. Se la tua identità è buddista, allora la prima ‘verità’ delle ‘quattro nobili verità’ è la ‘Verità del dolore’. I russi hanno questa tristezza come loro versione di ‘sofferenza’, ma i buddisti poi fanno qualcos’altro con la loro tristezza/sofferenza… e questo motiva la ricerca di tranquillità e trascendenza, fino alla ‘Verità della via che porta alla cessazione del dolore’. Ma in ogni caso, la tristezza russa può essere espressa attraverso il tipico ‘umorismo nero’, di cui i russi vanno tanto orgogliosi.”

Ajay, di Mumbai, ha scritto tre libri sulla Russia

“La parola toska evoca un sentimento vicino a ciò che il Buddha ha descritto come ‘duhkha’, che è stato erroneamente tradotto dal sanscrito e dal pali come ‘sofferenza’, ma che in realtà significa ‘insoddisfazione’. Molti russi di successo dopo un po’ raggiungono questo stadio e iniziano a guardarsi dentro per trovare un significato più profondo. È un desiderio di una sorta di sfuggente soddisfazione interiore.”

Elena, guida di San Pietroburgo

“La toska è impressa nel Dna russo. Puoi essere ottimista quanto vuoi, ma dentro ce l’hai. Potrebbe essere collegata al nostro complicato passato storico e ai lutti subiti dalla nazione o ai secoli di vita in climi difficili. La nostra тоска è molto simile alla depressione, anche se non può essere curata con antidepressivi o terapie. È strettamente legata alla sofferenza e al dubbio, elementi che sono così cari al popolo russo. Come disse una volta Aljona Doletskaja, la prima direttrice della versione russa di ‘Vogue’: ‘La toska è in gran parte una forma di meditazione russa’. Questo è il motivo per cui, paradossalmente, è vitale per noi: perché quando ci ritroviamo nel buio più tenebroso, ci dà le risorse mentali per essere allegri e felici, come non ci capita nemmeno quando le cose vanno bene”.

Boris, musicista di Samara

“Jimi Hedrix direbbe: ‘Toska is such a drag’. Altro che loneliness. Anche quando sei consapevole della causa della tua tristezza o dei tuoi problemi, la toska non ti aiuta certo a risolverli o a farli apparire più facili. Nel novembre 2009, io e la mia band stavamo tornando a casa dopo aver fatto uno spettacolo a San Pietroburgo e improvvisamente siamo rimasti bloccati in un ingorgo ferroviario: è successo perché la ferrovia ad alta velocità tra Mosca e San Pietroburgo era stata colpita dai terroristi. Quindi il nostro treno ha fatto molta strada, e il percorso era in continua evoluzione, a causa degli altri treni, quindi nessuno, nemmeno l’equipaggio, sapeva quando e dove stessimo andando. Abbiamo finito il cibo, i soldi e le cose da fare e di cui parlare e siamo rimasti semplicemente lì, svogliati. Per me, la toska è restare appeso nel mezzo dell’incertezza.”

George, giornalista britannico

“Alcuni russi con cui ho parlato dicono di avere la sensazione di aver ereditato questa specie di tristezza a causa della sofferenza dei loro antenati. Da un punto di vista inglese è difficile da capire, ma credo che alcuni russi possano esprimere un tipo unico di malinconia. E mi pare che possano cavarsela esprimendo un tipo di serietà / tristezza / desiderio senza che le persone (gli stranieri) pensino che siano depressi. Se un americano esprimesse gli stessi sentimenti, un medico darebbe loro subito dello Xanax.”

Sean Quirk, un americano che vive a Tuva, in Russia, da oltre 17 anni

“Toska per me è una cosa che va oltre la depressione, la noia o la semplice tristezza. È un tipo di stato dell’essere in cui si sente profondamente il vuoto totale del cosmo, e in cui tuttavia, allo stesso tempo, l’uomo è profondamente consapevole della terribile nitidezza e intensità di un singolo momento della vita. Con la toska si sente distintamente cosa voglia dire essere umani, essere trafitti dalla perdita, dalla tristezza, dal tradimento e da tutte le miriadi di cose che possono accadere nel corso di una breve singola vita umana, ma le sentiamo sullo sfondo del vuoto, del nichilismo di un grido sordo che sembrerebbe privare ogni azione e pensiero di qualsiasi peso e significato in un universo infinito, e in definitiva irrazionale. Eppure, questa toska ci lega intrinsecamente alla stessa scintilla che ci dà la vita come esseri umani e ci consente di tenere accesa una piccola luce contro il peso di quel vuoto infinito che si abbatterebbe su di noi e ci spezzerebbe nell’oblio.”

Andrej Rodionov, poeta di Mosca

“Тоска è l’attività della giovinezza.”


Nove parole russe quasi impossibili da tradurre in italiano 

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