Sette errori che potrebbero mettervi in serio imbarazzo quando parlate russo

Aleksandr Kislov
State prendendo confidenza con la lingua? Attenzione a non inciampare in questi tranelli che vi faranno passare subito per neofita o per maleducato

1. Se chiedete “Come va?” vi risponderanno davvero
In italiano la domanda “Come va?” è una semplice formula di saluto e di cortesia, alla quale non ci si aspetta una risposta sincera e dettagliata, ma un protocollare ‘Tutto bene, e tu?”. Lo stesso vale per “How are you?” nei Paesi anglofoni. Ma l’equivalente russo, “Как дела?” (Kak dela?) è qualcosa di meno formale. E se lo usate, spesso inizieranno a raccontarvi i loro guai. Quindi, dovete avere un bel po’ di tempo libero…

“Io ero solita dire ‘kak dela?’ a una ragazza russa che studiava con me, ma non come vera domanda, piuttosto come un’abitudine, tradotta dall’inglese”, racconta Alice Gallanagh, che ha studiato all’Istituto di Lettere Gorkij di Mosca. “Un giorno, stufa, mi ferma e mi fa: ‘Ma perché vuoi sempre sapere come mi vada? Non vedi che sono di fretta?!”.

Se volete solo una risposta breve e di circostanza, meglio usare la formula “все хорошо?” (Vsjò khoroshò?; “Tutto a posto?).

2. Non scusatevi troppo
Nell’Europa occidentale siamo abituati a far partire il “mi scusi” al minimo contatto. Basta sfiorare qualcuno con il gomito o con la borsa, per dirlo. A volte lo si usa anche solo se ci si è avvicinati troppo, senza scontrarsi. 
In Russia, “извините” (izvinite - “mi scusi”) è riservato alle situazioni di colpa più grave. Se siete in mezzo alla folla, come per esempio in metrò, è fisiologico che si entri in contatto fisico con gli altri e ci si scontri un po’. Quindi i russi di solito non dicono niente. Certo, voi potete scusarvi, se volete, in tali situazioni, ma non aspettatevi alcuna cortesia di ritorno. Piuttosto qualche sguardo un po’ scettico. Si inizia a scusarsi solo in caso di scontro piuttosto goffo e duro o se si è pestato un piede con una certa violenza.

3. Imprecate dicendo “blin”
I bliny, i pancake russi, sono una delle cose e di cui vi innamorerete di più, viaggiando in Russia e una delle prime parole che imparerete. Anche al singolare il termine, “blin”, vi sarà molto utile, ogni volta che vorrete imprecare. È infatti un modo soft di farlo, e socialmente accettato, qualcosa come l’italiano “cavolo!”. Attenti invece ad usare le parolacce vere e proprie, che solerti compagni di bisbocce si premureranno di insegnarvi quanto prima. Intanto, rispetto all’italiano sono meno sdoganate e usarle in presenza di ragazze o persone più anziane farà di voi un vero bifolco. E poi potrebbero portarvi a guai con la giustizia, perché tecnicamente sono illegali. Ovviamente la polizia non interviene a sirene spiegate alla prima imprecazione, ma non sapete mai chi avete di fronte, specialmente quando siete uno straniero che sa poco spiegarsi, quindi evitate rischi. Un “blin” vi salverà in ogni occasione in cui volete aggiungere un po’ di pathos al vostro eloquio.

4. Non date del “signore” e della “signora”
I termini usati prima della Rivoluzione sono caduti in disuso, e oggi “господин“ (gospodìn”, signore) e “госпожа” (“gospozhà”, signora) possono essere utilizzati sono con fine ironico. Non cercate di attirare così l’attenzione dei camerieri, insomma. Per farlo si usa “молодой человек” (“molodoj chelovek”, giovane) per gli uomini e “девушка” (“devushka”, ragazza) per le donne, anche se a volte può suonarvi strano, quando gli interessati sono già piuttosto avanti con gli anni.

Il plurale господа (“gospodà”, signori), così come il femminile дамы (“damy”, dame, signore) è usato in contesti molto formali e nello spettacolo: lo sentirete solo nei saluti iniziali delle trasmissioni televisive o in alcuni eventi a teatro o simili, o se partecipate a qualche ballo in società.

Durante il periodo sovietico i termini erano stati sostituiti dal comunista “товарищ” (“tovarishch”, compagno, compagna). Ma anche se in alcune realtà provinciali e tra gli anziani più nostalgici l’appellativo è ancora in uso, suonerà un po’ ridicolo se cercherete di richiamare l’attenzione di qualcuno sulla Piazza Rossa usandolo.

5. Ricordatevi il patronimico
Quando qualcuno vi si presenta, cercate di memorizzare non solo il nome, ma anche il patronimico. Per essere cortesi e dare il corrispettivo del lei italiano, va usato. Di sicuro non potrete farne a meno quando vi relazionate con professori, medici, pubblici ufficiali, militari e, in generale, in contesti formali e di rispetto. Saranno poi i vostri interlocutori, eventualmente, a chiedervi di passare a un registro più confidenziale. Ma non cercate di fare subito i simpaticoni.

John Allister, insegnante di base a Mosca proveniente dagli Stati Uniti lo ha sperimentato sulla sua pelle: “È accaduto quando cercavo il mio primo appartamento. Il padrone di casa mi si è presentato come ‘Ivan Nikolaevich”. Io avevo appena finito il libro “Zio Vanja” di Chekhov, e sapendo che Vanja è il diminutivo di Ivan, gli ho detto “Grande! Posso chiamarti Vanja?’. Per farla corta, sono rimasto senza appartamento”.

6. Non date del tu agli anziani e agli sconosciuti
Anche se in Italia è sempre più diffuso l’uso di dare del tu anche a chi è più grande di noi e a chi si incontra per la prima volta, in Russia non è così, e il passaggio dal lei al tu (in russo dal “вы”, “vy”, voi al “ты”, “ty”, tu) è un processo più impegnativo, che richiede una grande dose di familiarità e l’aperto consenso del vostro interlocutore. Soprattutto con gli anziani dare del tu è una forma di maleducazione. Usatelo con i bambini o con i vostri coetanei se siete entrambi siete sotto i trent’anni.

7. Non parlate polacco facendo un brindisi
Per qualche oscura ragione, in quasi tutti i Paesi occidentali è diffusa la convinzione che i russi al momento di alzare i bicchieri per bere qualcosa dicano “на здоровье” (‘na zdorovie’). In realtà questa è la formula usata per il brindisi in Polonia, ma non in Russia, dove “na zdorovie” può essere usato come “buon pro ti faccia”, in risposta a qualcuno che vi ringrazia per una porzione di cibo che gli date. In russo esiste “за здоровье” (za zdorovie – ‘alla salute’) ma è una formula poco usata. Di solito si terranno dei tost molto elaborati, dei veri e propri piccoli discorsi, brindando all’amicizia, alla pace tra i popoli, ai genitori, ai figli e via via così, bicchiere dopo bicchiere…

Attenzione a questi 25 falsi amici nella traduzione tra italiano e russo! 

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