Otto errori comuni che fa ogni studente di russo

Natalya Nosova
Attenzione a non chiamare una ragazza “nonno”, o a dire che “fate la pipì” quando invece “scrivete”. Ecco tutti i tranelli da evitare

Cominciare a studiare il russo può essere come tentare di nuotare controcorrente: non importa quanto ti sforzi, ti sembrerà sempre che ci sia un altro ostacolo grammaticale, di pronuncia o di lessico diretto contro di te. Abbiamo preparato una lista dei tranelli nei quali è probabile che cadrete: la prossima volta che i vostri compagni di classe faranno questi errori, sarete quello studente fastidiosamente compiaciuto che deriderà la classe.

Confondere девушка/девочка/дедушка (devushka, devochka, dedushka)

Molti stranieri sono sorpresi di scoprire che, quando sono in Russia, devono rivolgersi a una cameriera o a una commessa con “devushka,” la parola russa per “ragazza”, per attirare la sua attenzione. Purtroppo è una parola molto simile (in modo pericoloso) a “devochka,” che si usa invece per dire bambina, ragazzina: un semplice scivolone della lingua potrebbe trasformare un’espressione normale in un tentativo di umiliarla, e trascinarvi in acque turbolente (e obbligarvi ad aspettare un po’ prima di ricevere il vostro cibo). Ma lo scenario peggiore è quando direte, per sbaglio “dedushka,” con cui non solo sbaglierete l’età della donna in questione, ma addirittura la confonderete con un vecchio maschio: un nonno. Insomma, prestate attenzione.

L’accento: ovvero il tormento della vita di ogni studente di russo

Prima un avvertimento: ci vuole MOLTO tempo per abituarsi agli accenti delle parole russe. A volte incontrerete nuove parole e non avrete nessuna idea su come andranno pronunciate. “La cosa più frustrante è quando sbaglio l’accento anche su parole semplici”, ci racconta Chris Patchman, uno studente al MGIMO di Mosca. “Una volta ho provato a prenotare un ristorante è ho dovuto ripetere la parola адрес [“adres”, cioè “indirizzo”] per almeno dieci minuti, cercando di capire dove si trovasse questo posto. Poi capii che stavo dicendo qualcosa come “adrEs” e non “Adres”, e la donna non riusciva a capirmi.
In questi casi, non essere capiti è la cosa migliore che possa capitare. Se dite“я плачу” (“ya plachu”) in un ristorante, per esempio, e mettete l’accento sulla “a”, non state offrendo di pagare, ma piuttosto state dichiarando che volete piangere.
E dio vi aiuti se sbagliate l’accento sulla parola “писать” (“pisat”): se lo mettete sulla “a” significa “scrivere”, ma se è sulla “i” significa “fare la pipì”. Attenti, gente!

“Io molto piace”

Che ci crediate o meno, l’equivalente russo di questa espressione (“я очень люблю,” “ya ochen ljubljù”) è del tutto corretto. È quando provate a fare una traduzione diretta dall’italiano che incorrerete in vari problemi. Ad esempio, l’equivalente russo di “Io amo molto” sarebbe “я люблю очень много” (“ja ljubljù ochen mnogo”), che è un totale non-sense. Vi abituerete, alla fine. Chissà, magari un giorno direte ai vostri partner russi, con la vostra ottima pronuncia, che li “molto amate”. Che dolcezza.

Pronunciare troppo il suono “o”, quando non è accentato

La parola хорошо (“khorosho” – bene, buono) e молоко (“moloko” – latte) sono, con ogni probabilità, le prime parole russe che imparerete e purtroppo, le direte in modo sbagliato. Se pure la tentazione di pronunciare tutte le “o” allo stesso modo è molto forte, la “o” senza accento è, di solito, è pronunciato come una lunga “a”. E visto che l’accento di молоко e хорошо è sull’ultima “o”, queste parole sono pronunciate come “malakò” e “kharasciò.”
Tuttavia, alcuni accenti di campagna russi pronunciano tutte le “o” allo stesso modo. Per cui, se avete fortuna, sbagliarli potrebbe far pensare agli altri che siete solo persone di provincia. Ma non ci spererei troppo.

Non padroneggiare i verbi di movimento

“Nella mia terza lezione di russo ho chiesto al mio insegnante: come si dice “andare?”, ricorda Chris Patchman. “Ha risposto: ’Non siete ancora pronti per quello’”
In russo dire “Sono andato” o “andrò” può essere del tutto diverso a seconda del mezzo di trasporto che si utilizza, se si va in via diretta o si fanno deviazioni o se si va e si è già tornati o se si è fatto un tragitto di sola andata. Ci sono anche migliaia di prefissi che possono essere aggiunti per indicare altre cose, come intorno (об-), in (в-), fuori (вы-), o anche “per fermarsi” (за-).
Tuttavia, imparare tutte queste forme è estremamente importante se non volete che i russi trasaliscano quando parlate: usate il verbo sbagliato e per loro potrebbe significare qualcosa come “Sono andato in Australia a piedi”.

Non prendere la “ы” sufficientemente sul serio

“Chiunque abbia inventato questo suono è malvagio”, dice Eleanor Wilson, una ex studentessa americana al Politecnico di San Pietroburgo. “È simile al rumore che fate quando vi prendete un pugno leggero nello stomaco”.
Purtroppo questa lettera possiede proprio il suo suono, anche se la tentazione è forte di non pensarci e pronunciarla come una “i”. Fatelo a vostro rischio e pericolo: è la differenza tra un topo (мышка, “myshka”) e un orsetto (мишка, “mishka”), o più seriamente, tra essere (быть, “byt”) e picchiare (бить, “bit”)

Sbagliare l’intonazione delle domande

Succede a tutti gli stranieri in Russia. Qualcuno dice qualcosa che sembra un’affermazione e poi, dopo qualche secondo di silenzio imbarazzato, continua dicendo: “È una domanda”.
Abituarsi alle inflessioni russe può richiedere un po’ di tempo, ma ci sono modi per imparare bene. Se è una domanda breve, il tono giusto è la differenza tra una domanda e un’affermazione. Per esempio “Это ресторан.” (Questo è un ristorante) e “Это ресторан?” (Questo è un ristorante?). Fate pratica sollevando le vostre sopracciglia: vi darà un po’ di fascino in più. “Ero andato in viaggio a San Pietroburgo e chiesi a un uomo ‘Eto Ermitazh? (Questo è l’Hermitage?),” racconta Scott Jones, un ex studente gallese dell’Università Statale di Mosca. “Si è girato, lo ha guardato e mi ha detto ‘Ja znaju’ (Lo so).”
Se è una domanda più lunga, sentitevi liberi di nascondere la vostra inflessione verso l’alto nel mezzo della frase e concludete la domanda con la stessa nota con cui avete cominciato. Sembra difficile, ma con un po’ di pratica diventa perfetta.

“Mi piace mio padre, è molto bello”

È forte la tentazione di pensare che la parola симпатичный (“sympatichnyj”) sia l’equivalente dell’italiano “simpatico”. Ecco, fatelo e ciò che direte potrà sembrare un lapsus freudiano. Questa parola, in realtà, significa “bello”, “grazioso”, “carino” Per dire “simpatico” in russo sarà meglio usare приятный (prijatnyj) o добрый (dobryj).

Ed ecco alcune parole russe quasi impossibili da tradurre in italiano

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